Guerra di preposizione 2

Accipicchia. Stavolta l’ho fatta grossa. Ho fatto arrabbiare quelli del Comitato Spontaneo pro Arma Taggia.
Chiedo scusa, non me n’ero accorto, hanno pure loro un blog sul quale rispondono a suon di citazioni aristoteliche e motti latini (nonchè decreti legge e pergamene) al mio articolo uscito sul settimanale satirico (sottolineo “satirico”) dell’Eco della Riviera, il Gazzettone, in cui muovevo alcune obiezioni al fatto che, in aggiunta a tutti i problemi che già affliggono il comune di Taggia, si dovesse considerare anche una eventuale crisi d’identità e una conseguente ricerca di nuovo nome.

In ossequio al diritto di replica e sempre rispettando le regole dell’educazione, senza tuttavia muovere obiezioni sulla qualità degli scriventi (come invece loro hanno fatto nei miei confronti) mi sento di dire che la mia, prima della loro, è stata una risposta. Con i mezzi che mi sono propri, perchè il suddetto comitato ha da mesi attuato una pesante campagna con volantini e manifesti atta a manifestare la propria posizione.
Poichè siamo in molti a pensarla come ho scritto, ma nessuno finora non s’era deciso ad esprimere un parere contrario (un po’ per indolenza, un po’ forse, per mancanza di stima o autostima, noi taggiaschi siamo così), ho inviato il mio articolo nel pieno delle mie ragioni e in completa trasparenza. Occorrerebbe che il comitato imparasse ad accettare le critiche, soprattutto quelle della satira.
Innanzitutto vorrei precisate che, a differenza degli autori del blog e del comitato, i cui nomi non compaiono sul web, nè su manifesti e volantini, sul Gazzettone era presente un colophon da cui dedurre l’identità dello pseudonimo “Giarevel” che aveva firmato lo scandaloso articolo. Quanto a referenze e conoscenza della realtà del ponente ligure, forse possono leggere qualche numero della rubrica Contromano su Sanremonews, sempre del misterioso Giarevel.

Detto questo, sempre ricordando che l’articolo compariva su un settimanale satirico (ma, di questi tempi, la satira si sa, dà fastidio), occorre da parte mia tornare un momento sulle tesi che mi vengono contestate. Non metto in dubbio l’esistenza della preziosissima pergamena miniata che sancisce l’unione di Arma e Taggia in Armataggia (del resto i miei detrattori ne esibiscono una fotocopia autentica, scaricabile dal sito).
E’ la necessità, l’opportunità che una delibera sepolta da 38 anni (la famosa n. 128 del 1972), mai applicata e presa in considerazione da alcuna amministrazione, venga rispolverata proprio oggi, in un momento delicato, di profonda trasformazione della nostra città, in cui altri problemi ben più gravi affollano la scrivania dei nostri amministratori.
Se il problema sono la guida telefonica di Taggia, la corrispondenza di Taggia, la viabilità di Taggia, ci sono altri modi molto più economici e razionali di risolverlo senza cambiare nome al paese.

Visitando il sito, ricco di fotografie d’epoca, quando Arma di Taggia era un tipico borgo di pescatori, molto prima della tempesta edilizia che l’ha trasformata in un dormitorio padano, appare chiaro che queste rivendicazioni fanno capo ad una visione idealizzata delle cose che non giova alla discussione. Nemmeno per Taggia è possibile praticarla, pur vantando uno dei centri storici più grandi della Liguria. Meglio pensare al presente, curare di più il nostro paese attuale che insistere a spolverare i vecchi negativi.

Quanto all’accettare o meno l’affiancamento del nome di Arma a quello di Taggia, non vedo quale possano essere i problemi: come si chiama l’uscita dell’A10? “Arma di Taggia”. Dove si trovava fino a pochi anni fa la stazione ferroviaria? Ad Arma di Taggia. Accade spessissimo di trovarsi fuori per lavoro e conoscere molte più persone che sono state ad Arma di Taggia a fare il bagnetto che a Taggia in giro per carugi. Ebbè? La gente di Taggia mai si è posta il problema della supremazia dell’uno e dell’altro.
E, del resto, pure i signori del Comitato spontaneo pro Arma Taggia dimostrano di avere le idee poco chiare visto il sondaggio da loro proposto sul sito: Che nome vorresti per il Comune? Le alternative da votare sono Arma Taggia, Armataggia, Alma Tabia e addirittura “Armedana” una vera sciarada con strizzatina d’occhio a Bussana.
Manca totalmente l’attuale nome “Taggia”.
Lasciatecelo dire: l’unico che vale la pena.

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6 commenti

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6 risposte a “Guerra di preposizione 2

  1. gianni

    La cosa triste non è il fastidio verso la satira ma è la totale assenza di autoironia e senso del ridicolo.
    Senza non si può capire proprio la satira.

  2. Ambro Levi

    Sì, l’ha fatta grossa. Non certo per il suo primo articolo, ma per il secondo, questo appena letto. Lei delle vecchie vicende tra Arma e Taggia sa poco o nulla. E’ intervenuto “partigianamente” e poco “giornalisticamente”. L’ha fatta grossa verso se stesso e la sua professione e non certo per la sua opinione. Fa una questione di vera lana caprina su giarevel e che il suo nome vero era facilmente deducibile. Il fatto è che Lei si è nascosto dietro uno pseudonimo mentre quelli del comitato non si sono nominati. Non vedo molte differenze. Anzi….
    Non sa o fa finta di non sapere che l’iniziativa è partita in modo trasparente dalla Compagnia Armasca ? perchè non va a conoscerli giornalisticamernte parlando ?
    Il problema dell’identità !
    Il problema di Arma è avere subito passivamente, a-culturalmente l’invasione dei Taggiaschi, anche dei taggiaschi con la loro mentalità chiusa, Lombardi, Piemontesi, Veneti, meridionali, stranieri. Ha rinunciato o le è stata portata via la propria cultura. E’ stata devastata urbanisticamente da pessimi amministratori (indaghi lei giornalisticamente sulla loro origine).
    Quanti Armesi sono rimasti ? Provi a fare il conto : sarà sorpreso. Io darei un plauso a quei quattro vecchi della compagnia armasca che cercano dignitosamente di ritrovare o difendere la propria identità di armaschi.
    Il punto di vista dei Taggiaschi!
    Lasciamo perdere. Il mio augurio è che Lei non faccia parte dei signori del bar centrale di taggia che ironizzano sull’arrivo dei sudditi se un armasco entra nel loro locale, mi auguro che lei non faccia parte di quei signori che vengono a lordare di cacca, con i loro cavalli le strade e le spiagge di Arma. Mi piacerebbe vedere qualche suo articolo sulla loro educazione. Perchè si portano incivilmente i cavalli sull’asfalto ? A me piacciono i cavalli. Che vengano rispettati i cavalli. Non mi piacciono i taggiaschi che vengono a lordare senza preoccuparsi più di tanto. Si portino la loro brava paletta ! Questa sì che è una cosa seria.
    I problemi sul tavolo del comune!
    Per piacere, non diciamo eresie. Le chiedo cortesemete di aprire i suoi orizzonti e di vedere i problemi da più punti di vista.
    Molti componenti dell’attuale giunta si sono presentati alle elezioni facendosi fiancheggiare (eufemismo) da Area 24, chge di fatto appartiene al Comune di Sanremo ed alla Millenium Capital, società anonima lussemburghese.
    Faccia le sue ricerche. vedi Internet. Riscrivo – società anonima -. E’ legale ? E’ corretto ?
    I problemi del comune saranno visti dal punto di vista di Millenium Capital !!! E si vede il risultato : i debiti accumulati per i prossimi trent’anni per fare eseguire i lavori a imprese amiche ? Perchè tanta fretta nel volere programmare lavori che si sarebbe potuto pianificare senza debiti ? Un comune che vuole rifare a tutti i costi la passeggiata a mare sopraelevandola che le dice ?
    A me dice cemento ! A me dice che per evitare di far fare rispettare la legge agli attuali gestori delle spiagge, piuttosto si vuol far mettere un pò di cemento da qualche impresa amica. nessun rispetto per questa giunta nè per i problemi sul suo tavolo : non mi piacciono i punti di vista di società anonime. A me risulta che il sindaco e l’assessore ai problemi sociali non abbiano saputo risolvere i problemi di un umile barbone che soggiornava dignitosamente alla stazione (senta anche i carabinieri-loro ne sanno qualcosa). Dovremmo avere fiducia di gente che non sa risolvere problemi semplici. Provi a leggere La Riviera dei Sogni. Si farà altre idee interessante sul nostro comune.
    Quante inchieste potrebbero venire fuori. Basta volerle e non avere paura.
    Ben venga il nome di Arma ! Una cittadina devastata dall’amministrazione di Taggia e che da anni finanzia una buona parte dei lavori fatti a taggia non merita un pò di considerazione ed il diritto a mantenere vivo il suo nome ? Io dico di sì !
    Buone inchieste signor Giarevel.
    Senza alcuna ironia o cattiveria, mi auguro di leggere le sue inchieste sull’attuale giunta, apartiticamente, lealmente, correttamente, coraggiosamente, senza i paraocchi della propria appartenza politica.
    Auguri.

  3. gianni

    C’è sempre qualcuno che viene da fuori a invaderci per rovinare il quadretto idilliaco in cui viviamo.*

    *Ironia: cercare sul dizionario sotto la lettera “I”, tra “iris” e “ironico”.

  4. giarevel

    Gentile Sig. Levi,
    da questo suo vero e proprio outing si deducono molte cose, ma, ancora una volta, nessuna mi convince a ritenere sostenibile la sua causa.
    Può essere che io sia intervenuto per partigianeria, ma le ricordo che “il Gazzettone” è un inserto satirico, come lo sono molti degli articoli che scrivo su questo web e su Sanremonews.

    Prima di sindacare sulla mia professione, le ricordo che esiste una clausolina nella nostra costituzione che sacisce la libertà di espressione ed io prima che in qualità di “giornalista”, come lei arbitrariamente mi considera, l’ho esercitata come cittadino e come uomo, esattamente come spetta a voi di diritto.
    Inoltre lei parla di una vera e propria persecuzione dei taggiaschi sugli armaschi (culturale, urbanistica, addirittura nei bar e perpetrata da cowboys e cavalli che defecano impenitenti sulle spiagge armesi): se questo fosse vero allora sì ci sarebbe da aprire un’inchiesta, ma non su un blog, in prefettura.
    Nelle sue parole si legge anche un discreto astio per l’attività dell’attuale giunta. Lei denuncia giustamente tutti i problemi, le questioni non risolte, i conflitti. Ora le chiedo: pensa davvero di risolvere tutto cambiando il nome del comune? Perchè non fonda una lista e non si candida alle prossime elezioni, è un consiglio.

    “Quanti armesi sono rimasti?” Questo discorso, ahilei, è proprio quello che più mi preoccupa: sono rischiose queste chiusure di tipo etnico, razziale e culturale, io stesso sono cresciuto in mezzo a taggiaschi che non sopportavano la presenza dei meridionali e da allora, quando conosco una persona, evito sempre di usare la sua provenienza, il suo colore politico o di pelle come metro per misurarne a priori la qualità, queste cose semmai vengono dopo, come un guadagno. Se sono le radici armesi (che pur esistono e sono forti) che cercano “quei 4 vecchi della compagna armasca” ci sono molti metodi migliori per promuoverle che cambiare nome ed identità ad una intera città. Magari coinvolgendo anche noi taggiaschi.
    Spero lei rappresenti un caso unico di Arma di Taggia, località che amo molto e di cui ho ricordi tra i migliori nell’infanzia.
    Spero bene che finisca questa assurda secessione degli affetti, perchè, sinceramente, abbiamo da pensare ad altro, sia sul ponte romano che all’ombra dell’ex Hotel Vittoria

  5. nicola

    Io propongo una salomonica decisione: l’annessione di Arma e Taggia al comune di Riva Ligure e S.Stefano allo stesso tempo, includendo Bussana nuova e vecchia, compresi il centro commerciale, il mercato dei fiori, Di Meco e l’Aamaie: finalmente il progetto della grande Riva diventerebbe realtà, ed un altro importante polo urbano si creerebbe nella nostra bella provincia bagnata dal mare ed apprezzata dagli speculatori di tutta Italia. Il nuovo comune si distinguerebbe per le grandi opere portuali ed aeroportuali (verso Capo Verde, l’aeroporto “SS. Claudio e Marco Scajola”), ospedaliere e quant’altro: io la chiamerei Caltacozz-barladana Ligure Town delle Libertà, che l’anglofonia fa moderno. Eventualmente si può sopprimere “delle”, considerato che, così sovente, le preposizioni arrecano tante discordia. Si potrebbe anche abbreviare “Caltacozz” in “Cazz-” e sopprimere le vocali in “-barladana”; sarebbe “Cazz-brldn Ligure Town Libertà”. Il farmacista Revelli di Arma non avrebbe più nulla da temere!

  6. Ola Giacomo, ti voglio nel mio giardino con gli amici per farci una serata indimenticabile.
    Datti una mossa.

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