Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano

Noi non li vediamo, ma loro ci sono. Vivono tra le cose che non vogliamo più, ma che esistono ancora. Trattano i nostri scarti, decompongono i nostri rifiuti. Ovvero, ci liberano, fanno sparire ciò che ci è inutile, o lo consideriamo tale, lo nascondono per quanto possibile dietro, sotto, dentro, in colline, banchi, forre; dove insomma non lo vede più nessuno. Ci aiutano a nascondere sotto al tappeto la polvere dei nostri giorni. Sono i sacerdoti, i necrofori, gli estremi untori dei nostri rifiuti, impegnati ogni giorno nelle strazianti esequie della monnezza.
Il tuo biglietto dell’autobus dell’altro ieri: ce l’hanno loro. Il tubetto del dentifricio finito stamattina? E’ già lassù, puoi scommetterci. Quel paio di ciabatte che mi piacevano tanto ma il cane me le ha mangiate? Tre metri sotto il suolo. Il loro è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo: sono gli operai delle discariche, gli angeli della pattumiera. Lavorano in un girone dantesco, tutto il giorno in mezzo a pannolini, mozziconi, bucce di banana, fondi di caffè. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano, dicevano Dalla e Morandi. Come se non bastasse, gabbiani rapaci volteggiano su di loro come avvoltoi. Ma non scontano alcuna pena: tutto è regolato da un contratto depositato su una scrivania linda in un grattacielo del centro. Al giorno d’oggi, dalle nostre parti, così come stanno adesso le cose, abbiamo bisogno di loro per evitare che le nostre case, le nostre città diventino pozze di rumenta e cemento.
Altrove la pensano diversamente: i rifiuti non vanno sotterrati, bruciati o nascosti, ma riutilizzati e riciclati. Ma forse noi vogliamo troppo bene alla nostra spazzatura e la seppelliamo con funerali costosissimi, convinti che un dì risorgerà, nella notte dei tempi.

Nei giorni scorsi, i lavoratori della discarica di Ponticelli, una delle due attive in provincia di Imperia, hanno compiuto un pellegrinaggio negli uffici amministrativi di mezza Liguria. Prima sono stati dal presidente Giuliano, poi a Genova dall’assessore regionale all’ambiente Zunino. Il motivo era preservare il loro posto di lavoro. Ma come, viene da pensare, con l’ingrato compito che già affidiamo loro, adesso ne mettiamo pure in discussione il posto di lavoro? Che mancanza di rispetto.

Per capire le cose, come al solito, bisogna vederle da un altro punto di vista. La provincia di Imperia è l’unica in Liguria in cui la gestione e la proprietà delle discariche è privata. Dunque non è la pubblica amministrazione che risponde direttamente dei posti di lavoro della discarica di Ponticelli o di Collette Ozotto, ma le società che le gestiscono. Ma i lavoratori, guidati dai sindacalisti Uil, sono andati a bussare alla porta degli assessori e minacciano manifestazioni e blocchi.

Nulla da obiettare sulla legittimità di queste azioni: il lavoro va conservato e tutelato, soprattutto di questi tempi. C’è invece da riflettere sul meccanismo ping pong utilizzato dalle s.p.a. che gestiscono le discariche. Fa parte anche questo di ciò che in un altro post avevo chiamato “Speculazione immondizia”: agire in qualunque modo per ottenere sempre nuove proroghe e/o ricontrattare le condizioni di cessione del servizio con la provincia. Mettere sul piatto anche i lavoratori non è che una delle strategie. Nel caso specifico, il destino dei venti dipendenti di Ponticelli è legato al fatto che altri comuni oltre Imperia, San Lorenzo al Mare e Civezza, conferiscano i rifiuti nella discarica. Ma Ponticelli, con soli 13 mila metri cubi di rifiuti disponibili, avrebbe circa quattro mesi di vita e dovrebbe chiudere e venire bonificata (a spese del gestore). Dunque i proprietari cercheranno di far approvare un documento che consenta di estenderla e sfruttarla fino al giugno 2010, mese in cui dovrà essere definitivamente chiusa.
Sette mesi in cui la pubblica amministrazione verserà fior di quattrini nelle casse dei gestori di Ponticelli. Ogni singola buccia di banana peserà come un macigno per ogni abitante della provincia di Imperia, perché del previsto impianto di separazione provinciale non se n’è visto nemmeno uno schizzo, nonostante l’operato di un commissario, e dunque si va rapidamente verso l’emergenza.
Viene da chiedersi se i sindacati, in questo caso, oltre a organizzare, come detto, legittimamente proteste e manifestazioni, siano informati sul numero effettivo di posti di lavoro che un eventuale impianto potrebbe creare. Ben più di 20, come confermato dalla Signora Poli, i manager del Centro Riciclo Vedelago, nella conferenza “Imperia, rifiuti: da emergenza a opportunità” tenutasi a giugno ad Arma di Taggia.

A noi non resta che seguire le avventure dei nostri angeli. Fino a quando non potremo fare la nostra parte ed essere noi una estensione di loro, senza intermediari, separando, riutilizzando e riciclando ciò che non ci serve più ma esiste ancora.

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
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3 commenti

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3 risposte a “Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano

  1. pretesto n.3

    un bel post, ma per risolvere il problema serve la buona volontà, che gli amministratori non hanno.
    Dal 1994 la discarica Ponticelli è considerata esaurita, ma i Santi del paradiso sono più forti degli Angeli della terra.
    Vince la strategia rifiuti mille, e non zero.

  2. Per quanto riguarda l’ambiente, e nello specifico i rifiuti, la nostra zona è in ritardo pazzesco. E non vedo all’orizzonte una volontà politica di intervento. Hanno altro per la testa questi signori. Per la cronaca io al mio paesello pago di spazzatura 572 euro l’anno.

  3. giarevel

    Fino a qualche tempo fa, uno, due anni, si poteva parlare di ritardo tecnico, mancanza di cultura, imperizia. Ma per come vanno le cose oggi si profila un quadro doloso: la situazione è così perchè si vuole alimentare un sistema di scambi politici/imprenditoriali che vede due importanti aziende (Idroedil e Biancamano) spartirsi i 572 euro di Alberto e di molti altri per nascondere i rifiuti, senza la minima intenzione da parte dell’Amministrazione provinciale di attuare un piano alternativo, allo scopo di arrivare all’emergenza nel marzo 2010 quando ci saranno le elezioni regionali.

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