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	<title>Baroni Rampanti</title>
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	<description>Il Ponente Ligure di ramo in ramo</description>
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		<title>Vorrei che tu fossi qui (Wish you were here Claudio)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 11:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Centroterra]]></category>
		<category><![CDATA[Cose Nostre]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache del Sol Ponente]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Mingherlino]]></category>

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		<description><![CDATA[Wish you were here Claudio. 
http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2012/01/02/AORWIRbB-galleria_schianta_bevera.shtml <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2012/01/02/vorrei-che-tu-fossi-qui-wish-you-were-here/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=931&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, com&#8217;è lì? Pensi di riuscire a raccontarlo?<br />
Paradiso o Inferno? Cieli blu o dolore?</p>
<p>E dimmi: c&#8217;è un prato verde o soltanto un freddo guardrail?<br />
E si ride da quelle parti?<br />
Allora, pensi di potercelo raccontare?</p>
<p>Oppure, hanno cercato di far passare i tuoi eroi per fantasmi?<br />
Ci hanno venduto alberi, e invece era solo cenere.<br />
Qui c&#8217;è un&#8217;afa che appena si respira e loro ci dicono che è aria fresca.<br />
Per questo tu hai preferito un ruolo da passante in una guerra piuttosto che uno da protagonista in una gabbia. Comodo ma &#8211; come dire &#8211; poca soddisfazione.</p>
<p>Oh, come vorrei, come vorrei che tu fossi qui.</p>
<p>Siamo stati due anime perse che nuotavano nella stessa boccia, come due pesci rossi.<br />
Per anni a correre su questa vecchia terra.<br />
E che cosa ci abbiamo guadagnato?<br />
Le solite vecchie paure.</p>
<p>Oh, come vorrei che fossi qui.</p>
<p>(da Wish you were here,  Roger Waters)</p>
<p>Wish you were here Claudio<br />
<a title="Il Secolo XIX - Imperia" href="http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2012/01/02/AORWIRbB-galleria_schianta_bevera.shtml" target="_blank">http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2012/01/02/AORWIRbB-galleria_schianta_bevera.shtml</a></p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/capodanno-2012/'>Capodanno 2012</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/claudio-mingherlino/'>Claudio Mingherlino</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/931/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/931/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=931&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lena per bella Lena. In memoria di Renato</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2011/12/23/lena-per-bella-lena/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>
		<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[ballo della morte]]></category>
		<category><![CDATA[madaena]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria maddalena del bosco]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambia uno dei configuranti del Ballo della Morte della Festa della Maddalena a Taggia. Un evento storico. Ma è la festa a trionfare  <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/12/23/lena-per-bella-lena/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=413&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Renato Varese ci ha lasciati. Rilancio un post del 20 lughio 2009 che lo vede protagonista.<br />
Perchè i madaenanti non muoiono mai. Trionfano sempre.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Renato è lì con la camicia bianca.</p>
<p>Sua moglie, la Enza, ieri sera gliel’ha stirata come meglio non poteva fare. Ed eccolo, lui è lì, in piedi, bello come può esserlo solo lui; per noi è come se fosse sempre esistito, se ci fosse da sempre.<br />
La musica s’è fermata. Dopo Rosamunda, l’orchestrina sa che può suonare ancora uno o due valzerini e poi i Madalenanti cominceranno a desiderare, a chiedere, a invocare la marcetta del Ballo della Morte. E’ un anno che aspettano.</p>
<p>I bambini corrono tra le gambe della gente. Oppure rimangono sul bordo della pista a tenere un cagnolino che punta il bosco. Balla balla saccu de paia, balla balla saccu de fen.</p>
<p>Sono 40 anni che Renato fa “U Masciu”. Prendete il giorno di oggi in un anno qualsiasi da qui al 1969 e lo troverete con la fusciacca a fare il Ballo della Morte assieme alla “Lena”. Ad alzare le mani al cielo, a buttare a terra dalla disperazione il berretto rosso quando lei muore. E sa l’è morta rivegnià.<br />
Le foto degli anni ’70 lo mostrano più giovane, magro, con le basette, che gioisce quando Lena rinasce. Negli anni ’80 ha solo cambiato il colore della camicia. Nel ’91 ne aveva una melange color carta zucchero. Sempre stirata perfetta. Gli anni di piombo. Il compromesso storico. Tangentopoli. Abbiamo vinto due volte i mondiali. Passato tre papi. Lui era lì.</p>
<p>Portano la lavanda. Ci siamo. Ghe semu. La gente fa cerchio attorno al palo, davanti alla chiesetta dell’eremo. Non c’è molto spazio. Per aria c’è odore di caffè, di fumo, di bosco, di piscio di cavallo. Di sudore d’ascella da ballo. Ma la lavanda comincia il suo mestiere. In poco è tutto viola.<br />
Portano il telo rosso. I u fàn! I fàn u ballu! Ma chi? Renato? Davide? Ivan?<br />
Renato si avvicina. E’ successo 40 volte, potrebbe succedere ancora una. Guarda la Enza. Gli ha stirato 40 volte la camicia, ieri sera ha fatto la stessa cosa, come sempre. Glielo legge negli occhi. Anche i suoi diventano umidi. Restano un po’ lì. Arrivano Davide e Ivan. In silenzio. La banda non sa che fare. Poi intona un altro giro di Rosamunda. Si ricomincia a ballare.</p>
<p>Renato e Davide parlano. Uno ha quaranta anni di Ballo della morte, l’altro 40 anni di vita. Uno piange per un addio, l’altro trema per un’eredità. Ti u fai, Scì, au fazu, Stà tranquillu, u gh’è Ivan, Ma l’ho puia, forsci a sun troppu zuenu, Ma va, a l’axevu i toi anni a prima vota. A Madaena triunfeà.<br />
Le donne stanno a guardare. Alcune di loro aspettano questo momento da anni. Eh, Renatu u l’è bravu, ma u cumenza a ese veiu. Davide? Ah, a vieemu. Ma u fa u Masciu o a Lena? Per una settimana in paese non s’è parlato d’altro.</p>
<p>La musica si ferma di nuovo. Il cerchio si stringe. Arriva il Contestabile. Guarda Davide. Lo stringe forte. Stendono il telo. Ivan è già lì pronto con la lavanda infilata nella fusciacca. Sarà lui u Masciu. Renato deglutisce. E’ a un passo dal passato e a un passo dal futuro. Ne fa uno indietro. Resta solo Davide. Il Contestabile chiede la parola. Per un momento così ci vuole un suggello. Non capita sempre di cambiare i “configuranti”. Quando accade spesso è doloroso. Lo è stato quando è morto Mìn u Fodeu. Lo è stato quando è morto u Bazurìn. Solo adesso capiamo il gesto di Renato. La sua camicia bianca, stirata perfettamente. Le sue lacrime. Parte un applauso. Se potessimo gli lanceremmo il cuore.</p>
<p>Parte la musica. Tutti s’inchiodano a guardare. I bambini saltano, le donne battono le mani. Davide sa quel che deve fare, l’ha visto tante volte. E lo fa. Anche per Ivan è la prima volta da Masciu. E’ lui che comanda. Insegue Davide, che si nega, non ne vuole sapere. Poi è Davide che insegue Ivan. Poi s’incontrano. L’amore è così. Vince chi fugge. Ma Davide incomincia a barcollare, sta male, cade. Ivan, lo guarda, lo sostiene, lo regge. Poi lo lascia e l’altro cade sul tappeto rosso. La musica cambia. Da allegretto diventa un lamento da pantomima. Ma non tragedia. C’è sempre dell’attesa in quei fiati, c’è una speranza nascosta anche per quell’amore sfortunato.</p>
<p>Ivan si dispera. Non si spiega. Chiede, guarda il cielo. Nessuno sa dargli una risposta. Prende la testa di Davide. La muove a destra e poi a sinistra. Davide solleva il piede opposto. Ma che vuol dire? E’ morto? E’ vivo? Disperato, Ivan prende la lavanda dalla fusciacca. La strofina addosso a Davide. Sulla pancia. Sulle braccia, sul ventre, sul collo. Sul naso. Ne strappa i fiori e glieli getta addosso. Lena, per bella Lena, la Maddalena, trionferà!<br />
Ivan fa un cenno al’orchestrina. E’ impercettibile, solo chi se ne intende lo vede. Il trombone capisce. Lo seguono la tuba e la tromba. Riparte la marcetta. Balla Balla saccu de paia, balla balla saccu de fen! I due si abbracciano. Volano mazzi di lavanda. La gente batte le mani a tempo.<br />
Era Davide? Era Ivan? Era Renato? Era Enzo? Era Cristò? Era Franco? Era Giacomo? La Madaena siamo stati tutti noi.</p>
<p>Renato e Ivan nel <a href="http://zemiafilm.wordpress.com/2008/07/19/a-madaena/">Ballo della morte</a> su Zemiafilm.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/ballo-della-morte/'>ballo della morte</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/madaena/'>madaena</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/santa-maria-maddalena-del-bosco/'>santa maria maddalena del bosco</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=413&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Non chiamiamo pazzi i nostri Breivik</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2011/12/14/non-chiamiamo-pazzi-i-nostri-breivik/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La strage di senegalesi a Firenze. I roghi dei campi Rom a Torino. Il voto di una ragazzina abbassato perchè lei è di colore. Ma cosa stiamo diventado? Troppo facile chiamarla pazzia <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/12/14/non-chiamiamo-pazzi-i-nostri-breivik/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=925&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Repubblica</p>
<p>Adriano Sofri, 14 dicembre 2011</p>
<p style="text-align:justify;">Avevamo qui, per strada, nella città bella in cui camminiamo, uno che, fino a mezzogiorno di ieri, era come noi. Uno che aveva avvertito, scrivendo sui Protocolli di Sion: “Quanto esporrò non è banale e semplicistico, e richiede la conoscenza di dati ben fondati, nonché lo sviluppo di ragionamenti logici”. Poi ha aperto il fuoco.</p>
<p>Quando una squadra di bravi psichiatri norvegesi ha dichiarato Anders Breivik totalmente incapace di intendere, ha pronunciato un’ovvietà.<br />
Chi chiameremo pazzo se non l’uomo che va a sterminare scrupolosamente il maggior numero di suoi simili, inermi e innocenti? E non è un pazzo l’uomo che va ad ammazzare dei suoi simili sconosciuti e inermi, badando al colore della pelle, da una piazza all’altra di Firenze? Sono altrettanti casi di follia, e di follia isolata, come si affrettano a rassicurare le autorità.<br />
Ma bisogna pur dire che la diagnosi sull’infermità mentale, anche la più fondata giuridicamente, è umanamente insostenibile, perché toglie ai giustizieri la responsabilità che spetta loro, ed esonera gli altri dall’interrogarsi su se stessi. Gli altri sono i sani, cioè quelli che non hanno (ancora) varcato la soglia che li trattiene dal massacro. Il ragioniere della montagna pistoiese – posto aspro e splendido, il posto di Maramaldo e Ferrucci – aveva qualcosa in comune con Breivik, forse ha immaginato di emularlo. Vanesio e vile, Breivik aveva scelto i suoi connazionali per l’olocausto con cui si figurava di scuotere una comunità infiacchita e pronta a farsi espugnare.<br />
Casseri ha invece mirato ai senegalesi, gli espugnatori. I senegalesi sono specialmente detestabili perché sono alti e belli e parlano le lingue, anche quando scappano alla rinfusa raccogliendo i loro borsoni per sfuggire alla caccia. Non so se questo abbia contato per Casseri. Il quale un anno fa, scrivendo del nuovo romanzo di Eco sui Protocolli di Sion (e insinuando di passaggio che Eco avesse copiato dal romanzo scritto da lui, Casseri, e un suo coautore) citava la domanda del protagonista del Cimitero di Praga: “Ma perché mirate in particolare agli ebrei?”. E la risposta: “Perché in Russia ci sono gli ebrei. Se fossi in Turchia mirerei agli armeni”. Ecco, il lucido e delirante<br />
Casseri, cultore di quei Protocolli, deve aver risposto allo stesso modo. Dopotutto, la bella sinagoga fiorentina<br />
è a due passi da lì, ma gli sarà sembrato che “a Firenze ci sono i senegalesi”.<br />
Un pazzo isolato, dunque, anzi due pazzi isolati, un ragioniere a Firenze e un saldatore a Liegi, hanno fatto strage nello stesso giorno e allo stesso mezzogiorno. Ma anche a questa formidabile coincidenza si può rassegnarsi, e anche al fattaccio torinese del giorno prima – “a Torino ci sono gli zingari”, no? Però sentite: nel primo pomeriggio di ieri, quando ancora non si conosceva l’identità dello sparatore, e la notizia sui siti dei giornali locali diceva: “Piazza Dalmazia, due senegalesi uccisi e molti feriti”, i lettori più svelti già commentavano. Nel sito della Nazione (che, sia detto recisamente, non ne ha alcuna responsabilità, e ha presto aggiornato il titolo: “Omicidi razzisti”) la maggioranza dei primi commenti avevano questo tenore: “Meno due”; “Grazie alla politica del buonismo è stata aperta la porta alla criminalità camorristica<br />
e extracomunitaria NAPOLI è già qua”; “Un grazie ai buonisti newage che non hanno MAI avuto rispetto prima di tutto per gli Italiani lasciando proliferare mescolanze senza criterio&#8230; siamo solo all&#8217;inizio amici mia &#8230; ma come si dice, mal voluto non è mai troppo&#8230;”; “Solo due?”; “Due neri e un bianco: multiculturalità”; “MA QUANDO CI LEVEREMO DALL&#8217; ITALIA QUESTO SUDICIUME? CI DEVE PENSARE IL POPOLO ??”. E anche dopo, la gran maggioranza dei commenti ha tenuto questo tono. Non prendetelo per un paradosso, ma righe come queste non sono solo commenti a un fatto: lo precedono anche, e lo preparano, sono un antefatto. Le persone che così commentano sono ben lungi dal varcare la soglia fra le parole e il massacro, dunque non sono folli, e peraltro, basta contarle, non sono isolate. Ma anche lo sciagurato che ha fatto il suo passo, e si è guadagnato il certificato di follia, non è dunque così isolato.<br />
Casseri era lucido, ho detto: nello scritto che un anno fa dedicava ai Protocolli e alla “falsificazione sionista”, si era ingegnato di giustapporre i paragrafi di quel testo famigerato a brani di autori di sinistra e di estrema sinistra noglobal dei nostri giorni, per farne risaltare l’assonanza, e segnalare come i piani dei supposti cospiratori giudaici si vadano compiendo.<br />
Nella coincidenza di episodi che infittisce le cronache dei nostri giorni come per una precipitazione chimica, la bufera finanziaria e la sensazione paranoica che l’accompagna, il manipolo segreto di gnomi della finanza che decidono le sorti della terra, giocano una parte importante. Accostare stralci di parole radicali di estrema destra e di estrema sinistra è un gioco troppo facile e spesso infame, ma occorre badare alla miscela esplosiva che sfrenatezza finanziaria e paura dello straniero vanno accumulando. La nostra estrema destra che si vuole sociale, e cui il ragioniere adepto di Lovecraft e Tolkien e Conan aveva aderito (e anche lei non può esser fatta responsabile della sua spregevole bravata) si chiama Casa Pound, e Pound era un grande poeta, ma il suo culto e la sua attualità hanno a che fare assai meno con la<br />
poesia e assai più con l’ossessione dell’usura e dell’antisemitismo.<br />
Quella miscela spiega anche le digressioni mentali che portano Breivik, nella crociata contro i pervertitori della razza, a fare strage di ragazzi norvegesi, e Casseri a passare dal fantasma ebraico ai corpi dei senegalesi. Immagino che in molti diranno, ora, che “Firenze non merita questo”. Certo. Il mondo non merita questo. Ma dopo aver pronunciato convintamente e compuntamente questo scongiuro, mordiamoci la lingua. Diciamo che quei nostri fratelli senegalesi non meritano questa Firenze e questo mondo. E ricominciamo a pensare.</p>
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		<title>Insalata di Posidonia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 13:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>
		<category><![CDATA[Contromano]]></category>
		<category><![CDATA[porti turistici]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato il  nuovo progetto di darsena a Capo Verde del Gruppo Cozzi Parodi. A rischio la prateria di Posidonia nei fondali davanti a Bussana <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/12/07/insalata-di-posidonia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=920&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Sarà la specialità della Riviera, tra qualche anno. Altro che oliva taggiasca e sarderara. Andrà a ruba. Ristoratori e bar faranno una fortuna. A Bussana faranno la sagra.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché nel mare tra Arma, Bussana e Sanremo c’è n’è una vera prateria e tra poco, quando sarà pronto il nuovissimo progetto di darsena a Capo Verde che il Gruppo Cozzi Parodi ha presentato ieri in Comune a Sanremo, ne troveremo a quintali, arenata sulle spiagge.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli chef di tutto il mondo sono già al lavoro: la posidonia sarebbe ottima saltata in padella con i capperi, o in umido, con un po’ di bruss delle Alpi Marittime. Caso strano poi, fiorisce d’autunno e produce frutti galleggianti chiamati &#8220;olive di mare&#8221;: i frantoiani di Badalucco sono già pronti a metterle nei gumbi.</p>
<p style="text-align:justify;">Molti se lo aspettavano, altri si chiedevano perché non lo avessero ancora fatto, qualcuno pensava ci fosse già, con la rassegnazione di chi vive in un posto dove c’è chi può fare tutto. E prima o poi lo fa.<br />
Ma il progetto di darsena a Capo Verde non è altro che il copia/incolla di altri progetti simili già realizzati o in corso di realizzazione in provincia di Imperia: il territorio appartiene sempre meno a chi lo abita e sempre di più ai grandi gruppi edilizi/finianziari.<br />
L’iter è sperimentato. Si trova un’area che può andare bene. Se c’è un Sic o una prateria di un’alga pelagica importantissima per l’ecosistema nel Santuario dei Cetacei, va bene lo stesso. Si butta lì un progettino, magari un molo soffolto, con la scusa di creare lavoro e valorizzare una zona perennemente lasciata in degrado dalle pubbliche amministrazioni che ci misero un depuratore. Si cavilla sulle concessioni, si arzigogola sulle leggi.<br />
E in provincia di Imperia tutto avviene sotto la luce del sole, con il benestare di una amministrazione conciliante: il consiglio comunale ha già costituito una commissione “bipartizan” (parola che i politici usano per dire che qualcosa si farà senza consultare i cittadini). La commissione è presieduta da Elio Bossi, composta dall’Alessandro Dolzan, entrambi del Pdl (non Popolo, ma Porti delle libertà). Per pulirsi un po’ la coscienza si fa realizzare il progetto al solito pool di tecnici-carnefici: stavolta tocca all’architetto Paolo Bandini di Genova. Ecco fatto, se non è un porticciuolo, come vogliamo chiamarlo?<br />
Santa Maria dei Porticciuoli benedice.</p>
<p style="text-align:justify;">Il lifting del territorio continua, qualcuno insiste a fargli iniezioni di botulino perché non invecchi naturalmente. Come una donna che un giorno, svegliandosi e guardandosi allo specchio, si accorga improvvisamente di aver messo su qualche ruga e corra inutilmente ai ripari.<br />
Tutti partecipano alla chirurgia estetica, sindaci, assessori, architetti, giornalisti. Nell’articolo, l’autore, Claudio Donzella, con indulgenza da pennivendolo, dice che si tratta di “Un’operazione articolata e delicata, chiamata a cambiare il volto di una vasta area costiera oggi già in parte dedicata alla cantieristica, e in parte degradata”: è come dire “commissione bipartizan”. E, ancora “un’operazione che ha ancora maggiore valenza proprio perché siamo in un periodo di crisi, in cui invece che comprare imbarcazioni nuove molti proprietari preferiscono investire nella manutenzione di quelle vecchie”.<br />
La frase suona un po’ ironica. Come se invece che la nuova ICI la preoccupazione della gente fosse rifarsi la barca. Come se tra Imperia e Ventimiglia tutti ne avessero una. Come se in provincia di Imperia si vivesse tutti di cantieri navali. Eh, già: storicamente quelli di Bussana, di Taggia, di Ospedaletti, Ventimiglia sono predoni dei mari.<br />
Ma non c’è la crisi? Ma il governo Monti non ha appena annunciato tasse su yatch e imbarcazioni? Aveva ragione Berlusconi? I ristoranti e gli (aero)porti sono pieni di gente?</p>
<p style="text-align:justify;">
Nell’articolo c’è poi la solita elaborazione grafica, la solita anteprima che tanto piace ai politici e ai realizzatori: si vede la zona dall’alto, dall’Aurelia, da dove gran parte di noi non la vedranno mai perché non volano. E anche rappresentata livello strada la farebbero superfica: si promette di mantenere l’altezza dei manufatti (a scanso di equivoci, saranno capannoni, come a Imperia, le barche mica stanno in garage) e di valorizzare la pista ciclabile con un parco di 10 mila metri quadrati. Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima?</p>
<p style="text-align:justify;">A tutti coloro che non hanno una barca, in provincia di Imperia, non resta che una grossa, enorme, colossale insalata di posidonia. Chi lo sa che nei centri commerciali di Shopville tra qualche mese non comincino a venderla. Dev’essere buonissima.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/porti-turistici/'>porti turistici</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/territorio/'>territorio</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/920/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/920/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=920&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ciao ciao Tenco, edizione 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascolti]]></category>
		<category><![CDATA[premio Tenco 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiude a Sanremo la "36° rassegna della canzone d'autore". Divertono i Nobraino, pubblico in estasi per Pagani, folla per Ligabue. Dubbi e incertezze sul futuro della manifestazione <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/11/14/ciao-ciao-tenco-edizione-2011/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=916&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Premio Tenco ciao, per la 36° volta la rassegna della canzone d&#8217;autore&#8221; saluta. E non si sa se ritornerà. Segno di tempi: da un po&#8217; di anni a questa parte, il premio Tenco ci ha abituati ad una certa precarietà. Ma questa volta il saluto suona più come un &#8220;addio&#8221; che come un &#8220;arrivederci&#8221;, visti i tagli drastici che hanno funestato questa edizione.<br />
Certo, però, che alcune sorprese e il riconoscimento di botteghino dell&#8217;ultima serata di sabato sera, con l&#8217;atteso pienone per Ligabue, fanno ben sperare chi ama la musica di qualità che la manifestazione arrivi, in qualche modo, al numero 37 l&#8217;anno prossimo. Qualche riflessione per il<br />
futuro, in chiusura, è però d&#8217;uopo.</p>
<p>Il premio Tenco, in quasi 40 anni, è stato una fucina di talenti, stili e personaggi di cui, certamente, il mondo musicale e culturale hanno bisogno. Ma, oggi, sono molti i canali con cui scoprirli. Per una prossima edizione dunque, sempre seguendo le idee del mitico fondatore Rambaldi, quelli del club Tenco dovrebbero porsi delle domande per capire il senso da dare in futuro alla manifestazione.<br />
Compito del Tenco è ancora pescare giovani talenti snobbati dal mercato e portarli alla ribalta? Fare da ponte tra le culture musicali del mondo,<br />
creare incroci, incontri, contaminazioni? Oppure questo ruolo è ormai dei vari social network, youtube o X-Factor?<br />
E, ancora, è davvero compito del Tenco consacrare grandi nomi pop assegnando loro l&#8217;etichetta un tempo tanto temuta ma oggi tanto agognata<br />
di &#8220;cantautore&#8221;?<br />
Ai posteri l&#8217;ardua sentenza, ai discografici la decisione.</p>
<p>Fuori del tearto Ariston, intanto, in piazza Colombo, ci sono già dei giovani riuniti ad aspettare che cambi qualcosa. Ma non sono lì per il Tenco: si tratta di un gruppo di Indignados in arrivo da Nizza e diretti ad Atene.</p>
<p>Intanto, l&#8217;ultima serata di sabato, ha regalato emozioni che restano.<br />
Si parte con due nomi in arrivo nella leva cantautoriale degli anni &#8217;00, scoperti anni fa da uno degli album del club.<br />
A Giorgia del Mese il compito ingrato di apripista (si sa, il pubblico del Tenco è un diesel), poi i Nobraino non passano inosservati. Goliardici,<br />
sarcastici, pirotecnici, con testi intelligenti, che sembrano ritagliati dalle risposte della Settimana enigmistica, autori di gag e improvvisazioni che stupiscono. Poi arriva Paolo Benvegnu, una musica colta e raffinata la sua, ma che non manca di ironia, come  quando annuncia &#8220;una canzone sull&#8217;evoluzione e sull&#8217;involuzione umana&#8221; e dice &#8220;Stasera, speriamo, si farà un passo verso l&#8217;evoluzione&#8221; accennando al dibattito in corso in Parlamento sul governo Berlusconi.<br />
Beppe Voltarelli dà il meglio al cambio palco, mostrando simpaticamente la foto delle sue scarpe, nascoste al pubblico dalla rotaia della telecamera di Rai 5 e duettando poi in modo frizzante con Petra Magoni.</p>
<p>Spetta alla Piccola Bottega Baltazar l&#8217;omaggio quotidiano a Brassens nell&#8217;anniversario della morte. Chi meglio di loro, con il loro sound etno-folk: cantano &#8220;La Marinette&#8221;, ma tradotta in dialetto veneto &#8220;La Marinetta&#8221;.<br />
Poi, Jaromir Nohavica: Premio Tenco 2011 come cantautore straniero, premiato da Sergio Staino, che ricorda il suo passato: la clandestinità<br />
musicale nella Cecoslovacchia del regime e la capacità di mescolare musica popolare dell&#8217;Est con la tradizione americana e francese, sui temi<br />
sentimentali e sociali. Nohavica, il Guccini &#8220;ceco&#8221;, viene accompagnato da Alessio Lega che traduce una sua canzone.</p>
<p>Subito dopo il punto più alto della serata: Mauro Pagani riceve il premio Tenco come operatore culturale. Un tributo ai suoi 40 anni di musicista,<br />
arrangiatore e cantautore, una fonte inesauribile di idee, come uno dei pezzi che presenta, un gospel tratto da un mistico persiano del 1400.<br />
Straordinaria &#8220;Crêuza de mä&#8221;; la sua &#8220;Impressioni di settembre&#8221;, che manda l&#8217;Ariston in estasi, resterà nella storia. E non erano tutti nostalgici della PFM coi capelli bianchi i presenti in sala, anzi, molti erano giovani in attesa di chi sarebbe arrivato subito dopo: il Liga, Luciano Ligabue.</p>
<p>Introdotto, durante il cambio palco da Voltarelli che sottolinea le differenze tra la via Emilia e la calabrese via Popilia, Ligabue sembra arrivi sul palco dell&#8217;Ariston direttamente da uno svincolo dell&#8217;A 1. Incredibile la sua capacità di trasformare i set: che sia in un oratorio di provincia, nella sala d&#8217;aspetto di una stazione o al Premio Tenco, subito si viene catapultati nell&#8217;arena di San Siro.<br />
Appena comincia a cantare, se non s&#8217;illuminano accendini (il sistema antincendio dell&#8217;Ariston sarebbe impazzito), compaiono decine e decine di<br />
telefonini che riprendono l&#8217;esibizione. Su youtube e facebook sicuro se ne trova già traccia.<br />
Premiato con la targa Tenco per aver arrangiato, prodotto e suonato tutti gli strumenti nella versione acustica di &#8220;Arrivederci mostro&#8221; aveva<br />
promesso un set apposito per il Tenco, ma forse è il Tenco ad aver ha costruito la serata apposta per lui. Chi s&#8217;aspettava, però, un tributo suo<br />
personale con una canzone di Luigi Tenco, resterà deluso. Ci si accontenti della sua presenza che ha sanato i bilanci della kermesse.<br />
Ligabue procede spedito tra i suoi Autogrill. Si unisce Pagani al violino, ma il pubblico va in visibilio per &#8220;Buonanotte all&#8217;Italia&#8221;: già altre<br />
volte Ligabue ha dimostrato di essere attento all&#8217;attualità del suo paese.</p>
<p>Poi Ligabue se ne va, il Tenco si chiude. Arrivato dall&#8217;A1, cinque minuti dopo Liga era via, sull&#8217;A10, scomparso nel nulla come una qualsiasi<br />
rockstar. Voltarelli, Pagani e i cantautori, invece, restano un po&#8217; nell&#8217;atrio dell&#8217;Ariston a scambiare autografi e fotografie con il pubblico.</p>
<p>Ciao Premio Tenco, ciao.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/premio-tenco-2011/'>premio Tenco 2011</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/916/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/916/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=916&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tenco, sorprese e timori</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2011/11/13/tenco-sorprese-e-timori/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 17:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascolti]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[musica d'autore]]></category>
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		<category><![CDATA[sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[A Sanremo, la 36ª edizione della "Rassegna della canzone d'autore": tra sorprese e tagli spunta un inedito di De Andrè <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/11/13/tenco-sorprese-e-timori/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=912&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Larghi vuoti in platea, palco ridotto all&#8217;osso, senso vago di spaesamento: lo spettatore, entrato nell&#8217;Ariston per assistere alla prima serata del Premio Tenco, com&#8217;è abituato a fare ormai da 35 edizioni, può aver pensato di aver sbagliato giorno, di essere arrivato durante l&#8217;allestimento della sala. Invece no: quella saracinesca che dà su via Roma, quelle vetrate, le porte con i maniglioni antipanico, i tubi antincendio, sono la scenografia del Premio Tenco 2011.<br />
La cura dimagrante imposta alla manifestazione un po&#8217; da tutti, Regione Liguria, comune di Sanremo (contributi ridotti al lumicino), Rai etc., ha funzionato fin troppo e della rassegna sanremese dopo anni di glorie non rimane che la passione di chi si ostina a metterla su. Anzi, a volte neppure quella, come dimostrano le polemiche durante la conferenza stampa di giovedì, tra il Club Tenco e la famiglia del cantautore.<br />
A Sanremo si respira un&#8217;aria da canto del cigno, da fine di un&#8217;epoca. Ma forse non è un problema solo del Tenco: fuori, in piazza Colombo, alcuni giovani giocano a darsi sberloni e indovinare chi, un divertimento da Soliti idioti. Stanno cambiando i tempi.</p>
<p>Accettata però la scenografia, minimal e un po&#8217; Blade Runner, giovedì 10 la prima serata comincia bene: Vittorio De Scalzi canta un inedito di Fabrizio De Andrè che fa sobbalzare le poche poltrone occupate. Bella la storia: Faber l&#8217;avrebbe trascritto su un tovagliolo dopo un concerto a Vienna per Pepi Morgia, scomparso recentemente, che lo aveva affidato a De Scalzi per musicarlo. Si intitola &#8220;Le onde del sonno&#8221;: ora il cantautore genovese lo inserirà nel suo prossimo album.</p>
<p>Inizio con il botto, dunque, un vero scoop, poco importa allora la povera scenografia e il fatto che forse con i tagli ci s&#8217;è fatti prendere la mano: niente canzone di Tenco come incipit, come recitava una antica consuetudine.<br />
Dopo un piatto così forte, però, da Marco Parente ci si aspettava di più. Ma forse la colpa è anche dei problemi tecnici che hanno funestato la sua esibizione.<br />
Virata jazz invece con il duo Lotatòla (Serena Ganci e Simona Norato) e l&#8217;ensemble barese Fabularasa.<br />
Segue un commovente Vinicio Capossela che ricorda Enzo del Re, grande cantastorie di Lavorare con lentezza, scomparso a giugno.</p>
<p>Venerdì 11 si comincia con Alberto Patrucco, comico da Zelig, che intrattiene il pubblico con qualche battuta (&#8220;In Italia siamo passati da Tremonti a Monti e già si preparano Collina e Piano&#8221;) e poi canta in italiano l&#8217;omaggio a Brassens, La ballade des cimetières.<br />
Il siciliano Cesare Basile, cantando un testo di Ignazio Buttitta e Rosa Balistreri, ci ricorda che Rosa Balistreri fu la prima donna esclusa dal Festival di Sanremo nel 1973.</p>
<p>Beppe Voltarelli, attore, cantante, intrattiene il pubblico nei cambi di palco mentre arriva Iosonouncane la cui “macarena su Roma” è piaciuta tanto al Club Tenco, sempre alla ricerca di nuove esperienze acustiche, da portarla a Sanremo.<br />
La sua musica è uno spezzatino sonoro, un blob acustico di campionamenti mescolati a musica, assieme a Iosonouncane si riconoscono le voci di Giletti, Milly Carlucci. Una scelta coraggiosa e davvero post-modern, che si adatta benissimo alla scenografia.</p>
<p>Carrie Rodriguez invece arriva con il suo violino e una minigonna molto espressiva. Canta una canzone sull&#8217;alluvione dell&#8217;uragano Katrina e una su un bambino che attraversa il ponte di Brooklyn in bicicletta.<br />
La &#8220;musica componibile&#8221; dei Mariposa è invece fatta di molti musicisti provenienti da molte parti d&#8217;Italia, Veneto, Emilia, Sicilia. Bella la loro interpretazione di &#8220;Prete in automobile&#8221; di Tenco.</p>
<p>Roberta Alloisio canta con Armando Corsi e riceve la Targa Tenco come miglior interprete per il suo album “Janua” dedicato a Genova.</p>
<p>Il finale è tutto di Edoardo Bennato con il suo rock napoletano e civile de &#8220;Il Paese dei Balocchi&#8221;, dedicato al problema degli immigrati clandestini, o di una canzone per una bimba che sta nascendo nell&#8217;angolo più povero del mondo, o della Napoli &#8220;sporca, avvelenata, incivile e affottata. Ma è la mia città&#8221;.</p>
<p>Domani terza e ultima serata. Questa volta ci si aspetta il pienone per Ligabue.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/musica-dautore/'>musica d'autore</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/premio-tenco/'>premio tenco</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/sanremo/'>sanremo</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/912/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=912&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Far West della porta accanto</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 16:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è una brutta storia, tenetevi forte. Queste storie, più che comparire sui giornali, si ascoltano tendendo l&#8217;orecchio in coda dal droghiere o in qualche bar, infine circolano in paese. E&#8217; una di quelle storie che appartengono alla piccola cronaca &#8230; <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/09/18/il-far-west-della-porta-accanto/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=908&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una brutta storia, tenetevi forte. Queste storie, più che comparire sui giornali, si ascoltano tendendo l&#8217;orecchio in coda dal droghiere o in qualche bar, infine circolano in paese. E&#8217; una di quelle storie che appartengono alla piccola cronaca di tutti i giorni, e quando uno l&#8217;ascolta, dentro di sè un po&#8217; è contento, perchè tanto è successo a qualcun altro.</p>
<p>Non farò nomi, nè cognomi, nè luoghi, perchè non è mia intenzione denunciare persone ma soltanto fatti e anche perchè tutto quello che sto per raccontare è successo a persone che conosco da una vita e a cui voglio bene. Narrerò solo le circostanze in cui tutto ciò è avvenuto. Chi vuole dei particolari, non sarà difficile trovarli a Taggia, in Piazza Eroi.</p>
<p>Venerdì 9 settembre scorso, circa le 18, due giovani ladruncoli si sono introdotti in un condominio di Taggia. Il palazzo, una costruzione dei primi anni &#8217;60 è abitato da gente tranquilla, semplice, poco avvezza ai moderni sistemi di sicurezza. C&#8217;è, sì, un citofono ed un elettromagnete che comanda il portone, ma, il più delle volte, lo si trova aperto, o per errore o perchè la serratura è rotta. Ma i condòmini non si sono mai o quasi preoccupati di questo: tutto si è sempre basato sulla più semplice fiducia nel prossimo o incoscienza dei rischi. Non è mai successo niente di grave.</p>
<p>Entrati nel palazzo, i due, un ragazzino e una ragazza adolescente, si sono subito interessati al primo piano.<br />
Gli appartamenti del primo piano hanno da tempo montato porte blindate, segno che il timore dei ladri comunque ha portato i condomini a tutelarsi. Ma, si sa, una porta d&#8217;acciaio, seppur blindata, poco può contro una carta di credito se è chiusa senza mandata. Dunque la signora inquilina del primo piano, intenta sul terrazzino a stendere i panni, non ha nemmeno sentito che la porta di casa sua si apriva, con i due ladruncoli che entravano, violando penalmente il suo domicilio.<br />
I due, soprattutto la ragazza, non devono nemmeno essere nuovi a questa esperienza, perchè non hanno dato segni della loro presenza fino a quando la signora, rientrata da stendere i panni, non ha scorto la ragazza che rovistava in casa. Il suo spavento (della signora) dev&#8217;essere stato enorme. Ma anche la ragazza deve essersi messa una gran paura, perchè buttata una voce al collega si è data immediatamente alla fuga. Bottino, ipotizziamo zero o pochi euro. Spavento invece mille, da infarto, per tutti.<br />
Due rampe di scale a scapicollo e via. Intorno al palazzo qualche orto e larghe strade asfaltate, nessun impedimento alla fuga. I tre sono scomparsi in poco tempo. </p>
<p>Qui finisce la prima parte della storia e, chi lo vuole, può già emettere un giudizio, una sentenza, su quanto è accaduto. Che non è possibile, che non si sta più tranquilli nemmeno in casa propria, che, hai visto, a Taggia non era mai successo, ma guarda un po&#8217; lì. Come potremmo interpretarlo? Segno dei tempi? Pura statistica? Sintomo di disagio sociale? Integrazione fallita? Un collegamento con i recenti furti in appartamento compiuti a Sanremo quest&#8217;estate da componenti della famiglia Dragutinovic, Rom e Sinti che vivono in Piemonte, potrebbe esserci.<br />
Fate vobis. Però prima ascoltate la seconda parte della storia.</p>
<p>L&#8217;allarme della signora è ovviamente stato grandissimo. Vicini, amici, parenti, sono immediatamente stati avvisati con urla, richiami, telefonate: al ladro, ci sono dei ladri in giro.<br />
La voce corre veloce attorno all&#8217;obelisco dei Ruffini, rimbalza sui bastioni e sulle mura che un tempo proteggevano i taggiaschi, ma oggi, chissà. </p>
<p>La storia potrebbe finire qui, ma ha una svolta.<br />
Immediatamente, in tempi brevissimi, qualche parente o amico della signora si mette in macchina alla ricerca dei ladruncoli. Li trovano poco distante: sprovveduti o incuranti, quasi a sfidare il destino, come se niente fosse si sono messi ad aspettare l&#8217;autobus ad una fermata sulla statale per Arma di Taggia. E&#8217; un errore che non faranno mai più e pagheranno caro. I &#8220;vendicatori&#8221;, chiamiamoli così, perchè di quello si stavano occupando visto poi com&#8217;è andata, li bloccano e probabilmente li caricano in macchina. Dico &#8220;probabilmente&#8221;, perchè non sarebbe consigliabile picchiare selvaggiamente un ragazzino in mezzo alla strada invece che portarlo dai Carabinieri. Chiunque, si spera, sarebbe intervenuto o avrebbe fatto intervenire le forze dell&#8217;ordine.<br />
Il regolamento di conti deve essere avvenuto in qualche luogo negli orti. Risultato: il ragazzino finisce al pronto soccorso in gravi condizioni, con diversi traumi e un&#8217;abbondante emorragia. Lei se la cava meglio, ma le notizie sono discordanti. Concordano invece con il fatto che nella borsetta della ragazza sono stati trovati i documenti: lui 12 anni, lei 17. Probabilmente stranieri, di origine zingara. I sanitari hanno appurato anche che lei è incinta.</p>
<p>Questo è quanto. Morale della favola? Nessuna, perchè questa non è una favola. E&#8217; quanto di peggio possa accadere nella vita quotidiana Ponente Ligure. Isola felice fino all&#8217;altro ieri, la Provincia di Imperia si risveglia oggi di soprassalto da un lungo, bellissimo, sogno: piccole bande si aggirano anche qui tra le case per compiere piccoli furti. Ma, allo stesso modo, se non ci si fida della giustizia ordinaria, non ci si può abbandonare alla giustizia personale, alle ronde private, alle spedizioni punitive. Il nostro bel Ponente sta diventando un Far West come il resto d&#8217;Italia.</p>
<p>Non sappiamo se ai Carabinieri sia arrivata qualche tipo di denuncia, e nemmeno se al Pronto Soccorso, vedendosi arrivare un ragazzino sanguinante, si siano chiesti se fosse solo caduto dalla bicicletta o qualcos&#8217;altro. Non si trova traccia della notizia sui giornali.<br />
Una cosa è certa. Il problema dei piccoli furti e della sicurezza rimarrà anche dopo questo episodio. Non sappiamo perchè stessero rubando, possiamo ipotizzarlo, anche se la fame, quella vera, non può costituire un&#8217;attenuante per entrare in casa di qualcuno e derubarlo.<br />
Ma l&#8217;odio che ha portato alla vendetta è stato totalmente cieco, un odio atavico. Cinico. Etnico. Tale da far passare in ombra che le &#8220;vittime&#8221; erano un ragazzino di 12 e una ragazza incinta. Qualcosa già visto in altri tempi e altrove, in Europa.</p>
<p>Beh, molti diranno, dopo tutte quelle botte, al ragazzino verrà un po&#8217; meno la voglia di rubare. Certo.<br />
Forse, invece, si farà più furbo la prossima volta.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/cronaca/'>cronaca</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/sicurezza/'>sicurezza</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/taggia/'>taggia</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/908/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/908/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=908&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un simbolo di libertà</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 06:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[privatizzazione acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Repubblica 23 aprile 2011 - pag 1 <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/04/24/un-simbolo-di-liberta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=903&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(di Carlo Petrini da Repubblica 23 aprile 2011)</p>
<p>Il nonno diceva a un Tonino Guerra bambino: «Se non guardi mai indietro, come fai ad andare avanti?» Se io guardo alla storia dell´acqua vedo che a periodi bui e drammatici dell´epopea umana sono sempre corrisposti un arretramento nella sua distribuzione e utilizzo e diverse forme di privazione. Che, guarda caso, ha la stessa etimologia di privatizzazione.<br />
Si pensi alle tecnologie idriche, per quel tempo stupefacenti, dei Sumeri o più tardi alla maestosità degli acquedotti romani. Facevano capo a società floride, che avevano inventato modi per distribuire l´acqua liberamente a tutti, per affrancarsi dal limite di doversi insediare presso i fiumi e le sorgenti. Era tutta acqua pubblica, cosa che a quel tempo nessuno avrebbe mai messo in discussione. Anzi, i castellum acquae di epoca romana, dove finiva l´acqua degli acquedotti per essere poi attinta, erano opere pubbliche a volte anche sfarzose, donate pomposamente alla popolazione. Pomposamente, ma &#8220;donate&#8221;.</p>
<p>Nel Medioevo è poi scattato una sorta di blackout: tutta quella sapienza, quella tecnologia e ingegnosità condivise, al servizio della gente e del suo poter crescere e progredire, si bloccarono. Le persone si misero ad attingere acqua dai pozzi, la stragrande maggioranza dei quali &#8211; coincidenza? &#8211; erano individuali, privati. La cosa alla lunga favorì il diffondersi di malattie e insalubrità, tempi bui.</p>
<p>C´è un´altra storia in tema che mi ha sempre colpito. Circa 9000 anni fa le popolazioni del Centro America decisero di stabilirsi in una valle in Messico, che va da Tehuacán a Coxcatlán. Erano zone fertili, con abbondanza d´acqua. Quando poi arrivarono gli spagnoli, millenni dopo, trovarono una civiltà florida e una fitta, complessa, geniale rete di canali e bacini idrici che garantivano abbondanza d´acqua tutto l´anno grazie a un sistema che integrava perfettamente le risorse sotterranee e la raccolta d´acqua piovana. Questi canali delimitavano anche le terre, e gli spagnoli per espropriarle agli indios li smantellarono completamente: oltre alla violenza come mezzo di sottomissione usarono anche la privazione dell´acqua. Con i conquistadores non iniziò certo un periodo risplendente per quella civiltà indigena, fu lo sprofondo nel buio. Oggi questa zona lotta strenuamente contro la desertificazione ed è una delle più povere del Messico, nonostante le fonti d´acqua sotterranee ci siano ancora e diano acqua pregiata, da bere, tanto che se si chiede dell´acqua minerale in un bar di Città del Messico si può tranquillamente domandare della &#8220;Tehuacán&#8221; senza timore di essere fraintesi. Peccato che quelle fonti e quelle bottiglie di minerale ora appartengano alla Coca-Cola.</p>
<p>Se l´acqua non è libera la gente non è libera. Se l´acqua non è libera, disponibile e abbondante, la civiltà fa un passo indietro. Quanto serve guardare al passato, a volte. I mezzi e mezzucci che oggi usano le multinazionali per accaparrarsi l´acqua in tutto il mondo, e la politica irresponsabile che in questa missione d´imbarbarimento gli regge il moccolo, prona e instupidita dal fiutare anche lontanamente qualsiasi business, sono deleteri per la nostra libertà. Privatizzare un bene comune come l´acqua significa privarne qualcuno, e non c´è nessun richiamo all´efficienza o altra scusa che tenga. Perché l´efficienza dei beni comuni dev´essere pubblica, al limite pomposamente &#8220;donata&#8221; senza chiedere nulla in cambio. Non è soltanto una questione di principio, lo dimostra la storia. Privare gli italiani del diritto di esprimersi attraverso i referendum è prima di tutto becero, un triste regredire della nostra civiltà. Sorvoliamo sui reali motivi, è un periodo buio e ci siamo dentro fino al collo.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/acqua/'>acqua</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/acqua-pubblica/'>acqua pubblica</a>, <a href='http://baronirampanti.wordpress.com/tag/privatizzazione-acqua/'>privatizzazione acqua</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/903/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=903&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aragiaive!</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2011/03/15/aragiaive/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Nostre]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di imperia]]></category>

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		<description><![CDATA[Indignez-vous! Indignatevi! Aragiaive! Chi vuole cambiare qualcosa deve cominciare a farlo. <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/03/15/aragiaive/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=892&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Un consiglio comunale in provincia di Imperia sciolto per &#8220;forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata&#8221;. Ma non succedevano altrove queste cose? Invece.</p>
<p style="text-align:justify;">Un sindaco invitato più volte a mettersi da parte per rispetto dell&#8217;istituzione che ricorre al T.A.R. e parla dello scioglimento ordinato da un ministro della repubblica come di un &#8220;atto abnorme, inspiegabile, illegittimo&#8221;. (Ma non ha giurato sulla costituzione?)  E&#8217; accadduto anche questo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il presidente di una squadra di calcio locale arrestato per minacce ai suoi giocatori. Che cos&#8217;è? Un sequel polizziottesco dell&#8217;&#8221;Allenatore nel pallone&#8221;?</p>
<p style="text-align:justify;">Un &#8220;porticciulo&#8221;, quello di Imperia, partito con l&#8217;ambizione di essere il più grande d&#8217;Europa diventato invece più grande la bufala degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Un ex ministro dimessosi già due volte per clamorose gaffe che dichiara che da quando non c&#8217;è più lui &#8220;ci si accanisce contro il ponente&#8221; e va a tirar la sottana del presidente del consiglio, minacciando di formare una corrente. Ma quando &#8220;c&#8217;era lui&#8221; le cose erano diverse?</p>
<p style="text-align:justify;">Se unite tutto questo al deficit Area 24, alla pista ciclabile senza luce, all&#8217;Amaie che rischia la privatizzazione, all&#8217;autocombustione di negozi in pieno centro, alla crisi della floricoltura, dei trasporti, alle discariche abusive, perfino della spazzatura e ai morsi del cemento sulla costa e sulle colline ce n&#8217;è abbastanza: Aragiaive! Per i foresti: Indignatevi!<br />
In Francia, un libretto scritto da un vecchio partigiano di 94 anni, Stéphane Hessel, sta scuotendo le coscienze civili del paese. Si chiama “Indignez-vous!”, costa pochissimo e in quattro mesi ha venduto più di 650mila copie.<br />
L&#8217;abbiamo letto: non è il solito mugugno di un vecchio nostalgico, nè il suo canto del cigno prima di affidarsi alla grande consolatrice. Chiama in causa le idee, i valori, gli stessi che hanno ispirato la resistenza contro il nazismo, il male assoluto. Dov&#8217;è finito tutto ciò per cui i nostri nonni solo 60 anni fa hanno combattuto e tanti sono morti? Potrebbe sembrare la retorica a cui ci siamo abituati nei discorsi da 25 aprile, invece no: in Hessel, ex allievo di Sartre, si legge la nausea per il mondo di oggi e si schiera contro il male principale che lo affligge: l&#8217;indifferenza. E&#8217; l&#8217;indifferenza che gradino, dopo gradino, ci porterà ad accettare tutto, ingiustizie economiche, sociali, spostando il limite sempre più in là, fino alle discriminazioni razziali e religiose, finchè diverrà nouveau regime.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo libretto, come scrive anche Le Monde, “non è certo un programma di governo. Ma è un serio avvertimento al governo”. E&#8217; un avvertimento alla sinistra perchè torni a suscitare speranze, alternative, argomenti. Tra pochi mesi in Francia ci sono le presidenziali. Non è un caso infatti che Sarcozy abbia dichiarato di voler bombardare Gheddafi: speculazioni elettorali. Da noi in Italia le elezioni sembrano lontanissime e non sembrano rappresentare più una soluzione, la classe politica nel frattempo si è decomposta. L&#8217;Italia è il paese dove la politica è più distante dalla realtà, un vero parassita di privilegi.<br />
Gli stessi privilegi che nel Nord Africa islamico, tanto condannato da noi puristi occidentali, hanno provocato uno tsunami di rivolte e rivoluzioni. Dietro i paraventi messi su dai governi trentennali di Ben Ali, Gheddafi e dagli emiri sauditi, c&#8217;è chi non ne può più, chi s&#8217;è indignato, s&#8217;indigna.</p>
<p style="text-align:justify;">E allora, perchè confinare l&#8217;indignazione a Ponte San Ludovico? Anche in Italia, anche in provincia di Imperia abbiamo i nostri buoni motivi, ce ne accorgiamo tutti i giorni.<br />
Ma che fare? Abbiamo visto che non serve scendere in piazza. Sindaci, presidenti, politici stanno a guardare (magari partecipano pure, come Bosio alla manifestazione contro le mafie), al limite offrono cappuccino e brioche al popolo, come Maria Antonietta. Non serve sbraitare, insultare sul web: scatenano solo azioni legali e risarcimenti. Ma indignarsi è fondamentale per cambiare le cose. Serve uscire da questa indifferenza in cui siamo finiti, annebbiati, anestetizzati da un benessere di base e dai modelli della TV. Cominciamo con lo spegnere quella e verrà di conseguenza indignarsi, &#8220;aragiase&#8221;. La soluzione può essere politica o no, ma deve arrivare da una giusta incazzatura.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi sindaci amici su facebook di camorristi, ci rappresentano?<br />
Questi politici che non si mettono mai da parte ma hanno l&#8217;arroganza dei salvatori della patria, hanno migliorato il nostro territorio in tutti questi anni?<br />
Questo ambiente una volta straordinario e invidiato da tutti e oggi colonizzato dai cementieri e imprenditori con la cazzuola, ci piace?</p>
<p style="text-align:justify;">Questa è una resistenza, una nuova resistenza.</p>
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		<title>Se non ci resta che piangere</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 13:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corteo storico: a Carnevale ogni scherzo vale <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2011/03/01/se-non-ci-resta-che-piangere/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&amp;blog=4093891&amp;post=888&amp;subd=baronirampanti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Difficile dire in che epoca voglia vivere Taggia.<br />
Orologi, agende, calendari alle pareti indicano chiaramente che siamo nel 2011 da qualche mese, ma fuori continuano a sfilare figuranti vestiti alla guisa del 1600. Decine di auto si impilano sul lungargine. In città invece sfilano carretti trainati da muli e cavalli. E tra i caruggi circolano nomi come &#8220;Paraxio&#8221;, &#8220;Pantan&#8221;, &#8220;Pozzo&#8221;; sui giornali invece si legge solo &#8220;Armataggia&#8221; e &#8220;Taggiarma&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;effetto è quello di un famoso film con Benigni e Troisi: &#8220;Non ci resta che piangere&#8221;. I due ,passato un passaggio a livello si trovano improvvisamente nel millequattrocento (quasi millecinque, dice un passante). E chi fosse capitato a Taggia domenica scorsa avrebbe avuto delle serie difficoltà a riconoscere in che età questo luogo sta vivendo, se nel XXI secolo o nel XVII. E questo non tanto per l&#8217;efficacia delle ambientazioni e del corteo storico, ma per le sue contraddizioni, per i suoi problemi, non molto diversi, solo aggiornati, rispetto a quelli rappresentati del &#8217;600.   Per rendersi conto dell&#8217;epoca esatta, valeva la pena scendere ad Arma: lì tutto era normale, fermo, agli anni&#8217;60 (anziché al &#8217;600), da quando intere famiglie milanesi, torinesi e bergamasche hanno cominciato la loro migrazione (barbarica o no), conquistando un appartamento tra quelli in costruzione sulle coste.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad Arma, certo, domenica scorsa saranno morti d&#8217;invidia: chissà quanto bisognerà aspettare per vedere sfilare un corteo &#8220;storico&#8221; in costume anni&#8217;60, con le pettinature belle gonfie, i pantaloni a zampa e i maglioni a collo alto che andavano di moda allora, esattamente come a Taggia, col pretesto di festeggiare San Bendetto Revelli, ogni anno si radunano, corpetti, gonne di pizzo e armature sfavillanti.   Questo divario tra le due anime del paese è forse molto più manifesto di quello proclamato a gran voce dai comitati locali che vogliono rinominare il comune e sottolineano continuamente le differenze tra Arma e Taggia: Taggia rifiuta il presente e, piuttosto che affrontarlo e migliorarlo, preferisce tuffarsi in un passato idealizzato e depurato; Arma invece nel presente ci vive e convive, con i palazzoni, il cemento, il traffico. Così come domenica il mercatino medievale di Taggia non faceva altro che riprodurre i moderni centri commerciali di Arma.<br />
Sì, proprio non ci sono altri problemi a Taggia che quello del nome, nemmeno fossimo nel medioevo: mai come oggi questa cittadina sembra rinnegare il proprio presente e si rifugia negli anni addietro.  Solo che il passato, come la realtà, nella fantasia è sempre migliore di quello vero. Il medioevo di Taggia è idealizzato, dove tutto ciò che poteva esserci di brutto diventa folckloristico: il popolo, i poveri, la guerra. Armigeri che si affrontano, dame che sfilano, vescovi benedicenti: gli storici più rigorosi devono chiudere entrambi gli occhi. I turisti pure: gran bel colpo d&#8217;occhio gli abiti principeschi e baronali che sfilano con sotto i jeans e tra le Luis Vitton. Ad un paggio squilla il cellulare. Passa anche un&#8217;arabo, ma uno solo, e vestito bene, evidentemente con il permesso di soggiorno per un pomeriggio, quando alle nostre frontiere ce ne sono migliaia.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine della fiaba, cavalieri, dame, scudieri e maniscalchi, tutti se ne tornano a casa a vedere il calcio in TV felici e contenti. Per un giorno si torna nel 1600: ma per tutti gli altri 364 basta e avanza il 2011.  Chi scrive resta dell&#8217;idea che il modo migliore di ritrovare il passato sono le tradizioni, non le carnevalate. Di quelli che hanno visto il corteo storico di Taggia domenica scorsa, pochi o nessuno si ricorderà l&#8217;aneddoto storico declamato in latinorum sul palco. Molti di più, certamente, rimpiangono i furgari che quest&#8217;anno sono rimasti spenti.</p>
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