Habemus Noemi!

Chiara Salvadè è una di quelle che nelle foto sembrano sempre un’altra. In una guarda nell’obiettivo, ammicca, fa l’occhiolino e sembra che ci stia, in un’altra appare invece come una di quelle che non te la daranno mai nemmeno a pagarla oro, in un’altra ancora è innocente, sprovveduta, oppure austera e malafemmena.

Il suo viso è di quelli adatti a comparire sulle copertine e sugli schermi LCD: abbastanza piatto, senza grandi sbalzi di luce, anche il nasino sembra messo lì, quanto basta per consentirle di respirare. Il viso un po’ tondo, ma con il giusto phard un truccatore può slanciarlo a dovere, sono trucchi risaputi. Del corpo non si vede molto ma proviamo a immaginarlo: seno non troppo grande (prima dell’eventuale bisturi), vitino stretto, deretano coltivato in vitro su photoshop per sfidare la forza di gravità. (Date un’occhiata, è l’ultima Noemi, appena uscita di fabbrica, nuova di zecca).

Una così non poteva restare ad Arma di Taggia. E Arma di Taggia, grazie a lei, un giorno, magari non sarà più la stessa. Diverrà uno di quei paesi mitici, da cui proviene finalmente un vip e tutti si vanteranno di conoscere il cugino del fratello di un amico che è stato a scuola con lei.

E’ dura diventare VIP. Funziona di solito così: prima sei la gnocca del quartiere. I maschietti locali sbavano per un tuo sguardo. I compagni di classe si fanno via via più emaciati. Il loro rendimento scolastico precipita. Perdono parecchie diottrie e consumano kleenex ripensando alla tua spaccata nell’ora di educazione fisica piuttosto che all’Iperuranio di Platone. Poi diventi la gnocca del paese. Ti accompagnano in discoteca sui Renault Williams smarmittati. Fai la cubista. Anche i papà delle tue amiche cominciano a sbarellare. A quel punto anche mamma e papà si convincono che hai un futuro nel “mondo dello spettacolo”.
Ed ecco che, finalmente, un amico, una sera, ti fa qualche foto. Guarda caso quel tuo “amico” è un fotografo professionista e il tuo “book” vince l’award 2003 della prestigiosa rivista Hi Class Guide. Le tue foto finiscono su qualche rivista per camionisti o sul desk di Emilio Fede.

Ma a quel punto ci arrivano in tante. Non si contano le lolite svestite che intrattengono con le loro foto ammiccanti gli autotrasportatori annoiati in coda a Barberino del Mugello o allietano i pomeriggi di Villa Certosa. Ci vuole qualcosa di più. Qualcosa bisogna inventare.
Velina di Striscia? No, ormai è come fare un concorso in provveditorato. Attivista politica? No, ero assente all’ora di educazione civica.
Fidanzata di calciatore? Acc, Sanremese e Imperia sono appena retrocesse (e poi erano in C1, si andava poco lontano). A Vallettopoli c’ha già pensato qualcun’altro. E pure Papi Silvio ormai ha i suoi problemi e non va più ai compleanni. Ci vuole altro. Ed è qui che la nostra dà il meglio di sè: rispolvera un vecchio cliché, mai veramente scomparso ma passato di moda: la groupie. La ragazza che segue il gruppo rock, peace & love. Bisogna solo trovare un pollo che abbocchi.

Ed eccolo: Tommy Lee, leader della metal band ‘Motley Crue’. Cinquantenne, fisico temprato dall’eroina, ipertatuato, ex marito di Pamela Anderson.
Mammà e papà gongolano. I compagni di scuola pure: non hanno messo gli occhiali invano. Anche l’assessore al Turismo sta pensando di guadagnarci qualcosa, magari organizzando una puntata di “Uomini e donne” alla Darsena. Belin. Che roba. Ma ve ne rendete conto? Una di Arma che ruba l’uomo alla “bagnina” per antonomasia? Hai visto mai che la Pamela non venga al Piccolo Lido a fare una scenata.

Si dice che si siano conosciuti su Myspace. La consumazione sarebbe poi avvenuta dopo un concerto dell’ultima tournèe italiana del gruppo. La copertina di The Sun parla chiaro: “Tommy Lee’s tasty new Italian”. Decine di siti on line di tutta Europa dedicati al gossip parlano di loro. Lui vuole già sposarla, lei fa la ritrosa.

Però, caro Tommy Lee, tu la fai facile. Non conosci le nostre usanze, le nostre tradizioni. Per dirti: in Valle Argentina, quando uno straniero si “prendeva” una donna locale, doveva pagare qualcosa. Si chiamava “spaudu”. Di solito era una cena offerta a tutti i maschi pari età (di lei). In questo caso, visto che si tratta dell’intero ponente ligure, i numeri crescono.
Decidi tu, caro Tommy: Grand Hotel Londra o Zeffirino?

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11 commenti

Archiviato in Cronache del Sol Ponente

11 risposte a “Habemus Noemi!

  1. gianni

    Un post che merita un monumento. Soprattutto sul passaggio dei kleenex e delle Renault Williams.

    Chissà cosa direbbero mamma e papà sulla passata attività cinematografica del futuro genero con l’ex consorte bagnina?….

  2. Anonimo

    punto uno, se hai letto bene il secolo con le sue dichiarazioni, la loro storia continua da ben 3 anni
    punto due le groupies son ben un’altra cosa, non facciamo confusione
    punto tre cosa c’è di male se sta povera ragazza è stata corteggiata da tommy lee? anzi lei le ha pure detto di no… la ragazza parla chiaro e non ha sogni da velina.
    Occhio a non fare troppa confusione

  3. ciao, io a sta Lolita la conosco…. e pure bene!
    sono veramente allibita dall’ironia di pessimo gusto di questo post…..
    ma dimmi dimmi…….tu sei il camionista che si è comprato il calendario sexy di Samantah/Alessia/Cristina per appenderselo sul mezzo?? ahahahaaah…
    pensa che con un calendario guadagnano come te in uno o 2 anni! ahahahaaaah….
    ma veramente…. piango dal ridere pensando alla tua faccia rossa d’invidia. la gnocca del tuo quartiere ci avrà la cellulite e le chiappe flacidi, ma si chiama Noemi…… nei tuoi sogni!
    sogna bello sogna bello!!

  4. giarevel

    Cara Simona, Caro Anonimo,
    mi fa piacere abbiate espresso la vostra opinione.
    Ma se leggete bene il post e i giornali del giorno d’oggi, capirete che il problema è proprio nella vostra risposta, in particolare in quella di Simona: sono sicuro che un giorno la tua amica guadagnerà come Samanta/Alessia & C. molto più di quello che, povero me, guadagno io, in 3 o 4 anni. Ma ciò che scambi per invidia è soltanto una diversa scala di valori.
    Da parte mia, avrei preferito sapere che si fosse distinta per tutt’altre qualità, che so, una scoperta scientifica, un riconoscimento artistico o culturale. Così facendo non si fa altro che alimentare il modello che privilegia il contenente anzichè il contenuto. Il modello Noemi, appunto.
    Se Chiara avesse la cellulite e chiappe flaccide, ma suonasse al piano Rachmaninov magari non sarebbe sui giornali come la gnocca che fa perdere la testa a Tommy Lee (non è detto) ma io ne sarei più felice. E non ho nemmeno nulla contro il fatto che ora lei sia famosa. Come diceva Warhol: ognuno ha diritto al suo quarto d’ora di celebrità.
    Per il resto penso non ci sia nulla di male a esprimere la propria opinione, per ironica che sia, quando ormai tutto è uscito sui “tabloid” e su un certo tipo di informazione spazzatura.

  5. gianni

    ‘Azz Giacomo…. ti sei macchiato di reato di lesa velina.

  6. Ma pensa te!!

    Mamma mia era tanto tempo che non leggevo così tanti luoghi comuni tutti insieme…Quanto spreco di fiato per uno stile di vita che dici di non condividere…Complimenti per la fantasia da romanziere che le ha consentito di sviluppare in poche righe la vita di una persona mai vista e conosciuta..E visto che siamo nella fiera dei clichè dei luoghi comuni concludo anche io con uno stereotipo pensando che forse dietro chi ha scritto questo post ci sia una sorta di Sora Lella un po invidiosetta…

  7. giarevel

    Macchè, ce ne fossero ancora come ‘a Sora Lella!
    Un po’ di rispetto per favore.
    Ah, per chi non la conoscesse bene, era la sorella del grande Aldo Fabrizi (http://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Fabrizi)
    W ‘a Sora Lella, abbasso Noemi!

  8. ma pensa te!!

    Mi unisco al coro di W a Sora Lella ma per favore non faccia il professorino che io a differenza di altri non parlo di cose che non so…comunque e finiamola qui con classe, non posso esimermi dal concludere dicendo: ma ci sarà mai qualche riflessione blandamente originale…?

  9. gianni

    Non vedo l’ora di leggere un post blandamente originale da “ma pensa te!!”. Sempre che esca dall’anonimato e ci racconti delle sfaccettature di una vita che cerca un perché riflettendo la luce di astri decadenti; che ci dimostri che hanno ragione tutti i bollettini locali a ritenersi ombelico del mondo in virtù di questo e dedicare tanto spazio ad una storia tanto insulsa.

    Soprattutto non vedo l’ora che tanta indignazione sia investita anche per altri casi di umanità calpestata che giarevel non manca e mai ha mancato di stigmatizzare.

  10. giarevel

    Cara/o Ma pensa te, ti prego di considerare questo post come un monito per la bella Chiara. Se non ci fosse qualcuno a metterla in guardia dal paese dei balocchi in cui sta per gettarsi, sarebbe peggio. Io sì, non la conosco e le auguro una lunga e brillante carriera. Ma tutta questa storia rischia di diventare, hai ragione, un luogo comune già visto troppe volte ultimamente. Come già detto preferirei si distinguesse per altro, ma a ognuno le sue qualità. Dipende solo dalla scala di valori. In ogni caso il sonno indotto della televisione ha già creato troppi mostri. Vorrei ricordare, senza passare per professore o moralista, che esiste un’altra vita oltre a quella nello schermo.

  11. Francesco

    Grande Giacomo!!
    Post scritto benissimo e …purtroppo ci si può immedesimare nei compagni di classe…

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