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Celo. Celo. Manca!

Ho ricevuto anch’io, a casa, come tutti penso, in Provincia di Imperia, il santino-album di ricordi del Presidente Giuliano candidato alle Regionali. Devo dire che, sarà per la par condicio imminente, ma il centrodestra imperiese è proprio all’avanguardia nella comunicazione: non siamo nemmeno a due mesi dalle elezioni e tra santini, manifesti, point e comunicati stampa si respira già aria di acqua di Colonia e cloroformio, come se fossimo appena usciti dal seggio.

Certo, io preferisco una campagna elettorale più “hug and kiss” (baci e abbracci), come quella del giovane repubblicano Scott Brown che con il suo vecchio GMC ha percorso più di 200 miglia per capire i valori del ceto medio e alla fine ha espugnato Boston, tradizionale roccaforte dei Kennedy. Troppo facile mandare un santino e mettere su un point e aspettare che passi qualcuno: finiti i parenti si rischia di passare il pomeriggio con le parole crociate. Meglio la politica che va al cittadino che il cittadino che passa nei dintorni della politica. O no?

In effetti non riesco a immagnare Gianni Giuliano su una Panda che percorre le strade della valle Oxentina (ovvero, si dice sia arrivato da quelle parti, ma solo per un sopralluogo al Vallone dei Morti prima di autorizzarvi una discarica). E, forse, dato il consenso incredibile dimostratogli dai sondaggi che lo davano al 62,4 %, non ne ha nemmeno bisogno.

Nessuno del centrodestra, in provincia di Imperia, ha davvero bisogno di macinare km e capire i “ceti medi” della taggiasca. Fanno tutto un po’ per sport, come se anche loro facessero le primarie: io sono il più elegante, io invece il figliodipapà più bello, io invece ho il caschetto più determinato e concreto che ci sia.

Però stasera mi coccolo con il biglietto del Presidente. E’ un po’ come giocare con le figurine. Nella striscia in alto, credo abbia messo le foto delle cose per cui vuole essere ricordato: c’è il D.A.M.S. di Imperia (grazie soprattutto per aver dato uno spunto a Strescino che si è subito iscritto. Forse come attore il suo prodigioso ciuffo renderà di più): celo; poi c’è il ponte di Clavi: non ricordo di averlo percorso… forse è il nuovo tratto di Aurelia Bis?: manca; poi una serie di restauri di ville (Grock, Magnolie, Regina Margherita) che sicuramente faranno la fortuna dei tour operator: avranno finalmente qualcosa da far vedere ai pensionati padani in vacanza: celo; e poi il restauro del Teatro Salvini: celo. Solo che ora, fatto il teatro, bisogna fare gli spettatori e in Italia, si sa, coi tagli che ci sono, è difficile.

 Nella striscia di sotto c’è la carrellata dei suoi “amici”, intesi Facebookkianamente. Da sinistra: Benedetto XVI, Giovanni Paolo II (due papi a sinistra!), Ciampi, Scajola (ripresi durante una visita dell’allora Presidente della Repubblica Italiana nel Granducato di Sciaboletta); Berlusconi (al centro del mondo); Rigoberta Menchù, Nobel per la pace ’92 (passava di lì e Giuliano credeva fosse una sciascielina disoccupata); Dulbecco e Rubbia (la foto è di quelle che capitano spesso nei matrimoni o alle comunioni, quando dietro al soggetto rimane qualcuno che non c’entra nulla: in questo caso la sagoma del Presidente); infine la visita al museo egizio di Torino con la stretta di mano alla mummia di Andreotti.

Io avrei altre immagini di questi 9 anni di presidenza che però nella lettera non ci sono e sicuramente mancano anche al Presidente. Che so, l’amministratore delegato Moretti che visita pomposamente i cantieri della nuova stazione di Imperia, il taglio degli Intercity, i treni puntualmente in ritardo. La crisi della floricoltura, quella del turismo, i megaporti che non portano altro che ad abusi, le due discariche provinciali al collasso. E poi avrei una vecchia storia riguardante la tentata scalata della mafia al Casinò di Sanremo. Quella sì, manca, eccome.
Allora, per le Regionali 2010, l’album di Giuliano l’abbiamo finito. Ne cominciamo un altro?

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Alto gradimento, bassa fedeltà

Mi immagino la scena
– Toc! toc!
E’ un freddo giorno d’inverno. Ad Argallo, d’inverno, anche le case battono i denti. Però quando bussano alla porta, i locali sono gentili e vanno sempre ad aprire.
– Toc! toc!
– Chi u l’ è?, una voce timida risponde. Non si sa mai ad aprire, ci sono ancora i briganti in giro. La Valle è coperta dal ghiaccio. E’ bastata una nevicata per bloccare la strada. Nessuno è venuto con spazzaneve o spargisale. Eppure qui si pagano le tasse come giù.
– Buongiorno! Siamo del Sole 24 ore, stiamo facendo un sondaggio.
– Sciu me dighe bonomu, la vecchina apre la porta. Un vento gelido la fa rabbrividire.
– Non le ruberò molto tempo signora. Lei che ne pensa del Presidente della Provincia? E’ un brav’uomo vero?
La signora non sa. Fa troppo freddo per rispondere.
– Allora, è un brav’uomo o no?
– Beh, non saprei…, sì, spero di sì.

Così devono aver fatto quelli di IPR Marketing nella loro ricerca per valutare il gradimento degli abitanti della Provincia di Imperia per i politici che li rappresentano, in particolare per il Presidente, Gianni Giuliano.
Troppo facile, troppo scontato bussare ai salotti bene di Imperia e di Sanremo, nelle delegazioni massoniche di Bordighera e Ospedaletti, nelle enclave ipercattoconservatrici di Taggia. Un vero sondaggista affronta le intemperie, s’arrampica sui sentieri del Grai, si tuffa nelle selve dell’Oxentina e nuota per i canali ghiacciati del Roja. Se ci fosse un eremita residente a Monte Faudo, puoi star sicuro che quelli dell’IPR lo raggiungerebbero. E registrerebbero il suo parere: una dichiarazione d’amore per il presidente, un sentito, profondo, accorato grazie per quello che fa.

Più difficile andare a beccare i ponentini infami che se ne sono andati perchè in provincia di Imperia non c’è lavoro, perchè non te ne danno se non conosci qualcuno di importante, perchè i fiori ormai non tirano più e tra un po’ te li tireranno dietro. Più difficile ancora acchiappare i traditori che dicono no, la provincia ha sbagliato e spiegare perchè e dove.

Non stupiscono quindi i risultati: “un vero exploit Gianni Giuliano, presidente dell’ente provinciale” scrive Il Secolo XIX “Gianni Giuliano ottiene, secondo il sondaggio dell’Ipr, un consenso del 62,4%. Risultato ottimo, che lo pone al 14esimo posto assoluto (su 101 province) e persino in crescita rispetto al pur notevole risultato elettorale del 2006 (60,5%).”

Non c’è che dire. Chapeau, monsieur le president.
Sei a capo di una provincia lontana dell’impero, isolata nei trasporti, con le autostrade più care del Nord Italia, assogettata alle speculazioni dei cementieri. Con una rete di scambi tra politica e servizi tanto stretta da fare invidia ai Casalesi.
Un’amministrazione che bussa alla porta non per raccogliere e differenziare la spazzatura ma per inventare sondaggi ipocriti e vergognosi.

Potete dire la vostra commentando l’articolo de Il Secolo XIX.

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