Mille di questi Millo

La notizia è di quelle che, sui giornali, finiscono nei trafiletti, nelle colonnine della cronaca locale, apparentemente innocue rispetto ai grandi lenzuoloni a metà pagina (in questi giorni dedicati al sontuoso raduno dei Motoryatch d’epoca). Ma sono quelle che fanno più male.

Se n’è andato Lodovico Luigi Millo, storico partigiano sanremese, memoria storica della Resistenza sulle Alpi Marittime, compagno del “Lupo rosso” del “Sentiero dei nidi di ragno”. Aveva 88 anni.

Non so, ma ogni volta che leggo sul giornale o vengo a sapere della morte di un partigiano, mi sento molto più povero, come cittadino e come raccoglitore di storie.
Nel primo caso, perchè se ne va qualcuno che ha combattuto per donarmi la pace e la giustizia. A me che sarei nato 30 anni dopo, a me, a noi che neppure, forse,  ci saremmo mai conosciuti.
E poi, c’è la qualità dell’uomo come fondaco, magazzino, archivio, arsenale della memoria: e il partigiano Millo lo era.

Non per nulla quando, il giorno della Liberazione i partigiani occuparono la tipografia Gandolfi in via Roma e, con i caratteri ancora freschi de L’Eco della Riviera – house organ del regime a Sanremo – decisero di stampare “La voce della democrazia”, organo ufficiale del Comitato di liberazione nazionale, fu proprio a Millo che il CLN decise di affidare il giornale (e lui subito chiamò Italo Calvino a scrivere).

Le storie di Millo erano prive della retorica che tanto male ha fatto alla Resistenza negli ultimi anni e anche dell’edulcorata (seppur comprensibile) memoria delle imprese compiute in gioventù. Quella non è stata una gioventù “normale”, trascorsa tra i dischi, lo sport, i weekend; di fronte c’era un mostro nero, gente con il teschio sul cappello o due “s” sul bavero, lottare era sopravvivere, come in un videogame, in un gioco di ruolo, un angoscioso reality così vicino, così lontano.

Ed è singolare che le esequie di Millo, si siano svolte in concomitanza con il primo giorno di scuola. Se tutto fosse diverso, se la scuola non fosse ormai un parcheggio dell’educazione, se non fossimo ormai “turisti della democrazia” (la più bella frase mai detta dall’attuale Egoarca, il nostro Sorridente del Consiglio), ieri mattina alle 10.30 la chiesa di San Rocco avrebbe dovuto essere gremita di studenti.

Al partigiano Millo mio fratello Franco  aveva fatto una bella intervista qualche anno fa. La trovate su ZemiaFilm.
Ciao Millo, fischia il vento.

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5 commenti

Archiviato in Cronache del Sol Ponente

5 risposte a “Mille di questi Millo

  1. pia

    … e speriamo che urli presto la bufera.
    Padri storici a cui va tutto il nostro rispetto, dato che almeno di quello ne siamo ancora capaci.

  2. Pingback: Saluto al partigiano Millo « ZEMIAFILM

  3. Cristina

    Per rendere onore ad un vecchio partigiano non c’è altro modo che continuare la sua lotta per difendere la giustizia e la libertà, quella vera, non la “libertà” DALLO Stato, predicata dal piduista e amico di mafiosi, presidente del Consiglio.
    La prima cosa da fare è partecipare alla manifestazione per la libertà d’informazione che si terrà a Roma e in altre città sabato 19; la seconda andare a Roma il 26 settembre, alla manifestazione organizzata da Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) per sapere che fine ha fatto l’agenda rossa del giudice ucciso ed esprimere solidarietà ai giudici di Caltanissetta, Palermo, Firenze e Milano che stanno scoprendo che i mandanti delle stragi del ’92 /93 sono altissimi esponenti delle istituzioni che “scendendo in campo” dopo accordi con la mafia, hanno dato inizio a questa disgraziata seconda Repubblica.
    La democrazia è cosa fragilissima, la Resistenza deve continuare!

  4. nicola

    Hey, dalla Francia ieri é sembrato veramente il Berlusconi day!! A Marsiglia ho la “fortuna” di captare tutte le Rai in TV, ed ho capito dopo un po’ che la direttissima del nostro cavaliere in abruzzo su Rai 1 é stata la ragione dell’assenza di Ballaro’ su Rai3. Le immagini delle chiavi donate ai terremotati, l’abbraccio a quel povero cristo prima di entrare nel suo nuovo paradiso che il governo gli ha donato… sequenze incredibili!!! Dalla battaglia del grano del Duce ad un cavaliere che si trsaforma in San Pietro… Quali altri miracoli italiani dobbiamo attenderci??!!
    Poi i panegirici sulla crisi che non c’é… Riguardatevi le sequenze di ieri sera, e poi chiedete un po’ a Franco fratello di Gacomo perché quest’anno un certo festival del documentario che si dovrebbe tenere in Italia sotto il patrocinio della Rai in collaborazione con France3 Méditerranée é stato infine dirottato su Marsiglia… la crisi, la sua negazione o la sua invocazione, é buona in ogni caso quando fa comodo… quando diremo basta a certe manifestazioni del potere? Lo spirito della resistenza é un monito contro l’oblio, per restare vigilanti in questa specie di circo di cui noi siamo ormai i semplici spettatori.

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