Tano, moi non plus

Ai giorni d’oggi accade che il locale rifletta in modo molto fedele la meccanica più estesa e irrazionale del globale.
Che dalla provincia si possa risalire, come in una matrioska o in un gioco di scatole cinesi, per capire come funziona il centro del paese.

Così anche nelle propaggini, nel border, dove tutto una volta arrivava smorzato e biascicato, smangiucchiato dal tempo e dall’esperienza, ora invece si sperimentano gli stessi sistemi, le stesse strutture dell’impero centrale. E in modo più brutale. I luoghi in cui un tempo ci si rifugiava per salvarsi in qualche modo oggi, invece, sono il laboratorio dei nuovi esercizi di stile del potere.

Per questo mi sento di mettermi dalla parte di Marco Ballestra. La sua aspra contesa con il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino non fa che riflettere quella estesa a livello nazionale del Presidente del Consiglio contro ogni media che non la pensi come lui.
Marco ha ricevuto tempo fa un documento in cui gli si attestava il sequestro del sito a causa della vertenza avviata dal sindaco.

Mi chiedo se questo possa mettere in serio dubbio la libertà di espressione di queste pagine web su cui scriviamo tutti i giorni le nostre opinioni. Può essere solo il primo passo quello di Scullino, e molti altri sono già pronti a fare il secondo, il terzo e via di seguito, fino a sopprimere ciò che di libero ancora esiste dalle nostre parti: la Rete.

Marco, come molti, materializza il pensiero, la delusione, l’incazzatura di tanti che non credono nella politica di oggi ma vogliono dire la propria opinione, esprimere un loro diritto “inalienabile”, garantito dall’articolo 21 della nostra Costituzione, come ribadito proprio in questi giorni dal presidente Napolitano in occasione dei 20 anni dalla Caduta del Muro di Berlino.

Quelli come lui, come noi, vengono, verranno inevitabilmente a collidere con il potere. Il potere di oggi si è logorato fino a non accettare la propria decadenza, fino a diventare il giullare di sè stesso. Ed è anche permaloso, non sopporta i pizzicotti di chi glielo rinfaccia, ma solo le generose moine di una informazione addomesticata.
Del resto, un paese con un sistema scolastico inefficace, in continua domenica del villaggio televisiva e con una informazione addomesticata è più facile da amministrare. Per chi non si accontenta, “sorvegliare e punire”, diceva Foucault.

Marco certamente usa toni “coloriti”, è uno che non passa per il sottile. Per lui valga la definizione di mio fratello Franco (che sta montando una intervista per Zemia Film): “Ballestra è come le sue api. E’ operosissimo e a forza di lavorare tutti i giorni a contatto con loro gli è spuntato il pungiglione ed è pronto ad usarlo per difendere la sua terra. E quando punge fa male.”

Gli si può muovere l’appunto di non rispettare spesso le regole del web: un sito internet è un media a tutti gli effetti, come radio, TV e giornali; serve per comunicare uno a molti e proprio per questo le informazioni che vi transitano devono essere prima vagliate e studiate nella lingua e nel linguaggio, non si può colpire soltanto per colpire, meglio dare colpi ben assestati che sparare a raffica. Così facendo non si fa altro che aumentare l’entropia, il disordine del sistema in cui viviamo. Insomma, visto che siamo in argomento, il web e i blog, non sono una “zona franca” in cui si può fare ciò che si vuole.

Dobbiamo affermare subito la nostra presenza, la nostra solidarietà ad Alzalatesta.net.
E’ solo questione di tempo. Siamo molti ad essere stanchi di uomini bassotti e dispotici che s’intestardiscono sulle loro idee in modo aristotelico.
Di questo passo chi sarà il prossimo Scullino? Il prossimo Ballestra?

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7 commenti

Archiviato in Cronache del Sol Ponente

7 risposte a “Tano, moi non plus

  1. Aspetto che Marco che mi dica qualcosa di più di quello che ha scritto.

  2. pia

    San tùtu eli, fan tùtu eli, esiste sulu eli, sun giùsti sulu eli, ecc ecc…

  3. Marco mi ha detto che non ha preso nemmeno un avvocato ma non sono d’accordo.

  4. giarevel

    Marco è certamente coraggioso, ma senza un movimento di opinione su questo argomento rischia molto di più. Si potrebbe organizzare un post comune per ribadire la libertà di informazione e comunicargli la nostra solidarietà

  5. Pingback: pagine di Gian Marco » Blog Archive » per Marco

  6. elisa brokeback

    il sito non chiuderà. Marco ha avuto il merito di smuovere le coscienze e grazie alla solidarietà, anche tecnica, che sta raccogliendo riusciremo a non far zittire la sua voce. Non bisogna abbassare la guardia. Non isoliamoci e diamoci reciproco aiuto contro questa generazone di politici che giocano a fare i despoti scimmiottando il loro capo

  7. giovanni

    Marco è un grande uomo dobbiamo stargli vicino in questi difficili momenti. Si dovrebbe organizzare qualcosa di supporto siamo in tanti dobbiamo tentare , se passa i blog uno dopo l’atro li faranno chiudere tutti, dobbiamo difendere la libertà di critica e di espressione e marco se pur rude non ha mai offeso nessuno, le espressioni di gente come bossi e combriccola dovrebbero essere tutti carcerati.

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