Nimby e Pimby

Tempo fa avevamo raccontato della visita dell’incredibile Mr Nimby in quel di Taggia. Fu in occasione di un concitato consiglio comunale.

Ma ora sappiamo che un altro grande personaggio sta per arrivare dalle nostre parti. Forse è già qui tra di noi, e non ce ne siamo ancora accorti. E’ il curioso Mr. Pimby.
Non si tratta di un supereroe. Non è uno di quelli che arrivano e ti risolvono la situazione come Supeman o Spider Man. Né un bamboccione carismatico come Batman. E’ timido, un po’ pigro, si muove lentamente e ha bisogno di un certo sostegno da parte di tutti, perché è pure permaloso. Insomma, si fa un po’ pregare.

Effettivamente però, il curioso Mr. Pimby è l’acerrimo nemico dell’incredibile Mr. Nimby. Sono l’esatto opposto. Mentre uno arriva saltando colline, città, frontiere, l’altro bisogna pregarlo, invocarlo, a volte implorarlo. Mentre uno s’impossessa di un sindaco o un assessore e lo trasforma in un mostro verde pronto a strapparsi i vestiti di dosso per la causa (e per non perdere voti), l’altro s’informa, legge i giornali, naviga su Internet, gira nei bar, nei negozi, si riunisce, prende parola negli incontri pubblici, si fa un’opinione dei fatti.

Si dice anche che i due siano fratelli, anzi, fratellastri. Sarebbero nati entrambi nello stesso cortile, nello stesso “backyard”. Ma poi qualche forza ostile li ha separati e adesso dove sta uno non può stare l’altro.
E mentre il primo ribadisce un secco NO a qualsiasi progetto, il secondo ragiona anche sulle opportunità che da esso possono scaturire e se questo progetto ha solo lati negativi come denuncia il fratello, oppure in esso ci sia qualcosa di buono. Insomma, non basta dire “Not in my backyard”, troppo facile, bisogna proporre alternative, sentire tutte le parti in causa, evitare di cavalcare l’onda emotiva che spesso produce le soluzioni peggiori per molti e le più comode per i soliti pochi. Solo allora si potrà decidere, ma alle proprie condizioni: “Probably In My Backyard”, è il suo sussurro di battaglia.

Purtroppo, non accade quasi mai che il curioso Mr. Pimby arrivi prima del fratellastro. L’altro lo anticipa sempre, e dove arriva fa disastri, calpesta le idee, disarma le coscienze.
Ma il bello è che tutti possono diventare Pimby, un giorno. Accade sempre più spesso: la gente si sveglia la mattina, si guarda nello specchio e scopre di pensarla diversamente da come racconta la TV o dichiara il politico di turno e di volerne sapere di più su quella “discarica” che vogliono fare vicino casa, oppure s’accorge semplicemente che un sistema nuovo nella gestione dei rifiuti, dell’acqua, del territorio può convenire a tutti, anche economicamente.
Quando succede i Pimby si riuniscono e bussano alla porta di sindaci, presidenti, amministratori. Bussano così forte che l’incredibile Nimby, per timore di incontrare il fratello, se la svigna prima che lo facciano entrare.

La logica Pimby esiste davvero. E’ qualcosa che, attraverso la condivisione delle idee e i media usati come strumenti di partecipazione e non come sordi altoparlanti, può arrivare a sostenere le amministrazioni impegnate in decisioni di qualità. C’è pure un premio, assegnato ogni anno ai percorsi e modelli di governance più innovativi promossi dalle amministrazioni sul proprio territorio.
Ci stiamo provando con la neonata Rete dei Cittadini per l’Ambiente, un gruppo di comitati e associazioni che ha superato la logica del no a tutti i costi, per quella “forse, ma a quali vantaggi”.
Venerdì 12 giugno ad Arma di Taggia, alla conferenza Imperia, rifiuti: da Emergenza a opportunità si parlerà della situazione rifiuti nella nostra provincia. Prima che le cose si facciano serie, è meglio trovare una soluzione tutti assieme, senza farsi prendere dalla fretta e dal furor di popolo.
Tutti i Pimby sono invitati.

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Archiviato in Cronache del Sol Ponente, ZirichilTaggia

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