Il senso del ministro per la neve

Possiamo parafrasare l’incipit di un vecchio telefilm:
“Provincia di Imperia, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astrosuv Skyhole durante le sue missioni quinquennali, dirette all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita elettorale, alleanze trasversali, inciuci. Fino ad arrivare là, dove nessun uomo (politico) è mai giunto prima…”

Potremmo aggiungere che, vista la settimana natalizia, il previsto aumento del flusso astronavistico nella nostra nebulosa, i cantieri perennemente aperti sull’A 10 e la società Astrostrade che preannuncia pesanti rallentamenti, sarà difficile per lo Skyhole avventurarsi in uno spazio più profondo di quello attorno al pianeta Chiusavecchia.
Del resto, chi è di casa nella nostra provincia ha poche alternative. Per restare in tema astrostellare: “l’Impero ti colpisce ancora”.

Dispiace che l’ex “ministru” sia rimasto bloccato per quindici ore in A 1. Dispiace certamente di più che invece non sia rimasto bloccato sull’A 10. Sì, perchè in quelle lunghe ore (confidiamo che la sua auto sia dotata di aria condizionata di ultima generazione e dunque capace di arginare il freddo), avrebbe avuto tempo e modo di pensare alla situazione dei trasporti in provincia di Imperia e alle difficoltà in cui si trova chi deve viaggiare al e dal ponente ligure.
Cosa non si fa in politica per rimanere sulla cresta dell’onda: mentre i suoi ex colleghi sono alle prese con i black block, Scajola s’è buttato sui white block. La sua scelta è caduta sull’auto (blu o no, quando sono bloccate nella neve non conta, sono tutte bianche); un imperiese, un sanremese, un ventimigliese o altro avrebbero potuto scegliere il treno. Magari uno qualsiasi dei regionali che da Ventimiglia raggiungono Genova. Come il 11285, un vero Galaxy Express, come quello dei cartoni animati, che, secondo l’orario, da Ventimiglia in soltanto 6 ore dovrebbe arrivare addirittura a S.Stefano di Magra. E lì il riscaldamento spesso è a fiato.

E se, per tirare fuori d’impiccio il nostro in autostrada, qualcuno avrebbe mandato uno spazzaneve (notizia ancora da confermare), sul treno una telefonata all’amico Moretti, Amministratore Delegato di Trenitalia, forse gli avrebbe procurato un pediluvio caldo alla stazione di Borgio Verezzi. Ma un ponentino qualsiasi sarebbe arrivato a destinazione stoccafisso.
Pubblico di seguito la lettera di una lettrice, ricevuta proprio venerdì, il giorno del grande freddo, relativa ad un viaggio Torino – Ventimiglia:

“Gent. Giarevel, devo ringraziare le ferrovie perchè danno ai passeggieri ogni confort e gentilezza. Tutto questo è detto ironicamente, perchè è quello che dovrebbe essere. Invece le ferrovie, dopo aver pagato il biglietto non proprio gratis, danno ai passeggeri un viaggio infernale. Potrei capire se tutto fosse dipeso da eventi naturali come in Toscana, ma nella tratta Torino – XXmiglia, per incuria e per mancanza di macchinista, a Savona ci siamo visti catapultati su un binario al freddo come nemmeno in un gulag della Siberia. Molte persone anziane ne potranno avere conseguenze in salute. Dopo aver atteso in tali condizioni, finalmente è giunto un altro treno, ed era intercity. Ci hanno detto che non avremmo pagato la differenza. Sai che regalo. Il treno era pieno, quindi era molto difficile trovare un posto. Con molta difficoltà attraversai il vagone e arrivai alla fine. Trovai uno scompartimento dove c’era solo un signore, che però mi impedì di entrare perchè era riservato ai ferrovieri. Qui si nota quanta sia la gentilezza dei ferrovieri. Pur vedendo la difficoltà della situazione, non c’è stata nessuna umanità nei confronti del prossimo.
E’ una vergogna che un treno venga soppresso solo perchè un macchinista finisce il turno e non ce ne sia uno di ricambio. Deve per obbligo dev’essercene uno reperibile. Invece, in malo modo da quel signore da solo ci veniva risposto che le ferrovie non ne anno altri e sono in deficit. Però il biglietto se lo fanno pagare e non poco per un tale schifo di servizio. Ci penserò due volte prima di prendere un treno.”

Anche se può suscitare l’ilarità involtontaria, questa mail descrive l’odissea quasi quotidiana di molti viaggiatori. Ma non ha avrà mai lo stesso spazio sui giornali del telefilm di Skyhole.

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