Ricominciamo dal lupo

Nonne di tutto il Ponente, rallegratevi. Da oggi avete un’arma in più se i vostri nipotini fanno i capricci: è tornato il lupo.
Sì, il lupo “cattivo” che si nasconde dietro ogni porta, quello che si chiama quando i bambini s’impuntano e non vogliono la minestra, quello che li fa addormentare nelle fiabe ogni sera. La notizia è di quelle che fanno discutere: il lupo è tornato.
E stavolta speriamo davvero non se ne andrà.

Lo dicono le fonti ufficiali: “Le regioni Liguria e Piemonte hanno firmato oggi a Genova un accordo per la tutela del lupo recentemente tornato sulle Alpi e gli Appennini liguri”. E’ il resoconto di un convegno tenutosi nella sede della Regione Liguria in cui sono stati presentati i dati di un lungo monitoraggio dedicato allo studio della presenza dei lupi nella nostra regione.

Dopo essere stato sterminato nella seconda metà del ‘900, il lupo, grazie ad una serie di condizioni ambientali favorevoli, è tornato dalle nostre parti. Ma per arrivare da noi ha dovuto compiere molta strada. I lupi che attualmente frequentano le Alpi Marittime sarebbero arrivati dal centro Italia, dall’Appennino centrale, probabilmente dall’Abruzzo.

Singolare la storia di “M15” o Ligabue. Forse qualcuno se lo ricorderà: il lupo Ligabue era stato recuperato malconcio a seguito di un incidente stradale tra la via Emilia e il West, sulla tangenziale ovest di Parma (da lì, forse, il nome). Curato e ritornato in salute, era stato rimesso in libertà dopo essere stato dotato di un collare con un trasmettitore radiosatellitare.

Ligabue ha percorso più di mille chilometri spostandosi in pochi mesi dall’Emilia fino all’entroterra di Nizza in Francia, passando attraverso l’Appennino Ligure e le Alpi Marittime, per poi attraversare il versante e fermarsi in Val Pesio, dove morì, probabilmente ucciso in uno scontro con i lupi locali. E’ proprio dura la vita into the wild.

Ora l’assessore all’agricoltura del Piemonte, Mino Tarocco, e  quello all’ambiente della Liguria, Franco Zunino, hanno firmato una convenzione di collaborazione per proseguire insieme le attività di conservazione e gestione sostenibile del lupo nelle Alpi. Si sa, qualcuno non sarà affatto contento del ritorno del lupo: gli allevatori temono per le loro pecore, anche i bovini potrebbero essere attaccati. Ma si sta pensando a fornirli di adeguati strumenti di difesa e, comunque, esiste un rimborso per ogni capo abbattuto.

Al lupo! Al lupo!, dunque.
Ma possiamo stare tranquilli. A differenza delle favole, quelli veri sono timidi: pur frequentando spesso gli stessi ambienti, si tengono ben lontani dagli uomini. Sanno  benissimo quali sono gli incontri da evitare.

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2 commenti

Archiviato in Centroterra, Cronache del Sol Ponente

2 risposte a “Ricominciamo dal lupo

  1. pia

    Qualche anno fa si parlava infatti di un ripopolamento nella zona del Mercantour (o Marcantour non so come sia esattamente il termine) che si trova appunto sulle alpi Marittime a ridosso di Tenda.
    Ricominciare dal lupo vorrebbe dire fare dei tentivi per ripristinare antichi equilibri e penso che a questo mondo persone che lottano per ridare al pianeta ciò che l’uomo nella sua scelleratezza ha tolto ce ne siano parecchie.
    Insomma, questo progresso alla fin fine lo si può paragonare ad un terremoto che ha prodotto una bella distruzione. Soltanto che dopo un terremoto la necessità impone di ricostruire immediatamente; mentre per quel che ci riguarda svegliare le coscienze alla necessità non è cosa da poco.
    I politici hanno in questo senso una responasabilità immensa.

  2. Sì, ma quello del Mercantour non era un ripopolamento (questo termine potrebbe far pensare che il lupo sia stato “importato”), bensì un vero e proprio ritorno. Il lupo è arrivato da solo, nel suo percorso dal centro Italia fino alla Germania.
    Per chi fosse interessato ci sono due belle relazioni di Nicola Farina e Patrizia Gavagnin su http://biodiversita.provincia.imperia.it/site/9432/default.aspx

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