Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice, ed è quella sbagliata

“Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice, ed è quella sbagliata”
Umberto Eco, Il pendolo di Foucault

Venerdì sera, durante la conferenza “Imperia, rifiuti: da Emergenza a opportunità” che, come Rete dei Cittadini per l’Ambiente abbiamo organizzato per introdurre – quantomeno – il discorso di una gestione dei rifiuti più intelligente (sarebbe troppo dire “sostenibile”?) in provincia di Imperia, questa frase mi circolava in mente. Un po’ ossimorica, un po’ enigmistica, oulipiana, com’è nello stile di Eco, è, in effetti, una vera verità.

Di per sé, la questione dei rifiuti non è un problema complesso: i rifiuti non esistono, basterebbe non produrli, e quelli che proprio vogliamo produrre, se proprio non ne riusciamo a fare a meno – perché è il nostro stile di vita a imporcelo o perché, sostanzialmente, “è bello” disfarsi di ciò che non serve più – basterebbe solo raccoglierli, riusarli, riciclarli.
Invece su questo problema, con cui l’uomo e la natura sono costretti a convivere da migliaia di anni (ma ci viene il sospetto sia diventato un vero problema solo negli ultimi 60), riusciamo ad arrovellarci incredibilmente, a complicarlo in maniera assurda tanto da allontanarci molto dalla sua soluzione.
Così, Eco non me ne voglia, nel nostro caso si potrebbero rivoltare i termini della sua frase:
“Per ogni problema semplice esiste una soluzione complessa, ed è quella giusta”.

I relatori della conferenza sono tutti molto precisi, in poco il quadro di ciò che sta accadendo e ciò che andrebbe fatto è definito: la provincia di Imperia, con attualmente una discarica sola in attività – per di più già stracolma e più volte chiusa per inadempienze varie – si sta avviando velocemente verso l’emergenza rifiuti. Quando si parla di emergenza significa letteralmente che tra poco non si saprà più dove mettere in rifiuti ed essi si accumuleranno vicino ai cassonetti per giorni, settimane, mesi, i sintomi li conosciamo bene, sono quelli di Napoli e Palermo più di recente.

Qualcuno, un commissario, in una oscura stanza dei bottoni, sta scrivendo il romanzo del nostro futuro. La trama è tuttora ignota: ancora discariche, incenerimento o “digestione anaerobica”, raccolta differenziata e riciclo, o un misto di tutto questo.
Il sindaco di Taggia Genduso e l’Assessore Lombardi, che, ahiloro, hanno dovuto farsi una cultura partendo da zero sui sistemi di raccolta differenziata perchè il Comune di Taggia dovrà ospitare l’impianto di trattamento, sostengono che la soluzione sia, appunto, la RD porta/porta + l’impianto di separazione secco/umido di Colli + il digestore anaerobico + la discarica di servizio. Una soluzione complessa.

Rete Cittadini per l’Ambiente, ha proposto, attraverso l’esperienza del comune di Ponte nelle Alpi brillantemente illustrata dalla dott.ssa Giorgiana Palman e l’apporto di un’imprenditrice dei “Materiali Post Consumo”, la signora Carla Poli del Centro di Riciclo di Vedelago, con il contributo della signora Stramigioli di Rete Rifiuti Zero, qualcosa di diverso.
Il comune di Ponte nelle Alpi è passato dal 23% all’80% di raccolta differenziata nel giro di 6 mesi riducendo notevolmente le spese di gestione e raccolta dei rifiuti. Il centro riciclo di Vedelago separa i materiali riciclabili e il resto lo utilizza per produrre un materiale utile per l’edilizia. Il compostaggio della frazione umida potrebbe produrre ottimo fertilizzante da impiegare nella nostra floricoltura. Dunque: RD porta/porta + compostaggio (domestico e non) + impianto di trattamento a freddo e riciclo. Una soluzione semplice.

Osserviamo ora i risultati della nostre due equazioni:
Equazione comune Taggia: RD porta/porta + l’impianto di separazione secco/umido di Colli + il digestore anaerobico + la discarica di servizio = produzione di ecoballe e CDR (Combustibile da Rifiuti), RD di minor qualità (perché il CDR abbia valore sul mercato deve contenere plastiche e carta), produzione di biogas e di Co2 da rifiuti, una ennesima discarica nella nostra provincia, flusso di camion, traffico, inquinamento.
Equazione Rete Cittadini per l’Ambiente: RD porta/porta + compostaggio (domestico e non) + impianto di trattamento a freddo e riciclo tipo Vedelago = RD di ottima qualità, niente CDR, niente biogas e CO2, produzione di compost/concime per la floricoltura, nessuna discarica da realizzare. Meno traffico, meno inquinamento.
Non è poi difficile capire quale sia la soluzione giusta.

Il problema è che a complicare lo scenario ci sono cose che non hanno nulla a che vedere con la fermentazione anaerobica o la separazione dei polimeri.
Un processo decisionale è qualcosa che non si può ridurre alla scelta della ‘migliore’ fra le alternative in un insieme in qualche modo predefinito. Si tratta di un processo che ha due elementi principali: apprendimento e partecipazione. Spesso è il processo decisionale in se stesso che produce risultati positivi al di là delle decisioni alle quali porta; questo per la sua caratteristica di essere un processo di apprendimento che in qualche modo cambia gli attori stessi in esso coinvolti.

Ma se questo processo avviene in un ambiente in cui ci sono interessi che hanno già deciso tutto, allora le sue premesse sono destinate a cadere e non avverrà né l’apprendimento, né la partecipazione. Questo è tipico dei regimi, delle dittature.
Sono le parole dell’assessore all’ambiente della Regione Liguria Zunino a chiarire le cose: “tenete conto che in questa zona ci sono poteri che punteranno all’emergenza nel 2010 per risolvere le scelte verso l’incenerimento. La soluzione potrebbe essere addirittura un inceneritore nella centrale di Vado a Savona.”

La soluzione più semplice. E, ancora una volta, quella più sbagliata.

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2 commenti

Archiviato in Cose Nostre, Cronache del Sol Ponente

2 risposte a “Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice, ed è quella sbagliata

  1. Pingback: Un grande balzo per un uomo un piccolo passo per la civiltà « Baroni Rampanti

  2. giulia

    devo studiare cazzzzzzzo

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