Viae omnes ad Romam (ne) ducunt

Poichè non siamo uccelli e non voliamo, ma per spostarci usiamo automobili, biciclette e molti soprattutto i treni, occorre che rinunciamo al più presto a rappresentare il nostro paese come ci hanno insegnato alle scuole elementari, con quella sua bella forma tipica di stivale, un po’ western, un po’ buttero, ma sempre e comunque classica e amatissima, e adottiamo la carta che dell’Italia ha recentemente tracciato il pregiato Istituto Geografico Trenitalia con l’emissione dell’ultima enciclica “Viae omnes ad Romam ne ducunt”, cioè “Tutte le strade (rotaie) non portano a Roma” il 13 dicembre corrente anno.

Uno stato che fino a 140 anni fa era diviso in miriadi di frontiere e confini, imperi, regni, ducati, granducati e Stati Pontifici, oggi è spaccato dalle amenità dei tecnici delle ferrovie che, puntualmente, con il solstizio d’inverno, sconvolgono la vita quotidiana di migliaia di persone cui tocca di pendolare da un punto all’altro dell’Italia per lavoro, interesse o affetto, tagliando, accorpando, mietendo, fondendo, dissolvendo, convogli che già assomigliano a tradotte bestiame anzichè offrire un dignitoso ambiente a chi ha il piacere o il dovere di viaggiare.

E tali esperti, mani sacrileghe dei binari, demiurghi del disagio, designers dell’incazzatura, s’accaniscono immancabilmente contro il Ponente Ligure con dovizia di particolari, come nemmeno fecero i terribili Vaticinia di Nostradamus.

Consultando l’orario non è difficile scorgere dove sia passata la loro terribile falce: parecchi gli “Intercity” cancellati da Milano a Ventimiglia, mentre davvero beffardo è il treno in partenza da Ventimiglia alle 16.58 che arriva a Genova alle 19.06, esattamente 14 fottutissimi minuti dopo la partenza del nuovo Intercity per Roma delle 18.52.

Una rottura, ma diplomatica, non meccanica, con le SNCF francesi, ha invece cancellato il collegamento Milano – Nice e viceversa, utilissimo per chi dalla Riviera volesse utilizzare l’aeroporto Internazionale di Nizza: non si sa mai che i sanremesi fuggano all’estero alla ricerca di una vita più facile. Dal sito Trenitalia è addirittura impossibile trovare le coincidenze per la Francia.
Come un muro. Mancano i Check point Charlie e poi siamo alla DDR.

Per non parlare di stazioni megalitiche (Sanremo) e cattedratiche (Taggia) costruite a suon di elargizioni pubbliche e buone ormai più come fitness center (800 m di tapis roulant) o depositi di ferraglia rotabile, mentre altre (Imperia), stanno venendo su tra promesse e colate di Portland ma si suppone non faranno una fine differente.

Un’isola che ci sarà, o che, forse, c’è già, la Liguria ‘Occidente, se si pensa che lo stesso granduca e sovrano assoluto della Riviera, titolare di un ministero-viagra nel governo della Repubblica e sodale dell’ing. Moretti, A.D. di Trenitalia, s’era fatto mettere una linea aerea ad hoc per le sue trasferte romane.

Ieri la Regina d’Inghilterra ha preso il treno per recarsi nel Norfolk, in cui passerà le vacanze di Natale, preferendolo all’aereo. E’ poco probabile che Claudio Scajola usi la stessa accortezza nei suoi pendoli da Imperia a Roma. Potrebbe accorgersi di quei tragici 14 minuti. E del fatto che tutte le rotaie non portano ormai più a Roma.

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2 commenti

Archiviato in Cronache del Sol Ponente

2 risposte a “Viae omnes ad Romam (ne) ducunt

  1. Preg.mo Revelli,
    che appare come giornalista e non gnornalista in una recente e nuova rubrica di Sanremonews…in primo luogo so che ci sono i pubblicisti, i giornalisti (che hanno superato l’esame) e dietro chiunque altro scrive. Noi ci siamo conosciuti credo alla presentazione del commovente documentario sulle “Sciascieline” studiate da Silvia Genta (con un mio modesto aiuto e discussioni continue e scambi con l’autrice). Per chi non lo sapesse erano le raccoglitrici di olive.
    Allora non sapevo che lei fosse anche giornalista. So che entriamo nel discorso privato, vorrei capire la posizione giusta.
    Per quanto riguarda la situazione ferroviaria della Liguria occidentale, considerando che comunque io non prendo mai il treno sapendo prima che è inutile, non posso però che fare tesoro tanto di questa testimonianza quanto di quella di tanti altri, al di là di qualsiasi schieramento sociale o politico, i quali sono danneggiati in modo assoluto da questa politica ferroviaria dissennata. Però mi domando altresì: avremo la linea a monte (monca, perchè non c’è il collegamento Andora-Finale, ancora): può essere che allora si possa pensare ad un passante ligure-tirrenico ? Questa è una domanda che si dovrebbe porre a chi di dovere. Il principe di Monaco Alberto (quando ancora non era tale, ma di fatto andava in giro per conto del padre) se ne preoccupò, andando se ben ricordo a dire due paroline a Ciampi… sarebbe una questione da approfondire, questa di Monaco, perché loro sono sicuramente più potenti dei nostri 205.000 miseri residenti. Il movimento turistico ormai sceglie la gomma, anche perché o è di massa e quindi pullman o è di famiglia o amici e quindi agriturismo e di conseguenza auto. Sulla separazione Nizza-Milano è tutto dire: ormai il passante sarà Milano-Torino-Lione.
    Non siamo attraenti. Sotto questo profilo posso sposare anche il fatto di dover dire le cose che non vanno in Provincia di Imperia. Sarebbe importante però dire anche le cose che vanno, se non altro per senso positivo e per cercare di invertire la tendenza. Sempre a prescindere dal tiro al bersaglio su questo o quell’uomo politico. Tempo sprecato. Salutoni e auguri.

  2. giarevel

    Gent.le Alessandro,
    rispondo con piacere al suo commento. In primis vorrei sciogliere un’ambiguità: il Revelli che ha conosciuto alla presentazione di “Sciascieline” è mio fratello Franco, che del documentario è l’autore. Spero dunque di incontrarla alla prossima occasione.
    Poi devo purtroppo precisare che non sono giornalista, nè pubblicista, anche se faccio questo mestiere da anni e lavoro nella redazione web di Regione Liguria. Questo perchè l’ente non ha nessun interesse a dotarmi di tesserino per timore di dovermi pagare di più. Dunque scrivo di mestiere ma non sono giornalista titolato (quanto ai “gnornalisti” non so, per quelli non ci vuole un tesserino, ma spero che ciò che scrivo basti a non correre il rischio 😉
    Riguardo ai trasporti, mi permetta di dissentire un poco: non credo lei non prenda il treno perchè è convinto che sia inutile; non lo utilizza perchè, in ragione delle sue abitudini, preferisce magari l’automobile. E, mi creda, questo è anche un po’ il motivo per cui le nostre strade e autostrade sono affollate e caotiche: perchè c’è chi non crede nel trasporto pubblico. Non scarico su di lei le mie frustrazioni e quelle dei pendolari: i primi a non credere nel treno, mezzo più ecologico e infinitamente più sicuro dell’automobile, sono i manager di Trenitalia e i politici, nonstrani e non. E questo lo dico senza orientamenti politici, ma solo constatando le cose come stanno. Se qualcuno ha voluto prililegiare l’asse nord-sud trascurando l’est-ovest, è proprio perchè, a mio giudizio, è oggettivamente e storicamente un incapace.
    Il tiro a bersaglio non è la mia attività preferita, ma cercare di dire ciò che va e non va della nostra terra è come sparare al buio in una stanza affollata: qualcuno si colpisce sempre.
    La saluto e le faccio i migliori auguri sperando di incontrarci presto.

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