Logge o procure?

Invitare qualcuno a casa propria è sempre lecito. Nessuno dovrebbe obiettare su chi ospitiamo. In tempo di guerra i nostri nonni ospitavano i partigiani, anche se c’era chi li chiamava “banditi”.
L’ospite, in fondo ci rappresenta, è una controfigura di noi stessi. E’ un po’ ciò che siamo o vorremmo essere, per questo lo accogliamo in casa nostra.
Le differenze tra noi, dunque, stanno spesso nelle persone che ospitiamo.

Di questo, si possono fare molti esempi. Uno tra i più manifesti è ciò che in questi giorni sta accadendo nel Ponente Ligure.
Da settimane si vocifera, si scrive, si proclama, ci si schiera pro o contro l’annunciata visita/partecipazione del “Venerabile” Maestro della loggia massonica segreta P2 Licio Gelli, ai Martedì Letterari di Sanremo.
Non passa giorno che su giornali e media locali non si legga la presa di posizione di un esponente politico, la reazione di un altro, la dichiarazione di qualche assessore.

Ma Gelli non è il solo visitatore del Ponente. A Terzorio, centro vicinissimo (nemmeno 15 km di distanza, ma, per certi aspetti, lontano anni luce), ieri è stata conferita la cittadinanza onoraria al procuratore Giancarlo Caselli, magistrato noto a tutti per il suo impegno nella procura di Palermo contro la mafia.
La notizia è dovuta suonare incredibile, una vera bufala, ai media locali. Infatti, troppo occupati con gli addetti stampa della Loggia P2, hanno deciso di ignorarla.

Ieri pomeriggio invece la chioma bianchissima del giudice Caselli è davvero comparsa nella sala del Centro Polivalente di Terzorio. Vorrei renderne qui un breve resoconto, anche magari per cercare di capire queste differenze, notevoli, in questione di ospitalità.

A Terzorio c’erano Giancarlo Caselli, sua moglie, gli uomini della sua scorta, il Sindaco e il consiglio comunale al completo allestito in una sistemazione anomala come un’aula didattica. In seduta solenne il Sindaco ha conferito al giudice la cittadinanza onoraria specificando che non si trattava di una operazione pubblicitaria, piuttosto di un’iniziativa istituita per premiare chi ha svolto bene il proprio mestiere a vantaggio della comunità. Non a caso Caselli è stato preceduto l’anno prima da un terzoriese doc, meno famoso ma benvoluto da tutti in paese. Alla messa ai voti, nessun astenuto, unanimità. Terzorio, 200 anime, ha un abitante in più: Giancarlo Caselli

Se la burocrazia a volte è comica, ieri pomeriggio nulla più di vedere la macchina della Pubblica Amministrazione in efficienza è stato così edicativo: in sala c’erano molti alunni delle scuole medie ed elementari con diversi gruppi scout tra Riva Ligure e Taggia, che poi si sono intrattenuti in una lunga conversazione con Caselli.

Per una volta è stato il giudice ad essere messo “alla sbarra”: ha raccontato tutto, 40 anni di carriera, dalle inchieste sulle Brigate Rosse a Torino all’esperienza alla procura di Palermo negli anni delle stragi. Una testimonianza preziosa anche per come è stata resa. Caselli (con l’aiuto della moglie) l’ha arricchito i particolari della propria vita: dalla scelta di una sede importante come Torino per il proprio mestiere dopo il concorso in magistratura, agli anni del terrorismo, alla vita sotto scorta, le limitazioni imposte alla propria esistenza, alla sofferta decisione di trasferirsi nel 1992 a Palermo dopo la morte di Falcone e Borsellino, maturata grazie all’aiuto del figlio. Non ultimi i risultati del proprio lavoro: lo smantellamento delle BR che partì proprio da Torino, Il numero impressionante di processi, le 650 condanne all’ergastolo e i diecimila miliardi di vecchie lire di beni sequestrati alla mafia. Ma anche le terribili conseguenze delle indagini: le rappresaglie dei terroristi e della mafia che uccisero parenti e figli dei “pentiti”. Un atteggiamento che Caselli non esita a definire “nazista”.
Il tutto vissuto con un istinto fortissimo verso il dovere e una grande onestà intellettuale, nella consapevolezza che il giudice, proprio per il mestiere che fa, è destinato sempre a scontentare qualcuno.

Ora, senza voler emettere giudizi, mi chiedo quanti e quali siano i meriti dell’ospite che Sanremo ha invitato ai “Martedì Letterari”. Forse si tratta di uno scrittore di romanzi di spionaggio? No, scrisse molto Gelli, ma si trattava del “Piano di rinascita democratica”: un piano per il controllo occulto dello stato italiano attraverso operazioni finanziarie con un fine di tipo politico. E’ un critico? Sì, ma ha dimostrato grande finezza saggistica solo nell’interessarsi delle lesioni della democrazia in Italia e  nell’annotare i nomi dei suoi affiliati e nel richiamarsi in continuazione l’aberrazione del fascismo.

Di Giancarlo Caselli, a Terzorio, s’è detto che ha fatto la storia. Anche di Gelli a Sanremo, probabilmente si dirà lo stesso. Dunque, a ognuno il proprio ospite.
Ancora una volta il Ponente si manifesta un luogo in cui i confini si toccano, una sintesi particolare degli opposti, tra natura e uomo, poveri e straricchi. Ora ne abbiamo un altro: tra logge e procure.

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