Welcome Mr Connett

A Sanremo tutto è pronto. Giovedì 24 settembre alle 21, alla F.O.S. la Federazione Operaia di Sanremo, arriverà Mr. Paul Connett.

E’ tutto pronto: quelli di Sanremo Sostenibile hanno tirato il pavimento a lucido come nelle migliori occasioni; luci, proiettore, microfoni, perfetti. Volantini e manifesti in giro per la città informano la popolazione da giorni sull’evento. C’è attesa, insomma.

Sì, ma, attesa per cosa? Per chi? Chi è sto Paul Connett?
No, non è uno stilista hipster newyorkese. Nè un coreografo di Amici o un folk singer scozzese. Tantomeno un pilota di Formula 1. Sì, lo so, se così fosse, sarebbe tutto più facile, a Sanremo siamo abituati bene, meglio scriverlo sottovoce che Paul Connett è “professore emerito di chimica ambientale presso la St. Lawrence University di Canton, New York”, perchè, altrimenti, metà dei destinatari cui il flyer può essere giunto tra le mani può intimidirsi e decidere di rintanarsi in casa a vedere Don Matteo e Porta a Porta.

Per definire Mr. Paul Connett si può usare la parola antipatica ma efficace di cui oggi si abusa quando si vuole descrivere qualcuno che, nel suo settore, siano le bocce o la briscola, la sa davvero lunga: “guru”.
Paul Connett è il guru della gestione ecologica e sostenibile dei rifiuti. La sua “Zero Waste Strategy”, Strategia Rifiuti Zero, sta facendo il giro del mondo e, come tutte le cose semplici e geniali, solleva spesso la domanda tipica : ” Ma perchè nessuno c’ha mai pensato prima?”

Paul Connett ha passato gli ultimi 20 anni della sua vita a studiare la gestione dei rifiuti e i rischi derivanti dall’incenerimento, cercando e trovando una valida alternativa alla combistustione dei rifiuti.
Semplice il ragionamento di Mr. Connett: perchè bruciare, incenerire o accumulare in enormi discariche le materie prime quando si potrebbe riutilizzarle, riusarle, riciclarle?

L’incenerimento non è affatto sostenibile.
Anche se la tecnologia riuscisse un giorno a realizzare il migliore degli inceneritori possibili, esente cioè da diossine, polveri sottili, SOx, NOx, CO, HCl, HF e furani, tutto ciò, insomma, che fuorisce dagli attuali fumaioli (da quello di Acerra a quelli iperpubblicizzati della padania a quelli tedeschi e pure a Montecarlo) si tratterebbe sempre e comunque di una macchina costosa e inutile, perché non ha senso spendere così tante risorse finanziarie per distruggerne altre che invece dovremmo condividere con le generazioni future.

Altra cosa poi è la ristrutturazione dei consumi: non abbiamo spesso un altro pianerottolo su cui trasferirci, figuriamoci un pianeta. Occorre abbandonare la filosofia dell’usa e getta, perchè compromette le nostre risorse. Per risolvere la questione “rifiuti” non dobbiamo cercare modi per nasconderli o eliminarli ma la vera sfida del 21 secolo sarà smettere di produrli.

Ora, sono argomenti questi, che sembrano assurdi, dalle nostre parti. Meglio parlare di Yatch e porticciuoli, o, al limite del decolléte della Clerici.

Per questo in un certo senso vorrei che Mr. Connett venisse qui a farci il pelo e il contropelo, perchè appena gli spiegheranno come siamo messi (provincia commissariata dalla Regione, con due discariche al collasso gestite in palese violazione delle leggi regionali e comunitarie da una lobby collegata con i poteri forti locali, nessun piano rifiuti ancora approvato ma solo una bozza di un ipotetico impianto di separazione) certo si metterà le mani nei capelli, lui che in 20 anni ne ha girati di luoghi, di platee, di microfoni e di province.

E vorrei che i nostri amministratori, dall’emerito presidente Giuliano all’arciemerito Assessore all’Ambiente Bellotti, al timido commissario Romano e i sindaci tutti, fossero presenti, ad una manifestazione organizzata dai cittadini risparmiando loro lo sforzo di informarsi, preferendola, almeno stavolta, alle kermesse che frequentano di solito in cui vanno a lisciarsi il pelo a vicenda.

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5 commenti

Archiviato in Cose Nostre, Cronache del Sol Ponente

5 risposte a “Welcome Mr Connett

  1. Purtroppo non potrò esserci, e mi dispiace perché mi sembra un incontro interessante. Mi sa che dei politici citati nemmeno l’ombra. Di queste cose non gliene frega una mazza.

  2. giarevel

    Già, la strategia ormai è chiara: non muovere un dito fino all’emergenza e poi incolparsi a vicenda e scegliere la soluzione più costosa per noi e conveniente per loro e chi li manovra. Altro che Zero Waste Strategy, la loro è una Full Waste Strategy.

  3. Francesco

    Se fosse stato un venerdì o un sabato avrei senz’aòtro partecipato.
    Un appunto. Con i termovalorizzatori si recupera comunque qualcosa, l’energia. L’energia prodotta si misura in TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). La strategia “rifiuti zero” difatti si colloca all’interno di una strategia che prevede anche meno energia (oramai nota la triste realtà che si produce ad esempio un prodotto in Germania, lo si immagazzina in Repubblica Ceca e poi lo si vende in Italia…).

  4. Per chi non potrà esserci e non lo conosce ecco un video ( http://www.youtube.com/watch?v=BwfcxWVaKNI) per farsi un’idea!
    Una conferenza interessante!
    Ciao Francesco

  5. Pingback: Un grande balzo per un uomo un piccolo passo per la civiltà « Baroni Rampanti

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