Gli archeologi dell’altro ieri

I reperti si nascondono sotto le foglie di castagno, sono incastrati tra le radici dei carpini. Basta scavare un po’, con la dovuta attenzione, e subito si viene a contatto con il passato.
Siamo in Liguria, a Ponente, ma l’emozione non è però la stessa di chi scavò quaranta e più anni fa, tra le arene dei Balzi Rossi o, per non andare troppo lontano, nelle felci a Campo Marzio, tra Taggia e Badalucco.

Chi ha partecipato sabato mattina alla 1° edizione di Puliamo il mondo nel Vallone dei Morti, promossa dal Comitato pro Valle Oxentina con la collaborazione di Legambiente e dell’associazione Praugrande, nonchè la partecipazione del comune di Badalucco, non ha rinvenuto monili d’osso d’antilope o pugnali d’ossidiana. C’è voluta mezza giornata solo per tirare fuori dalla morsa del bosco copertoni usati, pentole, bottiglie, laterizi, bottiglie di plastica, scarponi e parecchie, sottolineo “parecchie” cucine economiche.

Per far affiorare l’altro ieri basta sollevare le foglie cadute lo scorso autunno. Subito appare la testimonianza di una civiltà sconociuta, che suscita nella mente dei volontari una marea di dubbi tutt’altro che scientifici: perchè mai qualcuno debba essere salito fin quassù per gettare via la propria immondizia quando ci sono cassonetti regolarmente svuotati poco più in là, a Badalucco? E chi erano, chi sono questi signori, ci chiediamo, con un piglio degno di Alberto Angela, mentre frughiamo le mani tra i loro escrementi?

Sì, perchè il bello di fare il “Rumenta Jones”, ovvero l’archeologo dell’altro ieri, come ognuno di quelli che ha partecipato all’iniziativa ha dichiarato di sentirsi, è che non si entra in contatto con un’antica civiltà scomparsa. Tutt’altro, questo popolo misterioso non si è mica estinto, magari, anzi prospera, e si nasconde tuttora tra noi. Le ragioni che ne consentono la sopravvivenza sono oscure quanto quelle che hanno provocato la sparizione dei Neanderthaliani, dei Neander-italiani.

Dai dati emersi (letteralmente), risulta che il Vallone dei morti è stato per anni la sede preferita delle loro scorribande. La comoda statale, la fitta boscaglia, l’assenza quasi completa di controlli, deterrenti, diciamo anche divieti, ha favorito il loro moltiplicarsi. Con l’andar del tempo il numero di quelli che passavano nei pressi del bivio della Madonna della Neve e buttavano giù la spazzatura è cresciuto a notevolmente, come pure, dunque, la qualità e la quantità dei detriti.

L’età degli oggetti rinvenuti è varia. In superficie sono state rivenuti lattine di coca o vasetti di yougurt poco lontani dalla data di scadenza, ma scavi più approfonditi (non senza l’uso di guanti, zappe e vanghe) hanno rinvenuto materiali databili all’incirca a metà anni ’90. Lo si deduce dalle etichette: per fortuna i prodotti della grande distribuzione le variano spesso ed è facile risalire al periodo di produzione. Ma non si esclude che in alcuni punti, nelle curve più ripide e scure, ci siano vasetti, arbanelle, piatti, flaconi di detersivi, dentifricio e tv color risalenti direttamente ai mitici anni ’80, pacchetti di patatine e big babol consumati ai tempi del Drive In.

Ritrovati anche un sacco contenente giochi per bambini e un casco asciugacapelli anni ’60 con relativa poltrona.

Se quella che abbiamo incontrato sia una civiltà superiore o inferiore non possiamo ancora affermarlo. Se saremo noi a soccombere sotto i loro rifiuti o loro a cedere al nostro buon senso è difficile dirlo.
Trattando la nostra disciplina di un passato così vicino a noi, la nostra archeologia può da un giorno all’altro trasformarsi in attualità, cronaca e infine degenerare in politica. Ma con oltre 500 kg di rifiuti annui prodotti a testa, nesuna politica di riciclo e riuso, tra poco in provincia di Imperia non solo non ci saranno più archeologi della rumenta, ma nemmeno un futuro.

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2 commenti

Archiviato in Centroterra, Cronache del Sol Ponente

2 risposte a “Gli archeologi dell’altro ieri

  1. pia

    La rumenta è un grosso problema e l’inciviltà ne aumenta la portata.
    Siamo indietro, si sa, e anche sul riciclo è lecito nutrire qualche dubbio.
    Tuttavia è anche vero che esiste una rumenta terribile che non si vede con gli occhi ed è drammatica: la radioattività… E nel frattempo il nostro glorioso ministro di Imperia porta avanti con piglio determinato il progetto delle 4 centrali nucleari.

  2. Caro Giacomo,
    mi è dispiaciuto molto non essere riuscito a partecipare alla giornata.
    Baden Powell, il fondatore dello scoutismo, raccomandava “lasciate questo mondo un po’ migliore di come lo avete trovato”, ma purtroppo i numerosi neander-italiani applicano le sue raccomandazioni solo all’interno di casa loro, infischiandosene del resto.
    Se invece che neander-italiani fossero stati degli uomini di neanderthal veri e propri, allora non si sarebbero presi la briga di infierire contro un bosco, un bene comune.

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