Ponti e guai dei paesi tuoi

Dopo il crollo del ponte Morandi, a Genova, si cerca una soluzione. Le pensano davvero tutte.

C’è chi, forse nostalgico dell’Oro alla Patria e di un certo passato, ha proposto che si doni al Comune ogni struttura portante da Voltri a Nervi per impiegarla come ponte.
Ecco che allora ogni palco, ogni trabatello, ogni assale, cavalletto, ogni impalcatura, andrebbero bene e si potrebbero portare in Val Polcevera per superare il tragico gap.

In centro storico, una soluzione si dice ci sia già: basterebbe montare uno sull’altro tutti i ponteggi dei cantieri, da via Prè a Porta Soprana. L’idea non è del tutto balzana se si pensa alla quantità di ristrutturazioni, di facciate e tinteggiamenti che rifanno il trucco della vecchia Zena: collegati un all’altro coprirebbero almeno il greto del Polcevera.

Anche in porto si sono fatti sentire e promettono grandi cose. Sarebbero già parecchie le proposte: oltre a alle tolde e alle tughe delle imbarcazioni più piccole, si parla di utilizzare tutti i ponti dispobibili sulle navi, da quelli di coperta a quelli delle paratie, di stazza, di bordo, ai ponti garage dei traghetti. Preoccupazione soltanto tra gli armatori di Crociere: una sola nave vanta almeno 10 ponti e in porto se ne sono viste che ne contano 18. Basterebbero da sole per il pezzo da Coronata all’Ikea.

Ai più anziani, i pensionati, in attesa del mega cantiere del nuovo ponte (per cui si spera Autostrade non farà pagare il ticket) non resta per ora che il sollievo della toponomastica. Se non c’è più Ponte Morandi, potete consolarli aprendo un elenco del telefono (se ne trovate ancora uno) oppure cliccando su Google Map per trovate via F. Ponte, Pontexelo, Ponte Carrega, via Ponterotto, Ponte Reale, Via Ponte Calvi, Pontedecimo, Ponte Monumentale e, in area portuale Ponte Andrea Doria, Ponte Parodi, Ponte dei mille e così via. Se non vi piace il selfcast, la Stazione Principe offre, ogni oretta, l’intrammontabile annuncio del regionale che non ferma a Pontetto (e Mulinetti).

Ma il guaio, non è solo logistico, dei trasporti.
E’ che anche noi, a Genova abbiamo bisogno di un ponte, di un nostro ponte. Ogni città ne ha uno come si deve, Venezia ne ha da vendere, Firenze ha Ponte Vecchio, Roma ha Ponte Milvio coi suoi lucchetti e Genova? Ne avevamo uno che pareva un robot, forte come Daitarn 3, ma fragile come Goldrake. Ora che non c’è più siamo come le formiche cui hanno pestato il formicaio.
Fatecelo vi prego, un ponte. Di trofie, di cuoio, di cemento, d’acciaio, di microfibra di carbonio avvantaggiato. Perchè altrimenti, tra poco, saremo del gatto, quel micio che passa, tranquillo sopra le macerie dopo il crollo.

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