Alto gradimento, bassa fedeltà

Mi immagino la scena
– Toc! toc!
E’ un freddo giorno d’inverno. Ad Argallo, d’inverno, anche le case battono i denti. Però quando bussano alla porta, i locali sono gentili e vanno sempre ad aprire.
– Toc! toc!
– Chi u l’ è?, una voce timida risponde. Non si sa mai ad aprire, ci sono ancora i briganti in giro. La Valle è coperta dal ghiaccio. E’ bastata una nevicata per bloccare la strada. Nessuno è venuto con spazzaneve o spargisale. Eppure qui si pagano le tasse come giù.
– Buongiorno! Siamo del Sole 24 ore, stiamo facendo un sondaggio.
– Sciu me dighe bonomu, la vecchina apre la porta. Un vento gelido la fa rabbrividire.
– Non le ruberò molto tempo signora. Lei che ne pensa del Presidente della Provincia? E’ un brav’uomo vero?
La signora non sa. Fa troppo freddo per rispondere.
– Allora, è un brav’uomo o no?
– Beh, non saprei…, sì, spero di sì.

Così devono aver fatto quelli di IPR Marketing nella loro ricerca per valutare il gradimento degli abitanti della Provincia di Imperia per i politici che li rappresentano, in particolare per il Presidente, Gianni Giuliano.
Troppo facile, troppo scontato bussare ai salotti bene di Imperia e di Sanremo, nelle delegazioni massoniche di Bordighera e Ospedaletti, nelle enclave ipercattoconservatrici di Taggia. Un vero sondaggista affronta le intemperie, s’arrampica sui sentieri del Grai, si tuffa nelle selve dell’Oxentina e nuota per i canali ghiacciati del Roja. Se ci fosse un eremita residente a Monte Faudo, puoi star sicuro che quelli dell’IPR lo raggiungerebbero. E registrerebbero il suo parere: una dichiarazione d’amore per il presidente, un sentito, profondo, accorato grazie per quello che fa.

Più difficile andare a beccare i ponentini infami che se ne sono andati perchè in provincia di Imperia non c’è lavoro, perchè non te ne danno se non conosci qualcuno di importante, perchè i fiori ormai non tirano più e tra un po’ te li tireranno dietro. Più difficile ancora acchiappare i traditori che dicono no, la provincia ha sbagliato e spiegare perchè e dove.

Non stupiscono quindi i risultati: “un vero exploit Gianni Giuliano, presidente dell’ente provinciale” scrive Il Secolo XIX “Gianni Giuliano ottiene, secondo il sondaggio dell’Ipr, un consenso del 62,4%. Risultato ottimo, che lo pone al 14esimo posto assoluto (su 101 province) e persino in crescita rispetto al pur notevole risultato elettorale del 2006 (60,5%).”

Non c’è che dire. Chapeau, monsieur le president.
Sei a capo di una provincia lontana dell’impero, isolata nei trasporti, con le autostrade più care del Nord Italia, assogettata alle speculazioni dei cementieri. Con una rete di scambi tra politica e servizi tanto stretta da fare invidia ai Casalesi.
Un’amministrazione che bussa alla porta non per raccogliere e differenziare la spazzatura ma per inventare sondaggi ipocriti e vergognosi.

Potete dire la vostra commentando l’articolo de Il Secolo XIX.

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4 commenti

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4 risposte a “Alto gradimento, bassa fedeltà

  1. pia

    Hai detto tutto te.
    Da alcuni anni, ciò che mi sorprende di più, un pò anche sulla mia pelle, è una sorta di omertà nei confronti di chi governa localmente, che è inversamente proporzionale al tipico “mugugno” ligure: almeno, mugugnando si diceva qualcosa, adesso tutti zitti…
    La Valle Argentina, però, è patria di persone irriducibili: bravi!

  2. gianni

    Bravo,

    sei riuscito a sintetizzare i mali di questa provincia (anzi: il Male).
    Un mix di protezionismo alla scalata sociale che costringono tutti coloro che vogliono sopravvivere alla genuflessione verso il potente con un ferreo controllo di tutto il sistema informativo.
    Ricordo che anche il sindaco Sappa era in cima alle classifiche di gradimento: ed ho detto tutto.
    Un giorno bisognerebbe analizzare la tecnica di infiltrazione in tutte le forze politiche messa in atto dalle varie logge massoniche…

    ciao

    Gianni

  3. Dove è andato a finire il nostro antico orgoglio?

  4. giarevel

    Già, qui ci vuole un’archeologia, per l’orgoglio.
    Nelle valli interne, nei paesini, ne puoi trovare ancora, ma l’entroterra è un serbatoio di valori a cui la costa non riesce proprio ad attingere.

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