Riviera Righeira

L’estate sta finendo, un anno se ne va. Il controesodo c’è già stato, scuole, aziende, uffici, fabbriche (quelle che resistono ancora), stanno per riaprire. L’ultimo piatto di rostelle l’hanno portato alla sagra di Pompeiana ad un biellese vegetariano. I signori Pautasso di Trofarello hanno chiuso con una infuocata mazurka i balli in Darsena, ad Arma di Taggia. Il MOAC ha ammazzato anche le ultime speranze di vacanza esotica con gli stand made in Taiwan.

Settembre, tempo di bilanci. E’ finito il regime, la dittatura del turista. Dunque l’A 10, l’Aurelia, le ferrovie e le spiagge tornano tutte o quasi per noi, ora possiamo tornare a occuparci dei nostri problemi e lavare i nostri panni sporchi in casa nostra. Prima era dura: guai a parlare di certe cose tra giugno, luglio e agosto; la crisi, il traffico, le tariffe dell’autostrada e della ferrovia, la fognatura, l’edilizia, i porticciuoli, la mafia. Roba che fa fuggire i turisti con i capelli dritti. Ma ora si può. Le panchine di piazza Colombo, nuovamente affollate di perdigiorno maggiorenni dopo il controeditto del sindaco Zoccarato, sono la sede ideale. E accomodiamoci allora, aspettiamo qualcuno e parliamo di com’è andata questa estate.

Era cominciata male, con le dimissioni del divo Claudio. Sembrava che in provincia di Imperia non si potesse fare più niente. Del resto si sa: a Imperia non si muove foglia che Scajola non voglia. Invece, è bastato aspettare poco per rendersi conto che c’erano problemi ben più grossi: uno è l’autocombustione di bar e ristoranti. Un altro locale andava a fuoco a Sanremo: il Big Ben.
Poi scoprimmo di avere una risorsa straordinaria, qualcosa che faceva eccellere la nostra provincia: il movimento terra. E ci accorgemmo che c’erano luoghi, come Bordighera, in cui il movimento terra muoveva tutto, qualsiasi cosa, anche i voti a favore del sindaco Bosio e dell’onorevole Minasso. Poi è arrivata la prima risposta della gente: il 15 luglio alla fiaccolata contro le mafie c’erano più di mille persone. Non importa quasi come sia andata, che Zoccarato si sia arrabbiato, che qualcuno si sia nascosto dietro stendardi o vessilli di partito. L’importante è che si sia cominciato a parlarne, anche se c’è qualcuno che preferisce ancora sempre e solo negare.

Poi arrivò il caldo, ma non si poteva fare il bagno: a Sanremo era esplosa la fognatura. Qualcuno ha pensato che, per farsi pubblicità, Sanremo volesse imitare New Orleans con una marea nera tutta per sè. Ma la nostra non è stata causata dalla BP, era tutta roba naturale, produzione propria.
Risolto anche questo problema, l’estate poteva iniziare davvero. Bagni, tintarella, sagre e movida. Non ci siamo fatti mancare nulla.
Nemmeno il tormentone: Belen o non Belen? La soubrette, ovviamente, non la tipica imprecazione apotropaica ligure. Prima Zoccarato che non la vuole, emettendo un editto pure contro di lei. Poi vabbè, controeditto (l’ennesimo), e non se ne parla più, del resto Belen non è mica Morgan, in fondo, si sa (proprio lì), ha qualche dote in più, cosa vuoi che sia se ogni tanto si fa qualche sniffata.
E lo shopping? Saranno venute quest’anno le famiglie saudite in via Matteotti? E’ un must: se non vengono è una disgrazia, porta sfortuna, un po’ come per la liquefazione del sangue di San Gennaro a Napoli.
Per fortuna Sanremo ha conquistato il suo posto nel nuovo Monopoly. Ironia della sorte, però, il Casinò comparirà in Vicolo Stretto.
Sul fronte delle manifestazioni, straordinaria ma purtroppo involontaria l’iniziativa messa a calendario insieme da Arma di Taggia e Riva Ligure: il bombardamento simulato. La sera del 7 agosto, le due località avevano in programma entrambe i fuochi artificiali. Impossibile accorgersene prima, riunire attorno ad un tavolo qualche assessore, programmare la serata. La musica del caso ha fatto il resto. Così, partiti a soli 15 minuti gli uni dagli altri, gli spettacoli pirotecnici delle due località hanno per un momento ricreato in Riviera l’atmosfera vissuta a Beirut l’anno passato. In pochi chilometri si passava dalle salve al fosforo ai traccianti della contraerea.

Ma la povertà dei programmi è stata un po’ la costante estiva di quest’anno. Tra sagre stanche in cui ormai si spende come al ristorante e serate o mercatini, iniziative spesso concomitanti, ripetute magari identiche nella città vicino e senza molta creatività, era un po’ come stare in un villaggio vacanze grosso da Diano Marina a Ventimiglia.
Ovviamente impossibile rintracciare nei programmi estivi dei nostri comuni un’offerta che potesse definirsi vagamente culturale. Per trovare qualcosa, anche molto valido, bisognava abbandonare la costa e buttarsi nell’entroterra dove tra l’altro si godeva anche di una bella temperatura. In val Nervia, Isolabona, Apricale sono un buen retiro assieme a Bajardo, che ha ospitato “Il bosco racconta” bella mostra di Dino Gambetta. In Valle Argentina Molini di Triora d’estate si riempie di artisti inglesi e tedeschi, Triora con Strigora offre sempre brividi: se non sono di paura almeno si sta al fresco. Sul litorale si salvano solo i giardini Hanbury, mentre Ospedaletti ha preferito rimediare con Franco Neri al flop del festival jazz, ricco di nomi ma poco seguito.

Per chi oltre alla tintarella non ha rinunciato a pensare è arrivata per fortuna Mafiosissima. Qualcuno (Strescino) s’è arrabbiato, ma quanti ragazzi vanno alla spiaggia nel nostro paese per parlare di mafia e economia, per ascoltare Marco Preve che parla della “Colata” che sta coprendo le nostre coste, per sapere da Sebastiano Venneri vicepresidente nazionale di Legambiente che la Liguria è ai primi posti per le Ecomafie. Dopo l’oblio estivo è anche questo un modo per riappropriarsi della propria terra.
Infine è arrivata sprecopoli a Sanremo e lì siamo proprio tornati nei nostri panni, pochi gli ombrelloni sotto cui nascondersi. Per fortuna, ultima notizia davvero estiva, la sanremese ha comprato un attaccante argentino a fine carriera. Il circo può ripartire.

Ma l’estate in Riviera dura sempre meno. Qualcuno dice che sia finita ancora prima di cominciare. Come il rapporto appena arrivato sui tavoli della provincia per il piano di coordinamento territoriale: l’immagine della Riviera si sarebbe molto appannata, causa di una “generazionale e parassitaria politica di investimento nel mercato immobiliare cui non è corrisposto un adeguamento dell’offerta”. Sotto accusa le case costruite negli anni ‘60 e ‘70, obsolete e sono non appetibili per ospitare i turisti, la scarsa mobilità urbana e i problemi con quella ferroviaria. Occorrerebbe, come minimo, “un’azione di marketing di promessa e valorizzazione che contenga il più possibile lo scarto tra le aspettative del visitatore e quello che realmente trova”. Parole dure, ma vere, occorre riconoscerlo.

In Riviera gira la vecchia canzone dei Righeira. L’estate sta finendo. O è finita davvero. Lo sai che non mi va.

8 commenti

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8 risposte a “Riviera Righeira

  1. pia

    “Lascia un commento”: è tutto detto.
    Aggiungo una constatazione: essendo che è tutta l’estate che giro per ospedali, da Bordighera a Pietra Ligure, come mai 5 medici su 6 sono siciliani, benché ineccepibili nelle loro funzioni?

  2. Al peggio non c’é limite! Hai aggiunto notizie (brutte!) che non avevo colto.

  3. Gian Marco

    Che bel quadretto, la nostra terra sommersa di cemento e merda, in mano ai delinquenti fra l’indifferenza delle istituzioni, capaci solo di navigare a vista (guardando solo quello che fa comodo).

    Ah, poi che ne è stato di quel servizio sul notiziario regionale?

  4. Arlette

    e ci volevano togliere anke il TENCO…

  5. gianni bestagno

    è che finisce solo l’estate,
    … la situazione rimane.
    e sì che i nostri entroterra hanno potenzialità
    Se solo ci si impegnasse e capissimo come vendere al prezzo giusto tutte le nostre possibilità.
    và bene anche l’ultima rostella al biellese vegetariano, ma solo questo lo sai che non mi và.

    ciao

  6. Arlette

    ciao Giacomo la situazione n valle argentina è sempre più, misteriosa ed enigmatica…cè un via vai di camion con terra e nn si sa bene cosa, bisogna appurare…abbiamo bisogno di TE…

  7. A volte non si capisce se è l’estate o la Riviera che finisce🙂

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