L’incredibile Mr.Nimby

Se fosse un fumetto sarebbe certo della Marvel, una sorta di Bruce Banner che, da tranquillo impiegato, massaia o commercialista, si trasforma in un irascibile Hulk strappandosi i vestiti di dosso dalla disperazione.
Mr. Nimby salta da un paese all’altro, da una città all’altra, ovunque si voglia costruire una centrale nucleare, un inceneritore, una discarica.

Ieri Mr. Nimby ha fatto un salto a Taggia. Solo che non s’è fermato in piazza Eroi a bere un bicchiere da Calcina, s’è manifestato improvvisamente in una seduta del consiglio comunale. A trasformarsi, questa volta, a gettare via i panni dello stimato psicologo, elegante e disponibile, con un sorriso per tutti, è stato il sindaco Genduso.

La seduta era straordinaria, quindi qualcosa di incredibile doveva succedere, ma che arrivasse il nostro eroe non se l’immaginava nessuno: in ballo c’era la famosa discarica di servizio, il backyard de noantri, il luogo, insomma, in cui dovrebbe finire il materiale non riciclabile del futuro impianto che sorgerà in regione Colli proprio a Taggia.
I manuali di ingegneria ambientale e il buon senso suggeriscono di realizzare una discarica di servizio in prossimità dell’impianto di separazione. Ma al momento di realizzare il piano rifiuti, con una trovata geniale, la provincia di Imperia ha deciso di separare le cose: a Taggia l’impianto, a Badalucco, o a Ponticelli la discarica. Ora, a Badalucco, si sa, era impensabile realizzarla, se non per altro (acqua, valore ambientale e antropologico), per i costi elevatissimi. A Ponticelli nemmeno perchè l’attuale discarica è illegale e in via di chiusura. Non restava che Colli a Taggia, zona peraltro già interessata dalla discarica di Collette Ozotto (ancora attiva) e sede dell’impianto.

Il sindaco Genduso s’è mosso per mesi nella no man’s land: un passo da una parte e gli avrebbero sparato dall’opposizione; un passo dall’altra e sarebbe passato come quello che ha portato la rumenta a Taggia. Posiozine certo non invidiabile. Indeciso, s’è scavato una tana profonda da cui solo il consiglio straordinario di ieri l’ha tirato fuori. E una volta lì, messo alle strette, trovatosi davanti ad una mozione che dichiarava di non volere la discarica a Taggia (promossa da tutti i gruppi tranne che dal centro sinistra), ecco che s’è trasformato nell’incredibile Mr. Nimby, Not in my back yard, non nel mio cortile.

A livello tattico, è stata davvero una mossa azzeccata: ha certamente stordito i suoi avversari. Però stupisce anche che proprio lui, uno psicologo, si sia fatto travolgere dall’irrazionalità collettiva, dal populismo elettorale, che si sia lasciato sopraffare dal timore di perdere consensi anzichè continuare a proporre un dialogo con i cittadini e dettagli tecnici per soffocare ogni dubbio e ogni paura. Anche perchè le conseguenze possono essere assai gravi: nello stesso consiglio è stato deciso di chiudere anche la discarica di Collette Ozotto. La provincia di Imperia si avvia verso l’emergenza rifiuti. Il commissario ad acta nominato dalla regione Liguria dovrà prendere decisioni drastiche. E non è detto che si non faccia comunque tutto a Taggia.

Ma se prima era possibile intavolare una discussione su quale tipo di impianto costruire a Taggia (separatore/digestore, trattamento meccanico e altro), ora il rischio di arrivare alla produzione di CDR (combustibile da Rifiuti) e all’incenerimento è sempre più alto. Ciò va contro gli stessi interessi dell’amministrazione Genduso che ha sempre dichiarato di aver voluto l’impianto a Colli per evitare l’inceneritore.

L’incredibile Mr. Nimby sarà già saltato da un’altra parte. Ma a chi in questi mesi s’è interessato della questione rifiuti e ha cercato di dialogare con la politica per proporre una soluzione quantomeno civile, ne è rimasto quantomeno calpestato. A questo punto, il sindaco di Taggia farebbe bene a chiarirsi con i propri cittadini, a proporre una discussione pubblica su questi argomenti e anche alternative valide a dove costruire la discarica di servizio, come hanno fatto i comitati locali finora. Altrimenti prevarranno ancora una volta gli accordi sotterranei, gli interessi di palazzo, la politica del sasso lanciato e della mano nascosta.

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