La febbre dell’oro

(Il titolo è provvisorio).
Sceneggiatura per un cortometraggio da realizzare durante la raccolta delle olive.

Personaggi:

Figlio grande: Giacomo
Figlio piccolo: Franco
Anziano olivicoltore: Vincenzo
sua moglie: Anna
Ragazzo: Nicola
Ragazza: Helene
Nonna: Giulia

Scena 1:

Taggia. Via Mameli. Palazzo Girasole. Esterno mattina.
Due (anziani) olivicoltori si preparano a raccogliere le olive.
Caricano la macchina con gli attrezzi. L’uomo è un po’ scorbutico e discute con la moglie in dialetto. Lei insiste perchè lui ci provi ancora una volta. Alla fine lo convince.

L’uomo ritorna nel palazzo, entra in casa. Va nella stanza dei due figli che dormono. Accende la luce. Li invita ad alzarsi e prepararsi per andare a raccogliere le olive. Entrambi mugugnano. Uno si volta dall’altra parte. L’altro mostra il termometro.

Deluso, l’uomo si avvia verso l’auto. Guarda la moglie. Scuote la testa. Partono.

Scena 2:
Lungargine Argentina. Muro del campo sportivo di Taggia
Due ragazzi aspettano a bordo strada. Chiedono un passaggio con l’autostop.
Quando l’uomo li vede, frena. La moglie non è daccordo, ma lui fa marcia indietro e li carica. Vogliono andare a Sanremo. Lui è curdo. Lei albanese. L’uomo li porta invece in campagna. Gli mostra le olive e poi dei soldi. I due capiscono e accettano.

Scena 3:

Taggia, Regione Licheo, poco dopo il ponte A 10.
Finalmente le olive vengono battute e raccolte. La donna è contenta. Offre una caramella alla giovane immigrata. L’uomo invece è sospettoso e guarda in tralice.

Scena 4:
Regione Licheo. Fasce d’olive più alte.
Battendo le olive in una delle fasce più alte, la ragazza trova un anello preziosissimo. Lo mostra al ragazzo che stabuzza gli occhi. I due insistono: battono e continuano a cadere anelli, perle, a volte anche denaro.

Scena 5:

La donna li scopre. Chiama il marito. Ma lui crede al miracolo. Prende per il bavero il ragazzo credendolo un ladro. Sono la ragazza e la donna convincerlo che i preziosi non sono refurtiva ma cadono dall’ulivo. Una volta convinti i quatro gioiscono insieme.

Il corto potrebbe anche finire qui. Oppure continuare con queste scene:

Scena 6:
La nonna prende il telefono e chiama i nipoti poltroni. Li sveglia e li costringe ad andare ad aiutare i genitori.
Pigramente, i due si avviano in Vespa. Pigramente salgono la rampa di regione Licheo.
Chiamano, chiamano, ma non risponde nessuno. Poi vedono i genitori nelle fasce più alte. Li raggiungono e vedono che stanno raccogliendo i soldi che cadono dagli alberi.
Si mettono a battere anche loro. Ma ad ogni colpo che danno cadono rifiuti: una lattina schiacciata, una bottiglia di plastica, una buccia di banana.

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4 commenti

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4 risposte a “La febbre dell’oro

  1. pia

    …ovvero i frutti che tocca raccogliere alle nuove generazioni: rumenta.

  2. gianni

    Potresti sviluppare con lo smantellamento dei “maxei” per utilizzarne le pietre per costruire case e palazzi.

  3. pretesto n.3

    non girare un nuovo film, dobbiamo prima rivedere “per un pugno di olive”.
    se proprio insisti con questa storia conosco una casa editrice pronta a pubblicare le tue opere. 🙂

  4. Notte agitata? Sogni strani? Cosa hai mangiato ieri sera? 😉

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