Per chi soffia nella vuvuzela

Il problema rifiuti è ormai il tormentone, la vuvuzela dell’estate nel Ponente ligure. Giunta a “tappo” la discarica di Collette Ozotto a Taggia e chiusa la discarica di Ponticelli che per anni ha servito i comodi di un’amministrazione, quella di Gianni Giuliano, che non ha mai preso in seria considerazione la realizzazione di un’alternativa al sistema vetusto di gettare e comprimere i rifiuti in modo indifferenziato in una discarica, il nuovo presidente della provincia Sappa si trova ancora una volta di fronte il problema.

Che sia Scarpino, giudicato inadatto, che sia Vado, su cui probabilmente convergeranno i compattatori della provincia di Imperia nei futuri mesi, si tratterà comunque di una soluzione provvisoria, temporanea alla decisione di risolvere in loco il problema dello smaltimento rifiuti con la realizzazione un impianto di separazione in regione Colli a Taggia -impianto contro cui si sarebbe già formato un comitato di cittadini – mentre Ventimiglia balla da sola, allettata dalla proposta di smaltire i suoi rifiuti a Chambery, sopra Grenoble.

Tutte le soluzioni probabili o meno, dovranno però fare i conti con la loro incidenza sui cittadini, attraverso la TARSU che sembra destinata a lievitare, al pari del volume delle eco-balle con i nostri rifiuti sotto il sole estivo.

Ma la vuvuzela dei rifiuti sembra destinata a non esaurirsi con la fine dell’estate (e dei mondiali), bensì a continuare, a divenire una situazione cronica il Ponente ligure.

Questo perché, dalle nostre parti come nel resto d’Italia, non ‘è ancora formata quella coscienza che alcuni potrebbero chiamare ecologica, altri semplicemente civile, ragionevole, che considera il “rifiuto” come una risorsa da cui trarre materie prime e risparmiare energia. Tutt’altro: la spazzatura, la nostra “rumenta” va nascosta, sotterrata, allontanata a spese del cittadino per non disturbare proprio coloro che la producono. Tuttalpiù va distrutta, bruciata con un qualche tipo di inceneritore (oggi la stessa cosa si chiama con molti nomi, inceneritore, termovalorizzatore, gassificatore) come ha sostenuto recentemente il sindaco di Sanremo, Zoccarato: ma si sa, a Sanremo si risolvono molte cose con il fuoco ultimamente, il sindaco dev’essersi fatto prendere la mano pensando che la camorra potesse risolvere il problema.

Non abbiamo ancora raggiunto quella maturità che permette agli altri esseri viventi di lasciare il luogo che hanno attraversato come l’hanno trovato: noi c’impegnamo anzi ad arricchirlo, lasciandoci residui di ogni tipo, anidride carbonica, idrocarburi, metalli pesanti e ceneri, possibilmente radioattive, in modo da farle durare un pochino di più.

Su tutti il caso di Rocca Croaire, tra Taggia e Castellaro: quella che era un cava di puddinga (si chiamano così i conglomerati di ciottoli e materiali derivanti da sedimenti naturali) è diventata nel tempo luogo preferito in cui stipare qualsiasi tipo di materiale di scavo e di risulta, rifiuti comuni, gomme e motrici di camion. Addirittura contenenti amianto. Questi materiali, legatisi ai depositi di limo essiccato, renderebbe quella zona molto pericolosa per le polveri che vi si formano durante le giornate di vento, oltre che per la presenza di diossine, diserbanti, oli e combustibili. Sono già diversi i casi di tumore e le malattie riscontrate nella zona.

E’ quello che ha denunciato il circolo Legambiente “Valle Argentina” nell’esposto che ha presentato alla Commissione Europea ed al Dott. Guariniello della Procura di Torino in relazione alla cava nel comune di Castellaro.

Ormai è un meccanismo consolidato nella Liguria di Ponente: le cave che servirono un tempo per i cantieri dei condomini sulla costa, per la speculazione edilizia, dopo un certo periodo di abbandono (il che non vuol dire, ovviamente bonifica) sono diventate progressivamente luogo adatto a stipare ciò che non serve più, buone per la speculazione immondizia. Ciò a tutto vantaggio di amministratori e imprenditori poco responsabili che trovano dove mettere i rifiuti e pure dei proprietari che scoprono una fonte insperata di guadagno dove invece avrebbero solo spese. A tutto danno dell’ambiente e di chi abita nelle vicinanze.

Chi è fortunato se ne accorgerà solo quando pagherà la TARSU. La tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è destinata ad aumentare nella nostra provincia. Portare i rifiuti a fare un viaggetto fuori provincia ha dei costi e questi ricadranno sui cittadini naturalmente.

Con un’alternativa: che perdurando da molto tempo questo stato di cose, i cittadini stessi per una volta non pretendano delle “royalties”, ossia decidano di far pagare la tassa ai responsabili, a quelle amministrazioni che in anni di governo non hanno fatto nulla ma hanno chiuso gli occhi, prorogato concessioni, evitando di guardare le offerte delle nuove tecnologie, senza studiare una soluzione definitiva.

Continuando, di fatto, a soffiare nella vuvuzela.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Contromano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...