In macchina sulla ciclabile Area 24

L’altra sera in tv ho visto qualcosa di davvero assurdo. Non era tardi, era in fascia protetta, alle 20.30,  con i bambini e famiglie davanti allo schermo.
C’era un’auto che correva su libera una pista ciclabile.
Mi sono scosso, stropicciato gli occhi: non poteva essere. Pensavo fosse uno scherzo. Eppure quella nelle immagini era una pista ciclabile, ne ero sicuro. Quella curva, quel parapetto, quel mare, li riconoscevo. Era tutto vero: era la ciclabile Area 24, poco dopo Santo Stefano al Mare.

La Fiat (d’ora in poi dovremmo chiamarla “FCA” – senza la “I”, come dice Crozza) ne ha fatto un’altra: lo spot della nuova Fiat Punto Lounge è stato girato sulla Pista Ciclabile Area 24, esattamente nel tratto tra Santo Stefano al Mare e San Lorenzo.

Nelle immagini, la Punto scorrazza ad alta velocità sulla pista ciclabile deserta, mentre sullo schemo compaiono le dotazioni di serie, Tom Tom Go Live, lettore radio CD/Mp3 con comandi al volante ecc. (Non eccezionali mi sento di dire, le auto giapponesi ce le hanno da anni, Marchionne: svegliati!).
Una musichetta allegra accompagna il tutto. Come uno che mi stia raccontando un segreto: ps…ps… passo di qui, sul mare, tanto non c’è nessuno, che m’importa se è riservato alle bici? Come nella peggiore delle commedia all’italiana.
Guardate lo spot qui: https://www.youtube.com/watch?v=3iDy00Mf-i0&feature=youtu.be

Mi sento particolarmente ferito da questa reclame, forse perchè mi offende due volte, come come ciclista e come ponentino.

Come ciclista e attivista Fiab, perchè così vanno in fumo mobilità sostenibile.  Proprio recentemente ho partecipato ad un convengo (ad Arma di Taggia, a due passi da Area 24), in cui si parlava della pista ciclabile Area 24, definita il fiore all’occhiello delle ciclabili in Italia, e come tale promossa all’estero.
Oggi, anzichè vedere realizzati i buoni propositi di quell’incontro (promozione su canali di turismo “slow” su scala europea, convenzioni con le strutture ricettive ecc), vedo la ciclabile percorsa da un’auto e mi chiedo: ma che penseranno i danesi, i tedeschi, gli inglesi e i norvegesi che vedono tutto su youtube? Che su Area 24 circolano le auto? E’ questa la promozione del territorio tanto desiderata e annunciata?

Il danno d’immagine non è trascurabile. La pista ciclabile Area 24, è da molti considerata la più bella d’Europa e come tale è stata candidata al concorso per la migliore greenway europea. Il tratto tra San Lorenzo e Santo Stefano al Mare, dove lo spot è stato girato, è ormai inconfondibile. Chi lo vedesse, in Italia e all’estero potrebbero credere che sulla ciclabile Area 24 possono correre le automobili.
E non c’è nulla di più sbagliato. Ciò contribuisce alla solita confusione all’italiana, al solito pastrocchio. Consentire riprese del genere è stato a dir poco opportuno: si rischia di vanificare la promozione ecosostenibile del territorio che le amministrazioni perseguono con tanto impegno (come fece qui Sanremo http://adbgenova.it/it/homepage/notizie/sanremo-la-pista-ciclabile-piu-bella-d-europa ).

Come figlio del ponente ligure lo smacco non duole di meno. Quando venne dismessa la ferrovia a mare, ci vollero anni perchè su quel tratto di binari venisse fatto qualcosa. Visti i precedenti in speculazioni edilizie, si sperava nel meno peggio. Molti volevano metterci le mani: industriali, albergatori, costruttori, palazzinari e politici. Qualcuno, l’onorevole a sua insaputa, propose la soluzione a tutti i mali: una metropolitana di cristallo o una corsia supplementare all’Aurelia.
Quando arrivò la notizia che vi sarebbe stata costruita una lunga ciclabile non credetti ai miei occhi:  per una volta si progettava qualcosa di respiro internazionale e non una miope scelta locale; una volta tanto si gettava la provincia di Imperia in Europa. Area 24 è il simbolo di una battaglia vinta contro il degrado (ambientale e culturale) di una parte di Liguria e d’Italia, una cosa che non possiamo permettere venga inquinata dallo spot di FCA, società originata da quella FIAT che ha condizionato e condiziona attualmente la mobilità in Italia.

Ora, mi chiedo, accadrà ancora? Davvero siamo condannati a marcire in un abitacolo con Tom Tom Go Live, lettore radio CD/Mp3 ecc., quando fuori ci sono agavi, mare e gabbiani? Ma davvero riusciamo a godere di quel mare solo dal finestrino di un’auto? Ma la leggerezza e la spensieratezza, quella musichetta allegra di quello spot, sono possibili soltanto in macchina? E, peggio, se qualcuno un giorno ci andasse davvero in macchina, su quella strada, per accorgesi poi che è una pista c-i-c-l-a-b-i-l-e?

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