La città centrifuga

Stamattina prestissimo era già tutto pronto. Le bandiere dell’Anas, sventolavano accanto a quelle della Comunità Europea e al tricolore nazionale. Il prato, bello sfalciato, sapeva d’umido come per la finale dei mondiali. L’asfalto nero e piatto, perfetto come nemmeno a Monza.

E la rotonda. Mai vista una rotonda più rotonda di così. Di una circonferenza tale che dentro ci potrebbe stare un eliporto o un campo da bocce, invece che dei poveri pitospori assetati.
“Rotonda” non solo nel significato di “rotatoria”, ma anche nel senso che, percorrendola, si ha la percezione di qualcosa che sottostà davvero alle leggi. Non tanto a quelle del Codice della Strada (di per sè, le ultime sentenze della Corte Europea hanno complicato più che chiarito la giungla delle rotatorie, in sostanza una metafora della vita di oggi: “vinca il più forte”), ma, più precisamente, alle leggi della fisica dinamica.

Una cosa è sicura. Dopo i due Claudii e il loro codazzo di portaborse e assessori, dopo vescovi, parroci, prelati con i loro aspersori, dopo i curiosi di turno e gli appassionati di due e quattro ruote motrici, giunti stamane per inaugurare il nuovo svincolo dell’Aurelia Bis, i fisici di tutto il mondo si daranno presto appuntamento nel ponente ligure per effettuare studi impossibili in qualsiasi altro sistema inerziale terrestre.

Taggia, prima città agricola, poi turistico-alberghiera, poi deposito-alveare di coppiette padane in climaterio, infine polo commerciale della macro-regione Alpi Marittime/Provenza, ora ha una nuova identità: Taggia, la città centrifuga.

Ad attirare i seguaci di Galilei, la frase con cui tutti i giornali descrivono da settimane l’evento (attenti alla lingua, forse i redattori erano appena usciti da uno degli esperimenti dei tecnici ANAS):
“Il primo svincolo, in corrispondenza dell’ex Statale 548, consisterà in una rotatoria di forma allungata in grado di risolvere, con un’unica intersezione a raso, i flussi veicolari convergenti dall’Aurelia Bis, dalla strada per Taggia e la Valle Argentina e dalla viabilità per il centro di Arma e per la stazione ferroviaria. Il secondo svincolo, tra l’Aurelia Bis e via Beglini, di collegamento con l’Autostrada dei Fiori e con Arma, è già parzialmente realizzato e aperto al traffico per le sole rampe in entrata e in uscita dal tratto di Aurelia Bis già attivo, in direzione Sanremo.”

Da capogiro. E così sarà. Già prima gli effetti delle 3 rotonde presenti in paese erano noti.
La prima, appena giunti dall’Autostrada dei Fiori, provocherebbe un brusco afflusso sanguigno con conseguente aumento dei bisogni primari: non per nulla nei pressi, si trova il centro commerciale Nordiconad.
La seconda, più piccola, subito dopo il parco commerciale all’immissione con l’Aurelia, sposterebbe i corpi negli abitacoli in modo così violento da provocare collisioni con i sacchetti della spesa, successiva rottura di uova e involontarie marmellate di caco-mela e passate di pomodoro.
La successiva imponente rotonda del Quadrivio Rossat provocherebbe, invece, con la sua forma a goccia, un deciso spostamento a destra dei cittadini. Come se ce ne fosse bisogno a Ponente. Ma, hai visto mai, a marzo ci sono le elezioni regionali.

E questa ultima alla stazione FS, non si sa ancora che effetti potrà avere. La fisica dice che chi la percorrerà sarà sottoposto ad una forza pari alla sua massa per il quadrato della velocità diviso il raggio. Ma qualsiasi ipotesi finora ideata deve essere attentamente vagliata. Newton trema nel sepolcro. Einstein ritira la lingua.
Per le autorità le rotonde o rotatorie servono per snellire il traffico e sono più sicure perchè eviterebbero i “vols à la portiére”. Ma in questo modo si rischia di favorire i “vols chez la portiére”.  Si perdoni il francese non  proprio corretto.

Staremo a vedere. Del resto, con la fisica e la geometria a Taggia siamo forti. Abbiamo appena finito con le tangenti, ora cominciamo con le rotonde.

P.S.: speriamo che le autorità presenti si accorgano di uno striscione su una casa poco sopra la rotonda, sulla strada per Castellaro. Sta scritto, in rosso su bianco: “LA CAVA CI UCCIDE, SCAJOLA COSA FAI? GIULIANO NULLA, E TU..??”. L’ha messo Brunello Valle, perchè ancora nessuno ha mosso un dito per chiudere e bonificare la cava di Rocca Croaire, in cui è abusivamente stato depositato amianto.

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2 commenti

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2 risposte a “La città centrifuga

  1. Che queste rotonde ormai facciano parte delle geometrie non euclidee?

  2. pia

    Saranno e sono anche utili, ma in Liguria, non solo a Taggia, la loro ubicazione desta perplessità del tipo quelle che hai descritto tu. O, non ce n’è una che rispetti le geometrie euclidee!

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