Destino segnA.T.O.?

Sapevo che doveva accadere. Da qualche parte dovevano pur metterla.
Da settimane osservavo la provincia di Imperia su Googgle Earth. No, il mio terrazzo l’ho trovato da tempo, e pure la Panda rossa dei miei, lì vicino, parcheggiata subito sotto il campanile dei Domenicani.

Cercavo, invece, qualcos’altro, un luogo isolato che potesse andar bene per stipare qualcosa che non serve più, abbastanza remoto da non trovarmela tra i piedi ogni cinque minuti. Sapevo di non essere il solo: a puntare gli occhi sulla provincia di Imperia 1:50000 eravamo in tanti la settimana scorsa. Di sicuro c’erano i sindaci dell’A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale). Me li immagino nei loro uffici a scervellarsi, a puntare freccette sulle nostre colline come Emilio Fede nel ’94: Ma na! Belìn! Lì u g’ha a vigna mè cugnau!; No! Là non va bene, troppo vicino al campo golf…, Uh! Da lassù c’è una vista eccezionale, hai visto mai che un giorno non ci si possa costruire…

Se me l’avessero chiesto, se ce l’avessero chiesto (a noi cittadini, dico), sono sicuro che un posto buono per metterci la discarica “di servizio” (praticamente la discarica della discarica) glielo avremmo trovato eccome. Invece hanno scelto a mosca cieca e di fretta e alla fine è venuto fuori il “Vallone dei morti” di valle Oxentina.

Ora, la situazione spazzatura in provincia, come abbiamo visto, è assai grave. Però spiace che a pagare le negligenze di politici, amministratori, faccendieri e massoni siano i nostri polmoni e sia, ancora una volta l’entroterra.
Non penso che abbiano poi torto quelli dell’A.T.O.: così, di fretta, tra l’insistere sull’odiata discarica di Ponticelli (così vicina al mare e alle abitazioni anche quelle future) e un luogo remoto e dal nome così sinistro come il “Vallone dei morti”, è logico orientarsi per il secondo. E i camion, quelli meglio farli passare sulla provinciale 548 della Valle Argentina e poi sull’anonima SP 54, piuttosto che sulla sacra Aurelia. Fatte così le cose, però, sembra proprio che si voglia nascondere la polvere sotto il tappeto.

E’ che dal satellite sembra tutto così piatto, tutto così uguale, così simile. Si vede il mare, poi case, villette, parcheggi, condomini e serre. La prospettiva poi, induce a sentirsi onnipotenti: così deve vedere le cose anche il buon Dio. Per decidere dunque un bel posto in cui fare una discarica basta lasciare la costa, salire un po’ più in su, lontano dai prodotti dell’uomo, dove di case non se ne vedono più ma c’è solo un’indistinta macchia verdolina. Sì, perchè gli alberi, i lecci, i carpini, le quercine, gli agrifogli e i corbezzoli, quelli no, non si distinguono: per vederli bisogna andare sul posto, bisogna capire, bisogna sentire il loro profumo dopo un acquazzone, chinarsi alle radici per raccogliere sanguini o ovuli a seconda della stagione. Sì, da Google Earth sembra che proprio che lì, nel Vallone dei morti, non ci sia nulla che non si possa coprire con 30 mila tonnellate di terriccio.

Non importa che con questo e il futuro impianto di Colli, Taggia sarà effettivamente circondata dalla spazzatura. Non importa se proprio di fronte c’è il bosco della Madaena, sacro a tutti i taggiaschi. Non importa se dal vallone dei morti parte un affluente dell’Oxentina in cui ancora si trovano i gamberi d’acqua dolce. Non importa se proprio lì negli anni ’70 c’era un inceneritore poi prudentemente demolito. Non importa se i 140 mila abitanti rappresentati dai sindaci che hanno votato “sì” (23 sì, 11 no e 11 astenuti) vivono in grandissima parte sulla costa e raramente si spostano nell’entroterra. Badalucco aveva annunciato un’issurrezione e invece si accontenterà delle “royalties” (allargheranno la strada, pagheranno meno d’ICI).

Al Vallone dei morti io e i miei ci siamo stati proprio domenica scorsa. Ci si arriva dalla strada per Vignai, una vera cornice sulla media valle, amata da ciclisti, cinghialisti, birdwatchers tedeschi e naturopatiti come poche altre, con un versante ad ulivi e l’altro di castagni. Sopra c’è Ciabaudo severo e inconquistabile. Sotto le case degli olandesi con le piantagioni di marijuana.
Funghi non ce n’erano. Ha piovuto troppo poco, il bosco ha sofferto davvero la sete. Ma quando cominciano a nascere, attaccano proprio lì, nella curva in cui sorgerà la discarica.

Ma qualche speranza c’è. Nessuno ha ancora chiesto una V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale). Per un’opera come una discarica è assolutamente necessaria.
Inoltre il Vallone dei Morti In è adiacente a zone tutelate:
il SIC IT 1315407 Monte Ceppo,
la ZPS IT 1315481 Ceppo-Tomena,
il SIC IT 1315805 Bassa Valle Armea.
Ci troveremmo in una situazione un po’ paradossale: la Provincia di Imperia è ente gestore dei SIC e ZPS interessati e allo stesso tempo realizzerebbe una discarica proprio nei loro pressi.
Non è un gioco di parole: la decisione dell’A.T.O. non potrà partira senza la V.I.A.
Ormai fa freddo, è tardi per gli ovuli, ma qualcosa per u Valùn di morti si può ancora fare…

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