Ceci est la frontière, cheri

Che noia questa estate.
Al mare, in Riviera, si sbuffa. Sempre sole, sempre caldo, c’è sempre sto Caronte e i suoi fratelli nordafricani, bel tempo ovunque. Nemmeno un piccolo nubifragio, una “bomba d’acqua” che sventri qualche casone disabitato nel giro di 50 km da leggere sul giornale o ascoltare dal Tg.
Abbiamo tutti sfogliato tutte e 50 le sfumature di grigio e ora rimpiangiamo i film con la Fenech e la Bouchet: Rete 4, da quando Toti è stato eletto Presidente della Regione Liguria non li trasmette più.

Non ci sono nemmeno più i vacanzieri di una volta. Quei milanesi, quei torinesi, quei veneti che c’invadevano per due mesi e si portavano da casa anche la carta igienica. (Già, con le megaofferte ai centri commerciali a Taggia abbiamo tolto loro pure questo sfizio). Ora solo visite mordi e fuggi.

E allora? E allora dagli col razzismo. Dagli col clandestino, con il “magrebino di m…”, dagli con il “neger” di turno. E dagli con la patria, il “noi” e “loro” e compagnia bella. E’ il tormentone dell’estate.

Così ha fatto la sig.ra Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle Pari Opportunità della Regione Veneto.

In vacanza a Sanremo, la Donazzan ha subito il furto delle bicicletta. E’ un fatto purtroppo ricorrente dalle nostre parti. Con l’arrivo della ciclabile sono arrivati anche i ladri di biciclette.

Se, stanchi di sfumature o di sole cercate una lettura spassosa, leggetevi il post che la Donazzan ha fatto su Facebook: https://www.facebook.com/DonazzanElena?fref=nf
Lo copioincollo qui perchè tra un annetto non se lo ricorderà più nessuno:

Ore 2345. Io e Vittorio usciamo dal ristorante in centro a San Remo. Amarissima sorpresa! Ci hanno rubato le mountainbike che avevamo chiuso per bene col lucchetto. Troviamo solo uno dei due lucchetti. Dopo qualche secondo di sconforto ci monta la rabbia e iniziamo a ragionare. Ci viene in mente di chiedere a quelli che affittano le bici sulla più bella ciclabile d’Italia. Vittorio spiega ai più prossimi noleggiatori, che ci danno qualche indicazione , quanto ci fossero care affettivamente le nostre bici – la mia è vecchia ma me l’ha regalata il papà e quella di Vittorio é la sua fidanzata!!!- e si inoltra a cercare le due biciclette in mezzo ai magrebini ( cosa non semplice e piuttosto pericolosa a quest’ora…) in zona stazione . Nel frattempo io riconosco la mia bici con sopra un magrebino di m…..la MIA bicicletta. Lo blocco, questo scappa e io come una pazza urlo che il bastardo l’avevo individuato. A quel punto é guerra. Il patriota Vittorio inforca la mia bici e a seguito di segnalazioni di una ragazza di Perugia che si ferma con la sua auto – certamente una Patriota in questa guerra tra stranieri ladri,malviventi e noi italiani – si mette a caccia della sua Specialized e dell’altro bastardo.In mezzo al buio in una zona distante dal centro becca tre magrebini, si fa giustizia da solo e riporta a casa l bici tra lo stupore dei noleggiatori autoctoni ….risultato : Magreb 0 Italia 2 ( le nostre bici tornate a casa) 1 in fuga….diciamo che i magrebini non avranno più tanta voglia di rubare le nostre bici se avranno il dubbio che vi sia un Patriota Camerata pronto a farsi giustizia.
Viva l’Italia e gli italiani che non piegano la testa.

Il resoconto è dettagliato come un cinegiornale dell’Istituto Luce. Il “Patriota Vittorio” ha fatto giustizia. I “magrebini di m.” dovranno cercarsi un’altra occupazione: finchè Vittorio sarà in giro nessuno ruberà più una bicicletta.
Chissà se il Patriota Camerata riuscirà anche a risolvere il problemi del ponente ligure, che so, il lavoro, gli incendi, il lotto 6 di Collette Ozotto.
Ma meglio non provare: tentammo già questa strada 80 anni fa e sappiamo tutti com’è andata a finire.

Sarà per questo che poi la Donazzan nel post successivo s’è scusata? Per un errore di mira politica? Oppure per la marea di insulti a sfondo razziale? O perchè qualcuno nei commenti successivi le ha fatto “gentilmente” notare, con lo stesso tono e linguaggio che stava scrivendo delle cavolate? Chi di facebook ferisce di facebook perisce. Ecco le scuse della Donazzan:

Alle anime belle che si sono scandalizzate per il linguaggio, voglio solo dire che ero molto, ma molto arrabbiata. Insomma, trovarsi di sera tardi in mezzo a della gente dedita a spaccio e furti e dal coltello facile,non rasserena di certo.
Tanti sono stati coloro che mi hanno raccontato episodi analoghi, insicurezza crescente dovuta quasi sempre alla presenza non ordinata nè controllata di stranieri. Mi chiedo se il linguaggio sia stato troppo forte per questa situazione insostenibile, non solo per me, ma per tutte le persone che vogliono vivere tranquille.

Sarà, ma le scuse sono ancora peggio del post. Le  sue scuse sono il solito modulo di moda in questi tempi, del tipo: “Sono stato frainteso”, “Ero molto arrabbiato”. Nessuna retromarcia per aver collegato ad un fatto di cronaca degli insulti razzisti, nessuna scusa per aver incitato l’odio razziale.

Da “patriota” del ponente ligure questo posso dire alla Donazzan: it’s the border baby. Ceci est la frontière cheri. Questa è la frontiera, cara.
Se invece che sedere tranquilla in un bel ristorante di Sanremo scendessi per strada a Ventimiglia, ti accorgeresti di come brucia. Qui non si scherza, qui parole che senti ronzare come Schengen, Dublino 2003, sans papier, passeurs, sono realtà.
Anche quando vai in vacanza a Sanremo, non smetti di essere assessore. Per di più. all’Istruzione.

4 commenti

Archiviato in Cronache del Sol Ponente

4 risposte a “Ceci est la frontière, cheri

  1. Laura

    Io consiglierei all’assessora veneta, soprattutto se è in vacanza, di prendersela con calma, se ama la bicicletta. Andar lenti, gustare le cose, osservarle con attenzione. La vita non è solo guerra. Le regalo questo mio reportage sulla ciclabile di Sanremo. Ah, dimenticavo, sono sanremese d’oc, meglio sanremasca, ho il pedigree a posto. http://genova.mentelocale.it/26779-la-ciclabile-sanremo-san-lorenzo-al-mare-un-miracolo-italiano/

  2. La probabilità che il furto fosse opera di un clandestino er altisssima e questo è un fatto indiscutibile.
    Non amo il termine camerata ma non mi piace nemmeno compagno, mi domando è solo una questione di termini? Oppure dentro c’è storia, società, civiltà. La parola patriota non ti paice perchè in disuso o perchè fa riferimento al concetto di Patria? Io non sono veneto sono siciliano, i veneti 50 anni fa mi consideravano un terrone, lo pensano ancora ma la gestione dell’immigrazione clandestina di questo e dei governi precedenti è semplicemente vergognosa., senza senso e senza rispetto della Patria cui volenti o nolenti apparteniamo. Il tuo post non mi piace e te lo scrivo e viovo in una frontiera forse più scottante di quella ligure.

  3. giarevel

    ciao Enzo,
    benvenuto su questo blog.
    Nel mio post non metto in discussione che il furto fosse opera di uno straniero. Questo purtroppo è, come dici tu, molto probabile.
    E’ proprio il collegare termini fino a qualche anno fa desueti come “immigrato” e “clandestino” ad altri come “camerata” e “patriota” che mi spaventa e che condanno, perchè rispetto ad un guadagno immediato di consenso del politico di turno, può avere effetti terribili sulla società tutta e un solo risultato: la guerra sociale e civile.
    Sì, hai proprio ragione, non è solo una questione di termini, occorre essere attenti a quali si usano, perchè, come dici tu, ogni parola dentro ha storia, società, cultura.
    E quelle della parola “camerata” le conosciamo tutti.
    Credo anche quella di “patriota”: e non credo si possa definire così un guerriero della notte che si fa giustizia da solo. Un patriota ha valori molto più alti. Parole come “Patria” e “patriota” non cadranno mai in disuso se daremo loro il senso giusto, no?
    Non credo che la questione delle migrazioni possa essere risolta da un governo di un colore o di un altro. Sono movimenti ben più grandi delle piccole questioni a cui ci hanno abituati i politici, ai “padroni a casa nostra” o ai proclami di turno.
    Ma, per favore, prima di scrivere certe cose, soprattutto investendo un ruolo istituzionale come ha Donazzan, pensiamoci bene.
    Vivere su qualsiasi frontiera non è facile ci si scotta un po’. Ma si imparano molte cose.

  4. pia viale

    E’ il modo di porsi che fa la differenza. Il problema resta, in tutta la sua complessità, ma quello che fa la differenza è il modo di porsi. Mia figlia, anni 26, vive a Milano. A febbraio le hanno rubato la bici era perfetta, il suo ragazzo gliel’aveva personalizzata e ci teneva un casino; l’altro ieri, tornata dalla Liguria, dalle sue vacanzine ” a casa”, scopre che le hanno rubato quella che le aveva regalato per il compleanno la sua datrice di lavoro: una bici, peraltro, assai di qualità. Mi sono beccata due telefonate spacca-stomaco per quanto piangeva disperata, ma in nessuno dei due casi le ho sentito dire: “qualche bastardo extracomunitario mi ha rubato la bici”. Lei si è espressa dicendo “mà, mi hanno rubato la bici” e, alla luce di questo post, posso dire “è mia figlia, grazie a Dio, non parla come certa gente, pur essendo disperata non inveisce discriminando”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...