Apocalipse tomorrow

Il 28 ottobre 2009, non sarà un mercoledì come tutti gli altri.
Accadrà qualcosa, nella nostra piccola Liguria, che ne condizionerà per sempre il destino. Un piccolo Armageddon, una piccola Apocalisse locale. E, come tutte le apocalissi, pochi o nessuno prima si rende conto dei sintomi, delle avvisaglie. Anzi, quei pochi vengono tacciati di cialtroneria e rimangono voci che urlano nel deserto. Di questi tempi, con l’informazione galoppante, le agenzie che bombardano di dettagli sui singhiozzi e le loffie dei politici, si perde di vista ciò che lentamente ma inesorabilmente ci coinvolge. Una di queste cose è la macchina delle istituzioni. Basta distrarsi un attimo ed ecco fatto, il danno è servito. Così, mentre la stampa nazionale è impegnata a tessere i vari lodi del Premier e quella ligure intorta i lettori con le cene del sindaco di Imperia o il dibattito “nuovo stadio sì/no” a Genova, ecco che un decreto decisivo per il territorio, l’ambiente e la qualità della vita stessa in Liguria sta per passare inosservato.

Il 28 ottobre (a tre giorni dalle primare del PD) la Regione Liguria varerà il piano casa realizzato dalla giunta Burlando bipartizan con l’opposizione del PDL.

Qualche dato: gli immobili residenziali sotto i 150 metri cubi potranno essere ampliati dal 60 % fino al 75%; del 40% quelli sotto i 200 mq. Gli insediamenti agricoli potranno ingrassare fino al 20%. E se i centri storici forse si salveranno (ci vorrà il parere del comune), in altre zone di grande valore paesaggistico, il piano prevede volumi ampliati fino al 60%.
Qui la creatività dei vari redattori ed emendatori s’è espressa al meglio: queste zone (presumibilmente i parchi costieri, ma anche zone paesaggistiche di valore) vengono definite “zone-anima”, nel senso che rappresentano l’immagine stessa della Liguria nel mondo. Bene, così grande è l’amore per l’anima ligure che pure qui si potrà ampliare fino al 60%, purchè le costruzioni si trovino almeno a 300 metri dal mare.

La cosa assume toni eretici. Speriamo che almeno venga impugnata dalla CEI: è lecito o no che l’anima venga estesa per decreto?

Per fortuna qualcuno s’è accorto dell’Apocalisse imminente. Sono i soliti noti, i bastian contrari, i signori no, i “rompicoglioni” (così disse Scajola tempo fa di chi non la pensava come lui), quelli in fondo al banco, che non si adeguano alla classe. Marco Preve e Ferruccio Sansa, autori de “Il partito del cemento“, hanno inviato una lettere al blog di Beppe Grillo e invitano tutti a scrivere al presidente Burlando e agli estensori del decreto (presidente.giunta@regione.liguria.it; Sandro Biasotti, deputato PDL: biasotti_s@camera.it; Luigi Cola, deputato del Pd: luigi.cola@regione.liguria.it; Nicola Abbundo, consigliere regionale PdL: nicola.abbundo@regione.liguria.it) una mail con oggetto “No al nuovo piano casa della Regione Liguria” e testo “Non distruggete ulteriormente la Liguria. Il prossimo 28 ottobre, non approvate il piano casa.”

Salviamoci l’anima, almeno.

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1 Commento

Archiviato in Centroterra

Una risposta a “Apocalipse tomorrow

  1. Grazie molte, non sapevo. Scriverò senz’altro a Burlando e magari faccio un post. Ciao.

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