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Arriva il commissario

E’ proprio vero. La storia si ripete. 
Nella seconda metà del ‘700 la Repubblica di Genova fu costretta a mandare dei commissari a Imperia per risolvere le penose questioni dovute alla corruzione di chi doveva gestire il patrimonio boschivo.
Praticamente c’era chi tagliava boschi pubblici e li vendeva per il proprio tornaconto foraggiando adeguatamente le istituzioni locali perchè tacessero.

Più di recente non si contano i commissari giunti in Riviera. Ultimo è il caso di Sanremo, dove, per un motivo o per l’altro, il sindaco è stato deposto da un commissario.

Ora ci risiamo. La Regione Liguria ha deciso di nominare un Commissario ad acta per risolvere la questione rifiuti.
Trovate la notizia in anteprima su: http://www.regione.liguria.it.

La proroga concessa a ottobre dalla Regione alla Provincia di Imperia per far fronte all’emergenza rifiuti è scaduta il 7 gennaio senza nessuna novità di rilievo. La provincia ha presentato la gara soltanto il 12, con 5 giorni di ritardo.
Mercoledì il presidente Claudio Burlando nominerà un commissario. Il nome non c’è ancora, si tratterà però di qualcuno esterno alla politica e all’economia del ponente ligure, per evitare conflitti d’interesse.

La notizia è di quelle gravi naturalmente, che faranno discutere. Imperia come Napoli. Caso “rumenta” dopo quello “munnezza”.
Di fatto c’è che il piano dei rifiuti preparato in fretta dal Presidente Giuliano e dai suoi tecnici per evitare il commissariamento, in cui si progetta un impianto di separazione a Taggia e una discarica di servizio nel Vallone dei Morti, una zona boschiva che con le sue acque rifornisce molti paesi della provincia, non è servito ad evitare il peggio. Il commissario arriverà e deciderà di conseguenza.

Viene da chiedersi che succederà adesso per chi sta lottando contro la discarica del Vallone dei morti.
Ma ad un’altra domanda bisognerebbe rispondere: perchè proprio da noi tutto sto fiorire di commissari?

Sarà perchè il ponente è un bel posto, con un bel clima. Altrimenti come si spiegano? Adesso ne arriverà un altro, l’ennesimo. Ci mancano Montalbano e il tenente Colombo e poi siamo al completo (Derrick aveva già preso casa a Dolcedo).
Il problema è che da noi non arrivano solo per rilassarsi, arrivano per lavorare.

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Nascita di un comitato

E’ un venerdì sera d’inverno. L’intera valle s’è addormentata presto, appena il sole s’è nascosto dietro i versanti di monte Ceppo. La statale 548 è pressoché deserta. Ad attraversarla in macchina sembra di profanarla: da Taggia in su comincia il buio, quello serio, che ognuno usa come vuole. Gli animali per cacciare, gli uomini per dormire.
C’è la luna, ma illumina le cime innevate e ti viene freddo a guardarle.

Andiamo a Badalucco. Ci sono sempre buoni motivi per andare a Badalucco: lo stocafisso, i fagioli, le torte di Pradio. Ma stasera ne abbiamo uno in più. Dobbiamo assistere ad una nascita.
Non è un bambino, ma è comunque un evento, visti tassi di natalità da queste parti.

Il 9 gennaio 2009, in una riunione nella sala del Consiglio del Comune di Badalucco, è nato ufficialmente il “Comitato pro valle Oxentina”.

Quando arriviamo, c’è già parecchia gente: sindaci, assessori, cittadini, ambientalisti, olivicoltori, contadini, cacciatori, fotografi, giornalisti e anche quelli che “vedo gente, faccio cose” o “passavo di lì, ho visto casino”. Badalucchesi, taggiaschi, sanremesi, tedeschi, olandesi, apolidi. Gente di Oxentina, di Molini, di Montalto, di Argallo, di Maberga, di Meösu.  Indecisi, titubanti, incerti, sul chi va là; convinti, propugnatori, partigiani, donchisciotte, robespierre; curiosi di ogni genere. Qualcuno dice che c’è pure la Digos, come nel ’62: ma alt!, è solo il fotografo de Il Secolo XIX.
Del resto non capita tutti i giorni che ti vogliano fare una discarica vicino a casa, in un luogo dove puoi portare i tuoi figli a conoscere la natura.

La parola ai politici. Il sindaco di Badalucco, Gianni Boeri, spiega che s’è trovato questa torta già cucinata nel forno. Che presto andrà a Genova a firmare la pratica di ricorso al Tar per evitare che al Vallone dei morti arrivino le ruspe a raccogliere i sanguini.
C’è Ivan Lombardi, vice sindaco di Taggia. Spiega perchè ha votato sì al bando di gara, ma si dichiara assolutamente contrario alla discarica in valle Oxentina. Qualcuno gli chiede perché, visto che la scelta poteva far retrocedere la Provincia. E non è soltanto la cara vecchia rivalità taggiaschi-baucogni, è una domanda legittima: se il progetto non era soddisfacente in toto, perché avvallarlo? Lombardi dà le sue ragioni: il voto serviva per approvare l’impianto di separazione di Taggia, l’unica soluzione che permette di evitare l’inceneritore più volte paventato dall’amministrazione provinciale. Senza, probabilmente, sarebbe arrivato un commissario e le scelte sarebbero state insindacabili.

Ma adesso, c’è da decidere, c’è da formare il comitato. Gira un foglio: “Comitato pro-Oxentina”. Torna con appena otto firme. Ma in sala ci saranno almeno un centinaio di persone.
Qualcuno chiede cos’è un comitato. Quelli che c’erano, a Badalucco, nel ’62 sanno bene che cos’è. Un intero paese, un’intera valle si schierò contro il progetto assurdo della diga di Glori. Ma bisogna spiegarlo alle nuove generazioni, ai pigri, a quelli che pensano tu gli voglia vendere un’enciclopedia.

Il Comitato è “un gruppo di persone, generalmente delegate da terzi, che si riunisce per la realizzazione di fini comuni” (De Mauro, Dizionario della lingua italiana).
“E’ una libera associazione di cittadini che si riuniscono per la tutela, la difesa, lo sviluppo, di un’idea, di una persona, di un territorio, in questo caso la Valle Oxentina. Io non ero ambientalista, lo sono diventato per forza, per difendere la mia terra”. A parlare è Gian Marco Calvini, raccontando l’esperienza di Praugrande, il comitato che nel 2003 si oppose con successo ad un progetto di discarica sopra Pompeiana.
Al secondo giro i nomi aumentano, sono già 12. Il dibattito continua.

Il comitato non servirà soltanto a dire no alla discarica. Superata l’emergenza discarica, si occuperà di valorizzare promuovere e salvaguardare quel pezzo di verde dalle speculazioni di tutti, attraverso un dialogo con le amministrazioni.
“Ma io lì ci vado a caccia! – interviene una famosa doppietta badalucchese – non è che poi mi ci mettere un SIC e addio tordi?”
“Beh, veda lei – risponde Calvini – se preferisce cacciare di frodo in un SIC o in una discarica…”. Patrizia Gavagnin, biologa consulente dell’Ass. Ambiente della Regione Liguria, concorda.
Il foglio torna, siamo a 18. Qualcuno però alla fine si convince. “Beh, anche se non ho tanto tempo…”, “Sì, però io c’ho già le bocce…”, “Ah, tanto adesso sono in pensione..”.
Alla fine sono 25. Il comitato Pro Valle Oxentina è nato. Fiocco verde alla porta del comune.

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Discarica? No, grazie!

Dire no di questi tempi, non è facile. Non perchè non ci siano motivi per farlo, ma perchè si rischia di passare per quelli che dicono no e basta, senza proporre alternative, oppure per quegli altri che dicono no perchè hanno un interesse a farlo.
A dire no, quindi, si rischia di essere conservatori ottusi o profittatori.

Però ci sono dei casi, in cui dire un secco, irrevocabile, duro “No” serve ad evitarne parecchi altri dopo. Insomma, è la vecchia cara logica del Mentadent: Prevenire è meglio di curare.

Quando si tratta di discariche e rifiuti dire no è invece molto facile. Gli inglesi lo chiamano “Nimby”: Not in my back yard. Non nel mio cortile. Nessuno vorrebbe che dietro casa sua si costruissero discariche, centrali nucleari, depuratori. E lo stesso sta accadendo per l’annunciata discarica del Vallone dei Morti in Valle Oxentina.
Solo che qui la logica Nimby vale fino ad un certo punto: in quella zona si contano solo 5 o sei case, sparute abitazioni di persone ritenute lontane e spesso bizzarre, tedeschi, olandesi amanti dell’isolamento e della natura. A uno di Taggia e a uno di Badalucco, come agli abitanti di Sanremo, Airole, Borgomaro, non potrebbe fregare di meno che si costruisca una discarica in Valle Oxentina. C’è gente che struscia ogni giorno per i negozi di via Matteotti e la valle Oxentina non sa nemmeno dove sia.

Invece non è così. Dire “No”, possibilmente accompagnato da un “Grazie”, può significare molto, tanto, anche per coloro che, per un motivo o per un altro, in Valle Oxentina non ci andranno mai. Perchè se quella discarica venisse realizzata, si comprometterebbe uno dei polmoni verdi dell’intero ponente ligure. Sarebbe una grossa perdita anche per l’ultimo dei turisti che la nostra Liguria spera di attrarre con il sistema dei porti, con la promozione dei parchi, con l’Alta Via dei Monti Liguri. Non dimentichiamoci che in Liguria, l’aria, l’acqua, tutto ciò che giunge sulle assolate spiagge della Riviera, arriva dai monti. Trattare l’entroterra come un tappeto sotto cui nascondere la spazzatura non gioverà a nessuno.

E poi c’è un altro motivo per dire NO, Grazie. E’ la logica Mentadent. Prevenire la costruzione della discarica del Vallone dei morti costituirebbe infatti un precedente importante, metterebbe in guardia gli speculatori e le menti raffinatissime che occupano gli uffici delle amministrazioni, le costringerebbe a fare qualcosa di più che a giocare a freccette sulle cartine delle nostre vallate.

Venerdì 9 gennaio 2009 alle ore 21 nella Sala Comunale di Badalucco si terrà una riunione straordinaria per informare gli abitanti e istituire un comitato per la difesa e la tutela della Valle Oxentina.
E’ importante partecipare. Qualunque tipo di “No” si voglia dire.

Esiste un blog dedicato all’iniziativa: http://discaricaoxentinanograzie.wordpress.com

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Destino segnA.T.O.?

Sapevo che doveva accadere. Da qualche parte dovevano pur metterla.
Da settimane osservavo la provincia di Imperia su Googgle Earth. No, il mio terrazzo l’ho trovato da tempo, e pure la Panda rossa dei miei, lì vicino, parcheggiata subito sotto il campanile dei Domenicani.

Cercavo, invece, qualcos’altro, un luogo isolato che potesse andar bene per stipare qualcosa che non serve più, abbastanza remoto da non trovarmela tra i piedi ogni cinque minuti. Sapevo di non essere il solo: a puntare gli occhi sulla provincia di Imperia 1:50000 eravamo in tanti la settimana scorsa. Di sicuro c’erano i sindaci dell’A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale). Me li immagino nei loro uffici a scervellarsi, a puntare freccette sulle nostre colline come Emilio Fede nel ’94: Ma na! Belìn! Lì u g’ha a vigna mè cugnau!; No! Là non va bene, troppo vicino al campo golf…, Uh! Da lassù c’è una vista eccezionale, hai visto mai che un giorno non ci si possa costruire…

Se me l’avessero chiesto, se ce l’avessero chiesto (a noi cittadini, dico), sono sicuro che un posto buono per metterci la discarica “di servizio” (praticamente la discarica della discarica) glielo avremmo trovato eccome. Invece hanno scelto a mosca cieca e di fretta e alla fine è venuto fuori il “Vallone dei morti” di valle Oxentina.

Ora, la situazione spazzatura in provincia, come abbiamo visto, è assai grave. Però spiace che a pagare le negligenze di politici, amministratori, faccendieri e massoni siano i nostri polmoni e sia, ancora una volta l’entroterra.
Non penso che abbiano poi torto quelli dell’A.T.O.: così, di fretta, tra l’insistere sull’odiata discarica di Ponticelli (così vicina al mare e alle abitazioni anche quelle future) e un luogo remoto e dal nome così sinistro come il “Vallone dei morti”, è logico orientarsi per il secondo. E i camion, quelli meglio farli passare sulla provinciale 548 della Valle Argentina e poi sull’anonima SP 54, piuttosto che sulla sacra Aurelia. Fatte così le cose, però, sembra proprio che si voglia nascondere la polvere sotto il tappeto.

E’ che dal satellite sembra tutto così piatto, tutto così uguale, così simile. Si vede il mare, poi case, villette, parcheggi, condomini e serre. La prospettiva poi, induce a sentirsi onnipotenti: così deve vedere le cose anche il buon Dio. Per decidere dunque un bel posto in cui fare una discarica basta lasciare la costa, salire un po’ più in su, lontano dai prodotti dell’uomo, dove di case non se ne vedono più ma c’è solo un’indistinta macchia verdolina. Sì, perchè gli alberi, i lecci, i carpini, le quercine, gli agrifogli e i corbezzoli, quelli no, non si distinguono: per vederli bisogna andare sul posto, bisogna capire, bisogna sentire il loro profumo dopo un acquazzone, chinarsi alle radici per raccogliere sanguini o ovuli a seconda della stagione. Sì, da Google Earth sembra che proprio che lì, nel Vallone dei morti, non ci sia nulla che non si possa coprire con 30 mila tonnellate di terriccio.

Non importa che con questo e il futuro impianto di Colli, Taggia sarà effettivamente circondata dalla spazzatura. Non importa se proprio di fronte c’è il bosco della Madaena, sacro a tutti i taggiaschi. Non importa se dal vallone dei morti parte un affluente dell’Oxentina in cui ancora si trovano i gamberi d’acqua dolce. Non importa se proprio lì negli anni ’70 c’era un inceneritore poi prudentemente demolito. Non importa se i 140 mila abitanti rappresentati dai sindaci che hanno votato “sì” (23 sì, 11 no e 11 astenuti) vivono in grandissima parte sulla costa e raramente si spostano nell’entroterra. Badalucco aveva annunciato un’issurrezione e invece si accontenterà delle “royalties” (allargheranno la strada, pagheranno meno d’ICI).

Al Vallone dei morti io e i miei ci siamo stati proprio domenica scorsa. Ci si arriva dalla strada per Vignai, una vera cornice sulla media valle, amata da ciclisti, cinghialisti, birdwatchers tedeschi e naturopatiti come poche altre, con un versante ad ulivi e l’altro di castagni. Sopra c’è Ciabaudo severo e inconquistabile. Sotto le case degli olandesi con le piantagioni di marijuana.
Funghi non ce n’erano. Ha piovuto troppo poco, il bosco ha sofferto davvero la sete. Ma quando cominciano a nascere, attaccano proprio lì, nella curva in cui sorgerà la discarica.

Ma qualche speranza c’è. Nessuno ha ancora chiesto una V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale). Per un’opera come una discarica è assolutamente necessaria.
Inoltre il Vallone dei Morti In è adiacente a zone tutelate:
il SIC IT 1315407 Monte Ceppo,
la ZPS IT 1315481 Ceppo-Tomena,
il SIC IT 1315805 Bassa Valle Armea.
Ci troveremmo in una situazione un po’ paradossale: la Provincia di Imperia è ente gestore dei SIC e ZPS interessati e allo stesso tempo realizzerebbe una discarica proprio nei loro pressi.
Non è un gioco di parole: la decisione dell’A.T.O. non potrà partira senza la V.I.A.
Ormai fa freddo, è tardi per gli ovuli, ma qualcosa per u Valùn di morti si può ancora fare…

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