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Lettera ai media sulla discarica del Vallone dei Morti

Questa lettera è stata spedita alle redazioni dei quotidiani del Ponente ligure.
Vi prego di farla girare il più possibile. Almeno per squarciare il pesante silenzio sceso su questa faccenda.

Gentile redazione,
vorrei porre l’attenzione sulla decisione recente dell’A.T.O. della Provincia di Imperia di realizzare una discarica in località “Vallone dei Morti” a pochi chilometri da Badalucco in Valle Argentina. La notizia è del 15 novembre, poi l’argomento non è più comparso su giornali e media, nessuno o poco spazio è stato dato alle opinioni della gente comune.

Vorrei sottolineare che la zona scelta per la realizzazione dell’impianto ha un elevato valore ambientale, storico e culturale per tutta la valle Argentina. Il Vallone dei Morti è infatti collocato tra i SIC di Ceppo-Armea e la ZPS di CeppoTomena. E’ una zona ricca di varietà biologica, animale e vegetale: oltre ad una delle rare foreste di lecci e carpini del Ponente, ospita l’habitat di specie non comuni ad una tale prossimità con il mare, come il biancone e l’aquila reale, il primo probabilmente nidificante, la seconda come area di alimentazione. E’ noto a tutti che nel sottostante rio Oxentina vivono i gamberi di fiume, mentre lì sono stati avvistati anni fa gli ultimi esemplari di lontra in Liguria.

Dal punto di vista culturale e storico, il vallone dei Morti è a due passi dalla Madonna della Neve, luogo “sacro” per i badalucchesi (sia per questioni religiose che per questioni storiche legate alla Resistenza) ed è esattamente di fronte all’eremo della Maddalena, luogo “sacro” ai taggiaschi. Questi luoghi hanno bisogno di rispetto, innanzitutto da parte degli amministratori.

Mi risulta che non sia stata ancora avviata una Valutazione di Impatto Ambientale per tale opera.

La situazione riguardante la spazzatura in provincia di Imperia è grave, ma non giustifica questa scelta avventata e frettolosa, che rischia di compromettere un luogo di valore.
Inoltre Il Vallone dei morti sarebbe una discarica di servizio dell’impianto di Colli, sopra Taggia. Ma essa è piuttosto lontano e dunque i camion dovrebbero percorrere la Valle Argentina per un bel tratto compromettendo viabilità, stabilità stradale e con un non trascurabile impatto sull’inquinamento atmosferico.

Probabilmente il comune di Badalucco farà ricorso al TAR Ligure. Ma oltre a intraprendere azioni legali, occorre sensibilizzare gli amministratori e l'”opinione pubblica” del Ponente Ligure, sulla possibilità di un’alternativa. Oltre al fatto che non si può continuare a usare l’entroterra per nascondere la polvere sotto il tappeto.

Cordiali saluti
Giacomo Revelli

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