Addio, lavoro nero

Niente più lavoro nero nel Ponente Ligure. Lo si legge oggi sul giornale, lo dice la TV. Che bello, era ora, dirà qualcuno. Ma la notizia rischia di essere fuorviante. Perché, purtroppo, non sarà la piaga del lavoro “nero” a scomparire dalla Riviera. Quella, anzi, con il perdurare della crisi e un certo lassismo nei controlli, durerà ancora a lungo, nell’edilizia, nel sociale, nella floricultura.
Per trovare il lavoro nero che scomparirà bisogna abbandonare le spiagge e le seconde case, superare il ponte dell’A 10 che divide in due la valle Argentina, salire fino alle pendici del Saccarello.
Le principali aziende d’estrazione di ardesia della Valle Argentina hanno annunciato che chiuderanno a breve. Si capisce che di lavoro vero si tratta, lavoro che di nero ha solo il colore della materia prima, l’ardesia.

Lassù, tra Realdo e Verdeggia, hanno sempre usato la pietra nera. Le “ciappe” le usano da anni per coprire i tetti, per fare scalini, tavoli, altari, per cuocere tome e salsiccie. C’erano delle persone che s’erano specializzate ad estrarla e a lavorarla: i ciapinée. Conoscevano la montagna, la sfogliavano come un libro e ne estraevano il necessario, senza impoverirne le “vene”. E’ solo con gli anni ‘’60-‘70 che è arrivata la dinamite. Lo sfruttamento intensivo delle cave ha cominciato a far tremare i monti. I camion carichi di pietra a percorrere la statale 548 diretti in val Fontanabuona. Le acque di lavaggio dei cantieri, riversate nel torrente, scartavetravano via ogni forma di vita durante le alluvioni. L’acqua arrivava a Taggia blu, schiumosa come il dixan. Le falde che inevitabilmente incrociavano gli scavi venivano chiuse con la calce.
Pochi o nessuno dei ciapinée realdesi vennero assunti a lavorare nelle cave. L’alta valle andava spopolandosi, la gente preferiva scendere in Riviera e lavorare nei fiori, o nei cantieri. Spaccarsi per spaccarsi la schiena, tanto valeva farlo al mare. Gli operai spesso arrivavano da Genova. E la “ciapa” cambiò nome, divenne “lavagna”.

Per anni s’è scavato sotto il Redentore. Da una parte si tirava fuori la pietra più grezza, buona per l’edilizia. Dall’altra, nell’Ubagu du sprit, un buco che la neve d’inverno trasformava in un inferno di ghiaccio, quella preziosa e liscia, destinata ai tavoli da biliardo, da esportare in America. Dicono che pure il biliardo di Paul Newman e Tom Cruise ne “Il colore dei soldi” fosse fatto con l’ardesia di Realdo.

Ora, come altrove, è arrivata la crisi. Brasile, Cina, offrono ardesia di buona qualità a prezzi minori. Funziona così per tutto. Per la gomma, per le lavatrici, le automobili. E anche per l’ardesia. E’ il mercato, baby.

E’ strano come in alta valle Argentina si possano trovare date esatte per la fine delle attività umane. E’ successo per la pastorizia: i vecchi di Realdo conoscono il giorno esatto in cui l’ultima pecora è andata in bandìa. Adesso succede anche per l’ardesia.

Però, non tutti i momenti di crisi arrivano per nuocere. L’ardesia in Valle Argentina, se rappresentava una fonte di reddito per molti, non era certamente esente da problemi di sostenibilità. Se le cave chiuderanno davvero, oltre ai problemi legati alla perdita dei posti di lavoro e ad un’alternativa al sistema economico-sociale che avevano creato, occorrerà reintegrarle con l’ambiente, riducendo il più possibile l’impatto che per anni hanno avuto, senza perdere le competenze legate all’artigianato e le maestranze.

Tutto passa per il rilancio dell’entroterra. Il neonato Parco Regionale delle Alpi Liguri può essere la giusta alternativa. Un ecomuseo? Un percorso di recupero sul modello delle Miniere di Gambatesa in Val Graveglia? (http://www.minieragambatesa.it/)? La scommessa è aperta.
Mai come oggi il futuro dell’alta valle Argentina è stato incerto. Per fortuna, forse, non sarà più “nero”.

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1 Commento

Archiviato in Centroterra

Una risposta a “Addio, lavoro nero

  1. pia

    Quante cose su Realdo… Una di queste domeniche ci vado.
    Capitalismo fa pendent con sfruttamento, che è una parola che io bandirei dal vocabolario. Che tristezza.

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