VIA alla TAV delle Alpi Liguri

Nonostante la crisi, l’agonia dello stato periferico e le stagioni (soprattutto l’inverno) che non sono più quelle di una volta, la Regione Liguria ha dato parere positivo alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) alla  TAV delle Alpi liguri, il progetto di seggiovia biposto in località Tre Pini-cima della Valletta, a Monesi, comune di Triora.

Ora, a chi ama le montagne così come sono, cioè senza interventi, con i loro boschi, i loro prati e le loro culture, non resta che sperare che i finanziamenti previsti per l’intervento (quasi 2 mioni di euro) finiscano ingoiati nei soliti meccanismi di scatole cinesi, consulenze e sottoconsulenze,  per cui non si arrivi mai al taglio degli alberi.

E’ triste dover sperare nell’inefficenza dello Stato. Di solito si spera nella suo buon funzionamento per salvare vite ed educare cittadini. Ma in questo caso c’è da sperare che qualcosa vada storto per salvare un luogo incontaminato. Chissà, per una volta, magari.

Quel progetto ha già trovato più volte battute d’arresto, come quando la società Alpi Liguri, costituita dalla provincia di Imperia per realizzarlo, è stata liquidata per i pesanti passivi. Ma la TAV delle Alpi Liguri deve avere qualcosa di divino a sostenerla, di ultraterreno: a fermarla non sono bastate prima il crack della la Alpi liguri srl, poi l’inconsistenza tecnica, politica e amministrativa della Giunta Sappa. La cattiva statistica meteorologica ha potuto nulla: gli inverni tiepidi degli ultimi anni, che scoraggerebbero chiunque dal realizzare una seggiovia dove non si può sciare che qualche settimana l’anno. Ma forse nemmeno la crisi economica e quella della Fondazione Carige che finanzia l’opera serviranno.

La TAV dei monti deve avere un santo in Paradiso, tanto più che nessuna iniziativa di protesta, è mai arrivata dai cittadini: anche l’opposizione di sinistra  parla della cosa con termini come di “opera strategica” e se ne attribuisce il merito a scapito della giunta Sappa. Ma siamo lontani dalla costa e si sa, passato il confine dell’A 10, il Ponente, è terra di nessuno, si può far quel che si vuole.

Sarà forse il desiderio di salire al cielo, tranquillamente seduti in seggiovia, di arrivare a pochi metri dal Redentore sulla cima del Saccarello, a imporre ai nostri di superare ogni avversità?
Così è a leggere la notizia dell’inaururazione del penultimo tratto della seggiovia nel 2008 suRiviera 24, l’house organ della Curia sanremese ( http://www.riviera24.it/articoli/2008/12/12/51892/inaugurata-la-seggiovia-di-monesi-la-provincia-di-imperia-conquista-gli-impianti-sciistici-foto ). I toni sono quelli della crociata, cose così non si leggevano dai tempi della Guerra d’Abissinia, forse per l’ultimo tratto useranno  i cinegionali.

Ma per capire di cosa si tratterà, basta immaginare l’abbattimento dei pini, gli sbancamenti, le ruspe, i camion, i plinti di cemento armato a quasi 2000 metri d’altezza, una TAV delle Alpi liguri si diceva, non certo come un tunnel sotto la montagna, qui la si vuole scavalcare, come Klaus Kinski in Fitzarraldo.

Un’anteprima di cosa accadrà arriva proprio da un sito che elogia e documenta i lavori dell’ultimo tratto realizzato della grande opera: http://www.simolimo.it/monesi.htm
Per chi vuole leggere qualcosa e saperne di più sull’impatto di questo tipo di operzioni e sulla loro scelleratezza, vada su: http://www.dislivelli.eu/blog/dislivelli-eu-dicembre-2012-gennaio-2013.html .

Leggere la storia economico – societaria di Monesi, forse più che quella meteorologica, serve invece a capire il perchè la TAV delle Alpi liguri non si ferma: ne parla Trucioli savonesi: http://www.truciolisavonesi.it/articoli/numero138/corrado.htm

Prima la linfa arrivava dall’iniziativa privata di una potente famiglia locale, poi gli interessi si sono spostati sull’amministrazione pubblica, infine è oggi l’asse Burlando – Scajola ad alimentare l’operazione.

Interventi di questo tipo vengono definiti “chirurgici”. Ma sappiamo che alla chirurgia, anche a quella estetica, è sempre meglio preferire la natura.
Le alternative ci sono, come i 1.5 milioni di euro destinati al Parco Alpi Liguri per viabilità, sentieri e accoglienza nei rifugi. Un modo diverso di godersi la montagna.
Ma chissà. C’è sempre la macchina dello Stato in agguato…

1 Commento

Archiviato in Centroterra

Una risposta a “VIA alla TAV delle Alpi Liguri

  1. Fausto F R

    Ottima fine, destinata a chi accuserebbe l’articolo di disfattismo.
    L’ndrangheta si farà un po di soldi, la seggiovia non sarà mai terminata.
    Un classico del ponente ligure…

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