I nuovi mostri

Leggendo il dossier Mare Monstrum 2008 di Legambiente vengono in mente molte cose.
Il dossier viene redatto ogni anno poco prima dell’estate, raccogliendo le segnalazioni dei vari circoli sul territorio, con il contributo delle forze dell’ordine (Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di porto, Guardia di Finanza, Polizia di Stato), nonché dei magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale.
Ogni anno si assegnano le Bandiere nere a chi ha compiuto le piratate più gravi.

La prima idea è che non bisogna impegnarsi molto per commettere un abuso al mare del nostro paese. Con i suoi 8.350 Km di coste, l’Italia è praticamente un’isola se paragonata agli altri stati affacciati sul Mediterraneo. Dunque ce n’è da vendere.

Ma Mare Monstrum dice anche molto di più. Emerge soprattutto il concetto di come la società contemporanea si rapporti con la distesa d’acqua che si trova di fronte ogni giorno. Il mare sembra sempre di più l’unica area che l’uomo non riesce a conquistare e le coste sono le trincee di questa battaglia. L’Europa e l’Italia, sovrappopolate, ipersviluppate, sono fameliche, ingorde, voraci di spazio. Una necessità che pare inarrestabile. Anche quando si arriva a pagare 15 mila euro a mq per un appartamento asfittico in Riviera con magari un ritaglio di orizzonte a Sanremo. Anche quando, per la maggior parte, le case rimangono vuote durante l’inverno a spese dei cittadini residenti. Anche quando nei porti giacciono panfili, cabinati e gozzi proprietà di persone che vivono in pianura, a 200 – 300 km di distanza. Non dubitiamo che, una volta riempiti tutti gli spazi possibili, a mo’ di considerare le coste come una specie di Tetris, ci si estenderà anche sul mare. Progetti del genere sono già stati avanzati, del resto, a Montecarlo, dove il Tetris è già game over da un pezzo e il Principe, prima della crisi economica mondiale, aveva affidato a fior d’architetti il progetto della new town sull’acqua.

La nostra regione di coste ne ha quasi 280 km e di fantasia molta, dunque okkio, potremmo trovarci di fronte ad un mostro marino senza rendercene conto. Qui trovate i rapporti fino al 2008.
Legambiente sta realizzando il rapporto 2009. E’ possibile segnalare abusi o sospetti di abusi a questo indirizzo: legambiente.argentina@gmail.com

Proviamo a fare qualche esempio, limitandoci al tratto di costa tra Imperia e Ventimiglia. Così, su due piedi, mi vengono in mente:
– Il casermone davanti al porto di Aregai. Costruito dal Gruppo Cozzi Parodi, ha assunto da subito le caratteristiche del mostro ecologico. Sbancamento di una intera collina, fondamenta da piramide, metrature solenni, negli ultimi anni sembra soffrire l’inerzia della crisi e i lavori sono a rilento. Potrebbe diventare un bel dinosauro come il famoso scheletrone della Palmaria
– Nei pressi di Arma di Taggia, subito dietro il depuratore, affacciato sulla futura pista ciclabile, c’è uno scheletro di quattro piani non finito da anni che aspetta il completamento e l’abbattimento. Sarebbe opportuno verificarne la proprietà
– A Sanremo c’è da sbizzarrirsi: partendo da Portosole, fino ai piccoli mostriciattoli privati incompiuti sulle colline. E poi ci sono le serre, alcune abbandonate e pericolosamente pericolanti sull’Aurelia, stanno diventando un problema, non solo estetico.
– Il porto di Baia verde, by Gruppo Cozzi Parodi: progettato male, sta venendo su peggio, perdipiù in fretta, tanto che quest’inverno è venuta giù l’attigua strada per il mare
– L’ex mattatoio a Bordighera, risultato di una convention di interessi, un cantiere che ha sfregiato una zona di agavi e macchia mediterranea.
– A Ventimiglia, in attesa dell’ennesimo porticciolo by Gruppo Cozzi Parodi, c’è il mostriciattolo degli Scoglietti, esperimento ardito di albergo sul demanio marittimo.

Devo dire che il Gruppo Cozzi Parodi è in buona posizione per vincere la prima di tante bandiere nere.

E si potrebbe continuare. Il bello è che oggi non serve fare gli Indiana Jones per scovare queste perle nascoste: lo si può fare benissimo da casa propria con Google Earth o con un altro mezzo messo a disposizione da Regione Liguria. E’ il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (PTCP) che, attraverso una interfaccia online, permette di scaricare e stampare gratuitamente tutte le tavole del nostro territorio, 62 per ognuna delle 3 sezioni e costantemente aggiornate. Lo si trova sul sito della Regione. Potete confrontare la zonizzazione degli insediamenti e i manufatti emergenti, in modo da contrastare eventuali mostri sul nascere.

Certo, per sconfiggere i mostri ci vogliono i supereroi. Nell’attesa, però, possiamo darci da fare.

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1 Commento

Archiviato in Cronache del Sol Ponente

Una risposta a “I nuovi mostri

  1. pia

    …poi un giorno vieni a trovarmi a Vallebona e ti farò vedere dal vivo come sia diventato “Il paese del cemento”. E non è ancora finita.

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