Prescritti e proscritti

La lingua è una macchina perfetta che si perfeziona tutti i giorni, ora dopo ora. E noi che ne abusiamo, noi che tagliamo e cuciamo tutti i giorni i nostri cappotti di parole, non immaginiamo che in esse risieda anche la nostra storia. Prendiamo queste due parole: “prescrizione” e “proscrizione”. Cambiare una sola e semplice vocale può servirci per raccontare qualcosa di molto vicino a noi, tipico di questo periodo storico.

Prescrizione (wikipedia): istituto giuridico che concerne gli effetti giuridici del trascorrere del tempo.
Descrive, in sintesi, la funzione che lega la colpa al tempo. Non essendo la macchina dello Stato assolutamente perfetta, non si tratta purtroppo di qualcosa di lineare. Dopo un certo periodo di tempo, più o meno lungo a seconda del reato, lo Stato rinuncia a punire.
Negli ultimi anni, grazie ad una serie di provvedimenti governativi ad hoc (ad personam, corrigo) il legame tra colpa e tempo s’è sempre più paurosamente avvicinato allo zero.
Per una lunga serie di reati per la prescrizione arriva così prima della fine del processo. Se si collega a questo il fatto che nel nostro paese la durata dei processi è in costante aumento, esiste una certa categoria di privilegiati che ha praticamente la certezza di poter commettere un reato senza venire in alcun modo condannata.
E’ come se, una volta commesso il reato, la colpa si separi dallo stesso e non gli sopravviva. Gli effetti dello stesso permangono, ma decade chi lo ha commesso. E poichè l’equazione prescrizione = assoluzione imperversa sui giornali, una volta celebrato in tribunale il funerale della colpa, gli ex imputati ne possono uscire a testa alta, puliti dentro e belli fuori, candidi, spesso addirittura candidati.

Esempio : il 10 marzo il tribunale di Sanremo si è pronunciato su una tranche del processo “tangenti & mattoni” che vedeva imputato l’imprenditore Giuseppe Bianchi per la corruzione dell’ex assessore regionale Vittorio Adolfo in relazione all’aggiudicazione all’impresa Bianchi di una serie di interventi post-alluvionali finanziati con soldi pubblici. I fatti contestati risalivano al 2002, anno dal quale ci separano anni luce ma soprattutto la legge  n. 251 del 5 dicembre 2005 detta Ex-Cirielli che riforma l’istituto della prescrizione. Risultato è che il reato rimane ma è cambiata la legge, dunque l’imprenditore e l’ex assessore non sono più punibili. Certo, nel 2002, all’epoca dei fatti, non potevano sapere che sarebbe arrivata la ex-Cirielli. Ma chi ci assicura che qualcun’altro non stia facendo lo stesso calcolo in questo istante?

Proscrizione è invece una parola meno famosa, antica, Wikipedia la fa arrivare dalla Roma Repubblicana quando si pro-scrivevano i nomi dei debitori di cui venivano messi in vendita i beni, sistema poi divenuto arma di distruzione di massa dei rivali politici. Il termine avrebbe successivamente assunto il significato di “allontanamento forzoso dalle cariche pubbliche dei singoli, o di intere classi dirigenti, imposto da un regime alla caduta del regime precedente.”

Anche per questa parola possiamo trovare un esempio molto vicino a noi. Sempre il 10 marzo: il CSM comunica al pm Filippo Maffeo che dovrà lasciare la procura di Imperia.
I motivi di questo allontanamento sarebbero di tipo disciplinare a causa di una denuncia di “stalking” da parte della collega Marrali. Come trapelato dagli articoli pubblicati dai giornali, (alcuni con dovizie di particolari) e sbandierato addirittura in TV nella buridda pomeridiana di Barbara D’urso, ci sarebbe di mezzo una serie di molestie e intimidazioni via sms ai danni della collega. Ci si potrebbe fermare qui, ma non sarebbe abbastanza per parlare di proscrizione. C’è da dire che il pm Maffeo è impegnato in una serie di inchieste sulla discarica di Ponticelli. E che la collega che lo ha denunciato è la compagna dell’ex revisore dei conti della società che gestisce la discarica. La coincidenza è singolare e giustifica a fare congetture. Ci si augura che non sia così ovviamente, e soprattutto che il pm Maffeo si salvi dalla proscrizione e sia messo in grado di fare il suo mestiere.
Sempre che i reati su cui sta indagando non risultino alla fine già prescritti.

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1 Commento

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Una risposta a “Prescritti e proscritti

  1. pia

    La tua minuziosa chiarezza è tale da includere ogni commento possibile.
    Complimenti.

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