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	<title>Baroni Rampanti &#187; ZirichilTaggia</title>
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		<title>Baroni Rampanti &#187; ZirichilTaggia</title>
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		<title>Guerra di preposizione</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 16:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un comitato propone di cambiare nome al comune di Taggia.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=634&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Chi non è di Taggia, può considerarsi esentato dalla lettura di questo post.<br />
Ma prego anche i lettori sanremaschi, castelini, ventimigliusi e baucogni di non ignorarlo. Almeno per solidaretà.</p>
<p style="text-align:justify;">Come siete fortunati oh sanremesi, imperiesi, bordigotti, intemeli. Voi, almeno, avete problemi seri: la crisi del Casinò e del Mercato dei Fiori, la frontiera, i vari sfaceli dei porticciuoli. Noi, a Taggia, stiamo così bene che ce la prendiamo con le preposizioni, con la grammatica. Ci arrovelliamo con questiti che farebbero miglior figura nel &#8220;Forse non tutti sanno che&#8221; della Settimana Enigmistica: Perchè Taggia si chiama così? Perchè non cambiare nome all&#8217;intero comune? Perchè non eliminare quella dannata preposizione che unisce Arma e Taggia?</p>
<p style="text-align:justify;">A dire la verità, non è che tutti i taggesi sentano questa necessità. La cosa nasce dalla città di sotto (ne avevo già parlato <a title="Città di sopra e cttà di sotto" href="http://baronirampanti.wordpress.com/2009/03/16/citta-di-sopra…citta-di-sotto" target="_blank">qui</a>), da Arma di Taggia. I taggiaschi, cui del bagnasciuga giunge solo qualche sparuta eco, sanno poco o nulla di ciò che i loro fratelli-coltelli tramano all&#8217;ombra dell&#8217;ex Hotel Vittoria. Anche perchè preferiscono pensare a cose più serie, come l&#8217;annata delle olive o del ruscus.<br />
Ma da mesi, il sedicente &#8220;Comitato Spontaneo pro Arma &#8211; Taggia&#8221;, effettua un battage serrato sulla questione, con passaparola, volantini e affiches (da non escludere che presto bussino alla porta i testimoni di Arma-Taggia), sostenendo la tesi della neonomia come se fosse un toccasana ai dolori della Valle Argentina. E a supporto apportano motivazioni giudidico-istituzionali e socio-culturali.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;ultima notizia è una specie di &#8220;ultimatum&#8221;: il comitato invia una richiesta di &#8220;aiuto&#8221; ai presidenti della Provincia e Regione. Se anche questa dovesse cadere inascoltata, allora sarà referendum. A questo punto, visto che la questione minaccia di sconfinare sulle già affollate scrivanie dei nostri governatori, urgono alcune riflessioni.</p>
<p style="text-align:justify;">La prima è che il comune di Taggia si trova di fronte ad un momento storico. Negli ultimi 10 anni sono cambiate molte cose: la stazione a monte, l&#8217;enorme zona commerciale, la pista ciclabile, l&#8217;Aurelia bis. Ciò non ha portato solo benefici, ma anche problemi: cantieri infiniti, traffico, anomalie che hanno riscritto la cartina del paese, ma non ne hanno cambiato certo il nome. A livello amministrativo si è passati dalla lobby affaristica concussiva della precedente giunta Barla ad un sindaco più attento e vicino alla gente, che magari non risolve i problemi, ma almeno ci prova, ci sta provando. Molto altro sta per accadere, ma quando le cose non vanno, cambiare loro il nome non è una soluzione: creerebbe solo ulteriori problemi.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi ci vogliono motivazioni più valide che un indirizzo errato su una bolletta dell&#8217;acqua o un codice fiscale per cambiare nome ad un comune. Occorre tenere conto e rispettare la realtà storica di Taggia, una città antichissima, il cui nome (Tabia) resiste da più di un millennio (si cambiò invece per un errore di un copista il nome del torrente, che da &#8220;Taggia&#8221; divenne &#8220;Argentina&#8221;). Come chiameremmo la più famosa cultivar di oliva italiana? Oliva Armataggiasca?</p>
<p style="text-align:justify;">Anche Arma ha la sua realtà. E&#8217; un centro infinitamente più giovane e per questo anche inesperto: forse i comitati pro Arma-Taggia dovrebbero tutelare di più alcuni aspetti legati all&#8217;immagine, come l&#8217;edilizia selvaggia per cui Arma è citata spesso come cattivo esempio, che ha portato alla costruzione delle &#8220;torri di Colombo&#8221; o a radere la vegetazione davanti all&#8217;hotel Vittoria per consentire ai facoltosi acquirenti dei monolocali di vedere il mare. L&#8217;immagine di un luogo è costituita anche da questi particolari. E che dire del simbolo stesso di Arma di Taggia, la grotta dell&#8217;Arma? Quella zona fa parte di un complesso di valore archeologico inestimabile. Vi furono trovati resti dell&#8217;uomo di Neanderthal e di un castrum medievale. Ora gli scavi sono in abbandono e in gran parte l&#8217;area appartiene ad una società che fa capo ad una notissima imprenditrice portuale del ponente ligure che da anni la sta sventrando con un cantiere per costruire alcuni box. Perchè non chiedere che quella zona venga restituita ad Arma e alla cittadinanza, per il suo valore storico?</p>
<p style="text-align:justify;">Le promesse non mantenute dagli amministratori di cui si lamenta il comitato, sembrano una vera ingenuità. Nella prima pietra della nuova sede del comune di Levà esisterebbe una pergamena con la dichiarazione del nuovo nome &#8220;Armataggia&#8221;. Roba da Dan Brown. Forse è necessario chiamare un Indiana Jones che si avventuri nei pilastri alla ricerca della pergamena perduta. E se anche fosse? Quando mai dalle nostre parti le promesse degli amministratori diventano realtà, anche quando riguardano cose più importanti? Ci avevano promesso un megacomplesso sportivo alle ex caserme Revelli, una nuova passeggiata, una stazione ferroviaria efficiente, l&#8217;anfiteatro al Castello e tante altre belle cose. Dove sono?</p>
<p style="text-align:justify;">Motivare poi il cambio del nome sulla base delle entrate fiscali mi sembra addirittura bieco. Se così fosse allora i quartieri bene di ogni città potrebbero cambiare nome al comune a loro piacere.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Comitato Spontaneo pro Arma &#8211; Taggia deve raccogliere mille firme per chiedere il referendum. E&#8217; di moda, del resto. Di questi tempi tutti vogliono cambiare la costituzione, anche di poco, scriverci su qualcosa, metterci una boccaccia.<br />
Ma se dovessimo andare al voto, sarò felice di apporre il mio &#8220;No&#8221; su questa assurda iniziativa. Anzi, proporrei un comitato spontaneo per chiamare Arma, &#8220;Taggia Lido&#8221;.</p>
 Tagged: arma di taggia, comune di taggia, taggia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/634/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=634&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Come t&#8217;invento un convento</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/12/13/come-tinvento-un-convento/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 18:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[taggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Grave errore su Il Secolo XIX: il convento degli RR.PP. Domenicani di Taggia è stato scambiato per quello dei Cappuccini<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=607&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Taggia gioisce per l&#8217;accordo appena raggiunto: il convento dei Cappuccini non chiuderà ma verrà utilizzato in comodato dal Comune di Taggia per finalità religiose, sociali, culturali e assistenziali.<br />
La notizia è comparsa oggi su Il Secolo XIX, giustamente di domenica, per confortare i numerosi fedeli e tabiesi affezionati all&#8217;antico convento francescano che festeggerà tra poco i 400 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma chi ha letto il giornale di oggi non può essersi accorto di una cosa che non mancherà di suscitare preoccupazione. Sul giornale c&#8217;è, sì, la notizia dell&#8217;accordo salva-capuccini, ma le foto no, quelle sono dell&#8217;altro convento di Taggia, i Domenicani.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi leggerà questo post nelle prossime 24 ore può accorgersi dello svarione sull&#8217;edizione online di Imperia (<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/imperia/">http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/imperia/</a>). Ecco l&#8217;articolo in <a target="_blank" href="http://baronirampanti.files.wordpress.com/2009/12/cappuccini_domenicani.pdf">.pdf.</a></p>
<p style="text-align:justify;">Chiaramente si tratta di un errore. Uno di quelli tipici in questi casi: il redattore telefona al fotografo o chiama in redazione: &#8220;Ciao ragazzi, mi servono delle foto del convento dei Cappuccini di Taggia&#8221;, &#8220;Ops, accipicchia, non ne abbiamo, mandiamo un fotografo.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Il povero fotografo aveva il 50%: Cappuccini o Domenicani? La legge di Murphy ha fatto il suo corso e ora sul gionale in prima pagina locale c&#8217;è una bella foto del chiostro del convento dei Domenicani.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;errore rischia di far convocare un Concilio Vaticano ad hoc. Perchè tra Domenicani e Francescani, storicamente, non è mai corso buon sangue. Quasi su tutto sono stati in disaccordo: gli uni ordine inquisitore, militia cristi (tre inquisitori domenicani partirono proprio da Taggia per benedire le americhe); gli altri ordine povero, che rinuncia ai beni e alle gerarchie. I due conventi sono esattamente uno dalla parte opposta dell&#8217;altro. Addirittura si ebbe bisogno di erigere un edicola con i due santi abbracciati (nell&#8217;alto dei cieli, perchè in terra, storicamente, mai avvenne essendo San Francesco vissuto molto prima di San Domenico). Anche l&#8217;iconografia e l&#8217;architettura sono completamente diverse.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, colpa di Taggia se è così ricca di chiese, conventi, oratori e altari. Non se ne può più: i taggiaschi prendono il Creatore per sfinimento. Non c&#8217;era bisogno di fondarne uno nuovo mescolando Domenicani e Cappuccini.<br />
Ma un po&#8217; più di attenzione in cronaca andrebbe messa. Fino a quando i taggiaschi non ne potranno più di questa informazione.</p>
 Tagged: religione, taggia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/607/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=607&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Assoluzione in formula extravergine</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/12/01/assoluzione-in-formula-extravergine/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 16:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul "processo all'olio" di sabato 28 novembre ad Olioliva<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=599&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Troppo facile ironizzare sul &#8220;<a title="processo all'olio sanremonews" href="http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=104746" target="_blank">Processo all&#8217;olio</a>&#8221; di sabato scorso a Olioliva.<br />
Al giorno d&#8217;oggi due sono gli argomenti che imperano su giornali e TV: processi e cambiamenti climatici. Non parliamo poi dei processi dei cambiambiamenti climatici e dei cambiamenti climatici dei processi. Un delirio.</p>
<p>Stavolta, però, come taggiasco, mi sono sentito parte in causa.<br />
Finalmente, mi son detto, era ora che lo beccassero. M&#8221;avessero chiamato, mi sarei dichiarato parte civile.<br />
Voi non immaginate nemmeno che cosa possa voler dire vivere a Taggia, avere una nonna figlia di storici defiziéi (i Garaci), che ha fatto la <a title="Sciascieline su Zemiafilm" href="http://zemiafilm.wordpress.com/2009/04/20/per-un-pugno-di-olive-in-anteprima-al-museo-carli-di-imperia/" target="_blank">sciascielina</a> e racconta di continuo storie di gumbi e spurtin. Crescere tra lo sfrigolare delle padelle, giocare a rimpiantino tra le latte, sentirsi dire, dopo un brutto voto: &#8220;Ti l&#8217;hai a testa cume ina quarta!&#8221; (quarta misura, 25 litri, quasi 10 chili).<br />
Essere obligati, ogni autunno, a battere le piante da cui precipitano sì, olive nere e verdi, ma anche ragni, moschette, coleotteri e quant&#8217;altro. Sopportare i dialoghi assurdi di quando poi si va a potare: no, questo ramo qui no, meglio l&#8217;altro è all&#8217;ubago. Na! Sta chi a l&#8217;è ina pendana!<br />
In casa mia sotto i ponti, nei proverbi, non è mai passata acqua: solo olio extravergine di oliva taggiasca. Liscio come l&#8217;olio non si dice per scaramanzia.<br />
Mia nonna faceva un sardernara che, dopo il secondo pezzo, aveva effetti diuretici quasi immediati. Per mia madre la parola &#8220;cundjiun&#8221; è uno scioglilingua. La carne all&#8217;uccelletto? Un guado.</p>
<p>Insomma, aspettavo giustizia.</p>
<p>Già temevo per questa storia del lodo Alfano e la riduzione della durata dei processi. Ho guardato subito l&#8217;etichetta: tempo due anni, sarebbe scaduto. L&#8217;avrebbe fatta franca anche stavolta.</p>
<p>Quando l&#8217;ho visto lì, alla sbarra, davanti ai giudici, con il suo sorriso gradasso, un po&#8217; invecchiato, ma sempre in salute, come quelli che non passano mai di moda, ho avuto paura che la giuria si sarebbe lasciata influenzare. Che, sottobanco, sarebbero passate bruschette. Che ogni teste sarebbe diventato un &#8220;testu&#8221;. Funziona così, al giorno d&#8217;oggi, vedi il processo Mills. Del resto &#8220;Mills&#8221; in inglese, significa &#8220;mulini&#8221;. E perchè non &#8220;defizi&#8221;?</p>
<p>Ma stavolta lo scacco sarebbe stato totale: a seguire il processo c&#8217;erano le telecamere di Raiuno Serenovariabile e il fior fior di giornalisti gastronomici, esperti del settore. Altro che tangentopoli, spurtinopoli, gumbopoli.</p>
<p>Ho atteso il verdetto chiuso in camera mia, seduto sul cesso a leggere il menu di Mc Donalds.<br />
Ma poi sapete tutti com&#8217;è andata. Ecco la scena, me lo sono vista e rivista: suona la campana, come a Forum. Esce il giudice, con tutto il collegio. Non Sante Licheri, ma Gianfranco Boccalatte il presidente del tribunale di Imperia. Prima di leggere la sentenza si guardano l&#8217;un l&#8217;altro. Un pelo di lingua passa sulle loro labbra. Deglutiscono. Assolto in formula piena.<br />
La legge è uguale per tutti. Ma per l&#8217;olio di oliva taggiasca lo è un pochino di più.</p>
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		<title>La città centrifuga</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[arma di taggia]]></category>
		<category><![CDATA[aurelia bis]]></category>
		<category><![CDATA[taggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l'inaugurazione del nuovo svincolo Aurelia Bis salgono a 4 le rotonde del Comune di Taggia. Un fenomeno da studiare.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=578&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Stamattina prestissimo era già tutto pronto. Le bandiere dell&#8217;Anas, sventolavano accanto a quelle della Comunità Europea e al tricolore nazionale. Il prato, bello sfalciato, sapeva d&#8217;umido come per la finale dei mondiali. L&#8217;asfalto nero e piatto, perfetto come nemmeno a Monza.</p>
<p>E la rotonda. Mai vista una rotonda più rotonda di così. Di una circonferenza tale che dentro ci potrebbe stare un eliporto o un campo da bocce, invece che dei poveri pitospori assetati.<br />
&#8220;Rotonda&#8221; non solo nel significato di &#8220;rotatoria&#8221;, ma anche nel senso che, percorrendola, si ha la percezione di qualcosa che sottostà davvero alle leggi. Non tanto a quelle del Codice della Strada (di per sè, le ultime sentenze della Corte Europea hanno complicato più che chiarito la giungla delle rotatorie, in sostanza una metafora della vita di oggi: &#8220;vinca il più forte&#8221;), ma, più precisamente, alle leggi della fisica dinamica.</p>
<p>Una cosa è sicura. Dopo i due Claudii e il loro codazzo di portaborse e assessori, dopo vescovi, parroci, prelati con i loro aspersori, dopo i curiosi di turno e gli appassionati di due e quattro ruote motrici, giunti stamane per inaugurare il nuovo svincolo dell&#8217;Aurelia Bis, i fisici di tutto il mondo si daranno presto appuntamento nel ponente ligure per effettuare studi impossibili in qualsiasi altro sistema inerziale terrestre.</p>
<p>Taggia, prima città agricola, poi turistico-alberghiera, poi deposito-alveare di coppiette padane in climaterio, infine polo commerciale della macro-regione Alpi Marittime/Provenza, ora ha una nuova identità: Taggia, la città centrifuga.</p>
<p>Ad attirare i seguaci di Galilei, la frase con cui tutti i giornali descrivono da settimane l&#8217;evento (attenti alla lingua, forse i redattori erano appena usciti da uno degli esperimenti dei tecnici ANAS):<br />
&#8220;Il primo svincolo, in corrispondenza dell’ex Statale 548, consisterà in una rotatoria di forma allungata in grado di risolvere, con un’unica intersezione a raso, i flussi veicolari convergenti dall’Aurelia Bis, dalla strada per Taggia e la Valle Argentina e dalla viabilità per il centro di Arma e per la stazione ferroviaria. Il secondo svincolo, tra l’Aurelia Bis e via Beglini, di collegamento con l’Autostrada dei Fiori e con Arma, è già parzialmente realizzato e aperto al traffico per le sole rampe in entrata e in uscita dal tratto di Aurelia Bis già attivo, in direzione Sanremo.&#8221;</p>
<p>Da capogiro. E così sarà. Già prima gli effetti delle 3 rotonde presenti in paese erano noti.<br />
La prima, appena giunti dall&#8217;Autostrada dei Fiori, provocherebbe un brusco afflusso sanguigno con conseguente aumento dei bisogni primari: non per nulla nei pressi, si trova il centro commerciale Nordiconad.<br />
La seconda, più piccola, subito dopo il parco commerciale all&#8217;immissione con l&#8217;Aurelia, sposterebbe i corpi negli abitacoli in modo così violento da provocare collisioni con i sacchetti della spesa, successiva rottura di uova e involontarie marmellate di caco-mela e passate di pomodoro.<br />
La successiva imponente rotonda del Quadrivio Rossat provocherebbe, invece, con la sua forma a goccia, un deciso spostamento a destra dei cittadini. Come se ce ne fosse bisogno a Ponente. Ma, hai visto mai, a marzo ci sono le elezioni regionali.</p>
<p>E questa ultima alla stazione FS, non si sa ancora che effetti potrà avere. La fisica dice che chi la percorrerà sarà sottoposto ad una forza pari alla sua massa per il quadrato della velocità diviso il raggio. Ma qualsiasi ipotesi finora ideata deve essere attentamente vagliata. Newton trema nel sepolcro. Einstein ritira la lingua.<br />
Per le autorità le rotonde o rotatorie servono per snellire il traffico e sono più sicure perchè eviterebbero i &#8220;vols à la portiére&#8221;. Ma in questo modo si rischia di favorire i &#8220;vols chez la portiére&#8221;.  Si perdoni il francese non  proprio corretto.</p>
<p>Staremo a vedere. Del resto, con la fisica e la geometria a Taggia siamo forti. Abbiamo appena finito con le tangenti, ora cominciamo con le rotonde.</p>
<p>P.S.: speriamo che le autorità presenti si accorgano di uno striscione su una casa poco sopra la rotonda, sulla strada per Castellaro. Sta scritto, in rosso su bianco: &#8220;LA CAVA CI UCCIDE, SCAJOLA COSA FAI? GIULIANO NULLA, E TU..??&#8221;. L&#8217;ha messo Brunello Valle, perchè ancora nessuno ha mosso un dito per chiudere e bonificare la cava di Rocca Croaire, in cui è abusivamente stato depositato amianto.</p>
 Tagged: arma di taggia, aurelia bis, taggia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/578/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/578/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=578&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il muro di Argallo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[muro di berlino]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il muro di Berlino è caduto anche ad Argallo. Il racconto di Jurgen<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=563&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">No, nessuna paura, questa non è la notizia dell&#8217;ennesima speculazione<br />
edilizia in Valle Argentina.<br />
Ad Argallo, ridente e sperduta frazione della valle Oxentina, non è stato eretto nessun nuovo muro.<br />
Questo, semmai, è il racconto di come ne è crollato un altro.<br />
Non si tratta di un muro che divide in due il paese: nessun check point<br />
Charlie per passare da una parte all&#8217;altra, nè Vopos armati sulle cornici.<br />
(Certo però, quel bel graffito con il bacio tra Brežnev ed Honecker glielo invidiamo un pochino. Se ne potrebbe fare uno pure da noi, che so, con una bella limonata tra Scajola e Burlando.)</p>
<p style="text-align:justify;">Il muro in questione è proprio quello di Berlino, quello che ha diviso la<br />
città tedesca per 28 anni.<br />
Ieri sera ero ad Arma di Taggia alla Cena dei circoli. C&#8217;erano anche Jurgen e Kornelia, tedeschi di Liguria.<br />
Vivono ad Argallo, coltivano la terra. Ma sono connessi con il mondo: da Argallo con internet si spostano ovunque e potrebbero insegnare a molti di quelli che passeggiano in centro a Sanremo cosa vuol dire rispettare il territorio e l&#8217;ambiente e perchè sono importanti per il nostro futuro. Per questo sono sempre in prima linea quando c&#8217;è da fare qualcosa per la Valle. Ah, Jurgen fa pure una sardenaira che nemmeno in piazza Colombo.</p>
<p style="text-align:justify;">Inevitabile che venisse fuori l&#8217;argomento. Quando gli ho chiesto del Muro di Berlino e di com&#8217;era la Germania di quel periodo la sua risposta mi ha stupito. &#8220;Io ero già qua!&#8221;, ha detto Jurgen.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; arrivato ad Argallo nel 1987 dopo aver abitato a Berlino per 14 anni. Da Berlino a Badalucco. Ha scelto la valle Oxentina e quel paesino in particolare, un po&#8217; per quella passione che hanno i teutonici per le zone selvatiche, per quelli che i liguri chiamano (un po&#8217; con disprezzo) &#8220;zerbi&#8221;. Ma anche per scappare dalla città. Sogno che molti coltivano e pochi mettono in pratica. Jurgen mi stupisce sempre: lui, prima che scappare dal Muro di Berlino, è scappato da Berlino stessa. Un grande.</p>
<p style="text-align:justify;">E sul &#8220;Mauer&#8221; ha le sue idee. Dice che era molto comodo percorrerlo in<br />
bicicletta perchè lì non c&#8217;era mai traffico. Come dargli torto. Ma il bello<br />
arriva quando racconta di come è caduto il suo muro.<br />
&#8220;Il nostro muro di Berlino è caduto qui, ad Argallo &#8211; dice &#8211; da giorni<br />
seguivamo tutto con una piccola radio ad onde corte. Poi, finalmente il 9 novembre, l&#8217;annuncio. La gente dell&#8217;Est passava dall&#8217;altra parte. Anche da qui l&#8217;emozione è stata fortissima.&#8221;<br />
Che dire. Caro Jurgen: Ich bin ein baucognu!</p>
 Tagged: muro di berlino, storia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/563/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=563&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lena per bella Lena</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 13:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[ballo della morte]]></category>
		<category><![CDATA[madaena]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria maddalena del bosco]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambia uno dei configuranti del Ballo della Morte della Festa della Maddalena a Taggia. Un evento storico. Ma è la festa a trionfare <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=413&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Renato è lì con la camicia bianca.<br />
Sua moglie, la Enza, ieri sera gliel’ha stirata come meglio non poteva fare. Ed eccolo, lui è lì, in piedi, bello come può esserlo solo lui; per noi è come se fosse sempre esistito, se ci fosse da sempre.<br />
La musica s’è fermata. Dopo Rosamunda, l’orchestrina sa che può suonare ancora uno o due valzerini e poi i Madalenanti cominceranno a desiderare, a chiedere, a invocare la marcetta del Ballo della Morte. E’ un anno che aspettano. </p>
<p>I bambini corrono tra le gambe della gente. Oppure rimangono sul bordo della pista a tenere un cagnolino che punta il bosco. Balla balla saccu de paia, balla balla saccu de fen.</p>
<p>Sono 40 anni che Renato fa “U Masciu”. Prendete il giorno di oggi in un anno qualsiasi da qui al 1969 e lo troverete con la fusciacca a fare il Ballo della Morte assieme alla “Lena”. Ad alzare le mani al cielo, a buttare a terra dalla disperazione il berretto rosso quando lei muore. E sa l’è morta rivegnià.<br />
Le foto degli anni ’70 lo mostrano più giovane, magro, con le basette, che gioisce quando Lena rinasce. Negli anni ’80 ha solo cambiato il colore della camicia. Nel ’91 ne aveva una melange color carta zucchero. Sempre stirata perfetta. Gli anni di piombo. Il compromesso storico. Tangentopoli. Abbiamo vinto due volte i mondiali. Passato tre papi. Lui era lì.</p>
<p>Portano la lavanda. Ci siamo. Ghe semu. La gente fa cerchio attorno al palo, davanti alla chiesetta dell’eremo. Non c’è molto spazio. Per aria c’è odore di caffè, di fumo, di bosco, di piscio di cavallo. Di sudore d’ascella da ballo. Ma la lavanda comincia il suo mestiere. In poco è tutto viola.<br />
Portano il telo rosso. I u fàn! I fàn u ballu! Ma chi? Renato? Davide? Ivan?<br />
Renato si avvicina. E’ successo 40 volte, potrebbe succedere ancora una. Guarda la Enza. Gli ha stirato 40 volte la camicia, ieri sera ha fatto la stessa cosa, come sempre. Glielo legge negli occhi. Anche i suoi diventano umidi. Restano un po’ lì. Arrivano Davide e Ivan. In silenzio. La banda non sa che fare. Poi intona un altro giro di Rosamunda. Si ricomincia a ballare. </p>
<p>Renato e Davide parlano. Uno ha quaranta anni di Ballo della morte, l’altro 40 anni di vita. Uno piange per un addio, l’altro trema per un’eredità. Ti u fai, Scì, au fazu, Stà tranquillu, u gh’è Ivan, Ma l’ho puia, forsci a sun troppu zuenu, Ma va, a l’axevu i toi anni a prima vota. A Madaena triunfeà.<br />
Le donne stanno a guardare. Alcune di loro aspettano questo momento da anni. Eh, Renatu u l’è bravu, ma u cumenza a ese veiu. Davide? Ah, a vieemu. Ma u fa u Masciu o a Lena? Per una settimana in paese non s’è parlato d’altro.</p>
<p>La musica si ferma di nuovo. Il cerchio si stringe. Arriva il Contestabile. Guarda Davide. Lo stringe forte. Stendono il telo. Ivan è già lì pronto con la lavanda infilata nella fusciacca. Sarà lui u Masciu. Renato deglutisce. E’ a un passo dal passato e a un passo dal futuro. Ne fa uno indietro. Resta solo Davide. Il Contestabile chiede la parola. Per un momento così ci vuole un suggello. Non capita sempre di cambiare i “configuranti”. Quando accade spesso è doloroso. Lo è stato quando è morto Mìn u Fodeu. Lo è stato quando è morto u Bazurìn. Solo adesso capiamo il gesto di Renato. La sua camicia bianca, stirata perfettamente. Le sue lacrime. Parte un applauso. Se potessimo gli lanceremmo il cuore.</p>
<p>Parte la musica. Tutti s’inchiodano a guardare. I bambini saltano, le donne battono le mani. Davide sa quel che deve fare, l’ha visto tante volte. E lo fa. Anche per Ivan è la prima volta da Masciu. E’ lui che comanda. Insegue Davide, che si nega, non ne vuole sapere. Poi è Davide che insegue Ivan. Poi s’incontrano. L’amore è così. Vince chi fugge. Ma Davide incomincia a barcollare, sta male, cade. Ivan, lo guarda, lo sostiene, lo regge. Poi lo lascia e l’altro cade sul tappeto rosso. La musica cambia. Da allegretto diventa un lamento da pantomima. Ma non tragedia. C’è sempre dell’attesa in quei fiati, c’è una speranza nascosta anche per quell’amore sfortunato.</p>
<p>Ivan si dispera. Non si spiega. Chiede, guarda il cielo. Nessuno sa dargli una risposta. Prende la testa di Davide. La muove a destra e poi a sinistra. Davide solleva il piede opposto. Ma che vuol dire? E’ morto? E’ vivo? Disperato, Ivan prende la lavanda dalla fusciacca. La strofina addosso a Davide. Sulla pancia. Sulle braccia, sul ventre, sul collo. Sul naso. Ne strappa i fiori e glieli getta addosso. Lena, per bella Lena, la Maddalena, trionferà!<br />
Ivan fa un cenno al’orchestrina. E’ impercettibile, solo chi se ne intende lo vede. Il trombone capisce. Lo seguono la tuba e la tromba. Riparte la marcetta. Balla Balla saccu de paia, balla balla saccu de fen! I due si abbracciano. Volano mazzi di lavanda. La gente batte le mani a tempo.<br />
Era Davide? Era Ivan? Era Renato? Era Enzo? Era Cristò? Era Franco? Era Giacomo? La Madaena siamo stati tutti noi.</p>
<p>Renato e Ivan nel <a href="http://zemiafilm.wordpress.com/2008/07/19/a-madaena/">Ballo della morte</a> su Zemiafilm.</p>
 Tagged: ballo della morte, madaena, santa maria maddalena del bosco <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/413/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=413&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Le Gendusiadi</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/07/05/le-gendusiadi/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 20:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[taggia]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo genduso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sindaco Genduso incontra i cittadini di Taggia. Bigliettini anonimi per pubblicizzare l'evento <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=401&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>C&#8217;è fermento in paese, c&#8217;è aria di buriana, c&#8217;è qualcosa che scuote gli animi. Sono le Gendusiadi.<br />
Tutto è cominciato come nei migliori noir. Qualcuno ha seminato la città di misteriosi bigliettini. Sopra c&#8217;erano parole critiche nei confronti dell&#8217;amministrazione comunale. “Ma questi stanno lavorando?”. “Ma questa giunta, cosa sta facendo?”. “I nostri amministratori ci sono o sono fantasmi?”. Ecco cosa dicevano le malepenne. </p>
<p>La gente ne parlava al bar, da Calcina si posavano sonoramente i gotti sul tavolo, p&#8217;u Pantan i vende u pan e, u gh&#8217;è a crisi, senza soudi propriu i nu ne dan. U paise u trepa. </p>
<p>Ma la verità stava per venir fuori. Per un momento però, anche chi sa come vanno le cose in bassa Valle Argentina può dire di aver avuto un sussulto. Da anni si aspettava un cenno di vita intelligente sul pianeta Taggia. Se non uno scatto d&#8217;orgoglio, almeno un cenno, un segnale della presenza, tra la grotta dell&#8217;Arma e il ponte dell&#8217;A10, di esseri biologici complessi, in grado di esprimere un&#8217;opinione che non fosse quella di quanto Sequestrene somministrare ad un orto di ruscus o quanto costa al mq un appartamento in via Cornice. Che si discutesse almeno una volta tutti insieme dei problemi della città e del futuro.<br />
Non era la prima volta che in paese girava uno scritto anonimo contro il sindaco. Ne abbiamo parlato <a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2009/01/19/cavalli-anzi-anzi/">qui</a>. Ma stavolta l&#8217;attacco era diretto e capillare.<br />
Stavolta tutto è stato più raffinato. Il gesto e il mezzo hanno echi storici altissimi, come l&#8217;impresa di Gabriele D&#8217;Annunzio, che nel 1918 volò sulla nemica Vienna lanciando migliaia di bigliettini per ribadire la supremazia italiana.</p>
<p>Ma forse stiamo esagerando. Seppur nobile, non era così straordinario lo scopo dei misteriosi autori quando alla fine sono usciti allo scoperto. Solo che non si trattava di un manipolo di arditi con un cugino in copisteria, né una brigata di copioni da compito in classe: ad architettare tutto sono stati proprio coloro che venivano colpiti, le vittime stesse dell&#8217;azione. Dal punto di vista comunicativo, un vero trabocchetto. Un &#8220;al lupo! Al lupo!&#8221; invocato però dal lupo stesso. Davvero spiazzante. </p>
<p>Quelli di E&#8217; tempo in questo sono stati bravi: devono anche aver calcolato i rischi. E&#8217; stato come lanciare un sasso nel mare già molto agitato. Poteva anche non uscirne nulla.<br />
Un gesto di sfida quasi decubertiniano. Per questo mi ha fatto venire in mente le Olimpiadi, in cui gli atleti si sfidavano in pubblico senza però che nessuno vincesse davvero.</p>
<p>Tutto è servito per promuovere una serie di incontri che il sindaco Genduso ha organizzato per rendere conto del proprio operato con i propri elettori. Le Gendusiadi, appunto. Certamente gli va riconosciuta una certa audacia e anche una buona dose di finezza psicologica. Mai le amministrazioni precedenti (Gilardino – Gilardino; Barla -Barla) si sono anche solo lontanamente immaginate di convocare gremite fosse dei leoni e di buttarcisi dentro. E, se l&#8217;avessero fatto, con il senno di poi, forse sarebbe stato meglio. Per tutti. Genduso non si smentisce mai, il suo approccio è quello di spiazzare la piazza, spaesare il paese. Come quando, di recente, al consiglio comunale che lo voleva inchiodare sulla discarica a Taggia, ha votato pure lui contro l&#8217;impianto (<a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2009/04/29/lincredibile-mrnimby">qui</a>). Sta di fatto che questi sono sistemi che funzionano una volta, poi se nulla cambia, sappiamo bene la favola di Esopo come va a finire. Anche se è il lupo stesso a chiamarsi i pastori contro.</p>
<p>La prima Gendusiade s&#8217;è svolta giovedì 2 luglio ad Arma, a Villa Boselli. Chi vi ha partecipato, oltre a boccheggiare dal caldo, ha dichiarato che non è stato granché di speciale. Nessuno si è presentato davanti al sindaco coltello tra i denti o pronto a farsi esplodere. S&#8217;è parlato del più e del meno, poi l&#8217;attenzione s&#8217;è spostata su un problema annoso che Taggia per fortuna condivide con tutte le città del mondo. Chi le chiamava “deiezioni canine”, chi “escrementi”, chi, populisticamente, “merde di cane”.</p>
<p>E i cantieri dell&#8217;Aurelia Bis, che spaccano in due il paese? E il destino della stazione ferroviaria (quella nuova sempre più cattedrale nel deserto e quella vecchia sempre più catapecchia in centro?) E le ex caserme Revelli, l&#8217;ospedale unico, Trenitalia che ci ignora bellamente, la crisi della floricoltura? E la mancanza di idee per il divertimento estivo dei giovani? E la viabilità, le rotonde, il traffico, i parcheggi? E la presenza ingombrante della città nella città, Shopville? E il supporto alle tradizioni e alla cultura? E, soprattutto, l&#8217;intricata vicenda della “rumenta”? </p>
<p>Viene da chiedersi se verranno trattate nei prossimi appuntamenti:<br />
- martedì 7 luglio alle ore 21 a Taggia, in Palazzo Lercari;<br />
- giovedì 9 luglio alle ore 21 a Levà, nelle ex Caserme Revelli.</p>
<p>Ci sono naturalmente argomenti più importanti. Le briciole cadute dalla tovaglia del piano di sopra, il frigider del vicino che fa rumore di notte, le gatte in amore, i piccioni, i gabbiani, le meduse, le turiste con la cellulite.<br />
Vale però anche qui la solita regola. L&#8217;importante è partecipare.</p>
 Tagged: taggia, vincenzo genduso <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/401/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=401&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nimby e Pimby</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 16:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache del Sol Ponente]]></category>
		<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come passare dai timori e le paure del Nimby alle proposte e le condizioni del Pimby, "Probably In My Backyard"<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=376&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Tempo fa avevamo raccontato della visita dell&#8217;<a href="http://baronirampanti.wordpress.com/2009/04/29/lincredibile-mrnimby/">incredibile Mr Nimby</a> in quel di Taggia. Fu in occasione di un concitato consiglio comunale.</p>
<p>Ma ora sappiamo che un altro grande personaggio sta per arrivare dalle nostre parti. Forse è già qui tra di noi, e non ce ne siamo ancora accorti. E&#8217; il curioso Mr. Pimby.<br />
Non si tratta di un supereroe. Non è uno di quelli che arrivano e ti risolvono la situazione come Supeman o Spider Man. Né un bamboccione carismatico come Batman. E&#8217; timido, un po&#8217; pigro, si muove lentamente e ha bisogno di un certo sostegno da parte di tutti, perché è pure permaloso. Insomma, si fa un po&#8217; pregare.</p>
<p>Effettivamente però, il curioso Mr. Pimby è l&#8217;acerrimo nemico dell&#8217;incredibile Mr. Nimby. Sono l&#8217;esatto opposto. Mentre uno arriva saltando colline, città, frontiere, l&#8217;altro bisogna pregarlo, invocarlo, a volte implorarlo. Mentre uno s&#8217;impossessa di un sindaco o un assessore e lo trasforma in un mostro verde pronto a strapparsi i vestiti di dosso per la causa (e per non perdere voti), l&#8217;altro s&#8217;informa, legge i giornali, naviga su Internet, gira nei bar, nei negozi, si riunisce, prende parola negli incontri pubblici, si fa un&#8217;opinione dei fatti. </p>
<p>Si dice anche che i due siano fratelli, anzi, fratellastri. Sarebbero nati entrambi nello stesso cortile, nello stesso “backyard”. Ma poi qualche forza ostile li ha separati e adesso dove sta uno non può stare l&#8217;altro.<br />
E mentre il primo ribadisce un secco NO a qualsiasi progetto, il secondo ragiona anche sulle opportunità che da esso possono scaturire e se questo progetto ha solo lati negativi come denuncia il fratello, oppure in esso ci sia qualcosa di buono. Insomma, non basta dire “Not in my backyard”, troppo facile, bisogna proporre alternative, sentire tutte le parti in causa, evitare di cavalcare l&#8217;onda emotiva che spesso produce le soluzioni peggiori per molti e le più comode per i soliti pochi. Solo allora si potrà decidere, ma alle proprie condizioni: “Probably In My Backyard”, è il suo sussurro di battaglia.</p>
<p>Purtroppo, non accade quasi mai che il curioso Mr. Pimby arrivi prima del fratellastro. L&#8217;altro lo anticipa sempre, e dove arriva fa disastri, calpesta le idee, disarma le coscienze.<br />
Ma il bello è che tutti possono diventare Pimby, un giorno. Accade sempre più spesso: la gente si sveglia la mattina, si guarda nello specchio e scopre di pensarla diversamente da come racconta la TV o dichiara il politico di turno e di volerne sapere di più su quella “discarica” che vogliono fare vicino casa, oppure s&#8217;accorge semplicemente che un sistema nuovo nella gestione dei rifiuti, dell&#8217;acqua, del territorio può convenire a tutti, anche economicamente.<br />
Quando succede i Pimby si riuniscono e bussano alla porta di sindaci, presidenti, amministratori. Bussano così forte che l&#8217;incredibile Nimby, per timore di incontrare il fratello, se la svigna prima che lo facciano entrare.</p>
<p>La logica Pimby esiste davvero. E&#8217; qualcosa che, attraverso la condivisione delle idee e i media usati come strumenti di partecipazione e non come sordi altoparlanti, può arrivare a sostenere le amministrazioni impegnate in decisioni di qualità. C&#8217;è pure un <a href="http://www.pimby.eu/">premio</a>, assegnato ogni anno ai percorsi e modelli di governance più innovativi promossi dalle amministrazioni sul proprio territorio.<br />
Ci stiamo provando con la neonata Rete dei Cittadini per l&#8217;Ambiente, un gruppo di comitati e associazioni che ha superato la logica del no a tutti i costi, per quella “forse, ma a quali vantaggi”.<br />
Venerdì 12 giugno ad Arma di Taggia, alla conferenza <strong>Imperia, rifiuti: da Emergenza a opportunità</strong> si parlerà della situazione rifiuti nella nostra provincia. Prima che le cose si facciano serie, è meglio trovare una soluzione tutti assieme, senza farsi prendere dalla fretta e dal furor di popolo.<br />
Tutti i Pimby sono invitati.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/376/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=376&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;incredibile Mr.Nimby</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/04/29/lincredibile-mrnimby/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 15:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Nostre]]></category>
		<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[ponente ligure]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di imperia]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[La sindrome Nimby colpisce anche il sindaco di Taggia<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=356&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Se fosse un fumetto sarebbe certo della Marvel, una sorta di Bruce Banner che, da tranquillo impiegato, massaia o commercialista, si trasforma in un irascibile Hulk strappandosi i vestiti di dosso dalla disperazione.<br />
Mr. Nimby salta da un paese all&#8217;altro, da una città all&#8217;altra, ovunque si voglia costruire una centrale nucleare, un inceneritore, una discarica.</p>
<p>Ieri Mr. Nimby ha fatto un salto a Taggia. Solo che non s&#8217;è fermato in piazza Eroi a bere un bicchiere da Calcina, s&#8217;è manifestato improvvisamente in una seduta del consiglio comunale. A trasformarsi, questa volta, a gettare via i panni dello stimato psicologo, elegante e disponibile, con un sorriso per tutti, è stato il sindaco Genduso. </p>
<p>La seduta era straordinaria, quindi qualcosa di incredibile doveva succedere, ma che arrivasse il nostro eroe non se l&#8217;immaginava nessuno: in ballo c&#8217;era la famosa discarica di servizio, il backyard de noantri, il luogo, insomma, in cui dovrebbe finire il materiale non riciclabile del futuro impianto che sorgerà in regione Colli proprio a Taggia.<br />
I manuali di ingegneria ambientale e il buon senso suggeriscono di realizzare una discarica di servizio in prossimità dell&#8217;impianto di separazione. Ma al momento di realizzare il piano rifiuti, con una trovata geniale, la provincia di Imperia ha deciso di separare le cose: a Taggia l&#8217;impianto, a Badalucco, o a Ponticelli la discarica. Ora, a Badalucco, si sa, era impensabile realizzarla, se non per altro (acqua, valore ambientale e antropologico), per i costi elevatissimi. A Ponticelli nemmeno perchè l&#8217;attuale discarica è illegale e in via di chiusura. Non restava che Colli a Taggia, zona peraltro già interessata dalla discarica di Collette Ozotto (ancora attiva) e sede dell&#8217;impianto.</p>
<p>Il sindaco Genduso s&#8217;è mosso per mesi nella no man&#8217;s land: un passo da una parte e gli avrebbero sparato dall&#8217;opposizione; un passo dall&#8217;altra e sarebbe passato come quello che ha portato la rumenta a Taggia. Posiozine certo non invidiabile. Indeciso, s&#8217;è scavato una tana profonda da cui solo il consiglio straordinario di ieri l&#8217;ha tirato fuori. E una volta lì, messo alle strette, trovatosi davanti ad una mozione che dichiarava di non volere la discarica a Taggia (promossa da tutti i gruppi tranne che dal centro sinistra), ecco che s&#8217;è trasformato nell&#8217;incredibile Mr. Nimby, Not in my back yard, non nel mio cortile.</p>
<p>A livello tattico, è stata davvero una mossa azzeccata: ha certamente stordito i suoi avversari. Però stupisce anche che proprio lui, uno psicologo, si sia fatto travolgere dall&#8217;irrazionalità collettiva, dal populismo elettorale, che si sia lasciato sopraffare dal timore di perdere consensi anzichè continuare a proporre un dialogo con i cittadini e dettagli tecnici per soffocare ogni dubbio e ogni paura. Anche perchè le conseguenze possono essere assai gravi: nello stesso consiglio è stato deciso di chiudere anche la discarica di Collette Ozotto. La provincia di Imperia si avvia verso l&#8217;emergenza rifiuti. Il commissario ad acta nominato dalla regione Liguria dovrà prendere decisioni drastiche. E non è detto che si non faccia comunque tutto a Taggia.</p>
<p>Ma se prima era possibile intavolare una discussione su quale tipo di impianto costruire a Taggia (separatore/digestore, trattamento meccanico e altro), ora il rischio di arrivare alla produzione di CDR (combustibile da Rifiuti) e all&#8217;incenerimento è sempre più alto. Ciò va contro gli stessi interessi dell&#8217;amministrazione Genduso che ha sempre dichiarato di aver voluto l&#8217;impianto a Colli per evitare l&#8217;inceneritore.</p>
<p>L&#8217;incredibile Mr. Nimby sarà già saltato da un&#8217;altra parte. Ma a chi in questi mesi s&#8217;è interessato della questione rifiuti e ha cercato di dialogare con la politica per proporre una soluzione quantomeno civile, ne è rimasto quantomeno calpestato. A questo punto, il sindaco di Taggia farebbe bene a chiarirsi con i propri cittadini, a proporre una discussione pubblica su questi argomenti e anche alternative valide a dove costruire la discarica di servizio, come hanno fatto i comitati locali finora. Altrimenti prevarranno ancora una volta gli accordi sotterranei, gli interessi di palazzo, la politica del sasso lanciato e della mano nascosta.</p>
 Tagged: discarica, ponente ligure, provincia di imperia, raccolta rifiuti, taggia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/356/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/356/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/356/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/356/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/356/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=356&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Balòn non vola più</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 16:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>
		<category><![CDATA[ZirichilTaggia]]></category>
		<category><![CDATA[pallone elastico]]></category>
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		<category><![CDATA[sport]]></category>
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		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A Taggia non si gioca più a pallone elastico. Il Comune vuole trasformare lo sferisterio in un parcheggio<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=340&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Taggia, 1994.<br />
Era stata un&#8217;estate passata a combattere un brutto eritema che m&#8217;ero preso al mare. Avevo la schiena ricoperta di brufoli. La dermatologa mi cosparse di gentalin e consigliò applicazioni di zolfo come si fa con le viti per la peronospera. Me l&#8217;ero preso indossando una maledetta maglietta acrilica che, con gli ultravioletti e il sudore, aveva creato un cocktail letale. Però, piaceva a una con cui stavo e me la mettevo per andare al mare. Dopo la diagnosi ma, soprattutto, dopo la cura, la tipa non si fece più vedere. </p>
<p>Cercai di tirarmi su con i mondiali d&#8217;America. Ma il culo di sacchi finì ai rigori. Sappiamo tutti com&#8217;è andata.<br />
Nemmeno il Tour de France dava grandi soddisfazioni. Lo vinse di nuovo Indurain. Con tutto il rispetto, il Mighelon mi aveva stufato, e godevo quando Pantani quell&#8217;anno lo faceva soffrire.</p>
<p>Avevo finito il liceo. Presto avrei lasciato baracca e burattini e sarei andato a fare l&#8217;Università a Torino. Per i miei compagni era l&#8217;estate della libertà: chi si regalava vacanze premio per la Maturità, chi saltava da una discoteca ad un&#8217;altra, chi mieteva cuori padani alla spiaggia della Fortezza. Io invece dovevo stare in casa al buio e puzzavo come una solfatara.</p>
<p>Non mi restava che una cosa: u balùn au pügnu. Nel 1994 la taggese di Pirero vinse il campionati italiano di pallone elastico di serie A e io, imbacuccato, stordito dal caldo e dal cortisone, ero lì alla finale.</p>
<p>Ma le fortune della U.S. Taggese pallone elastico sono durate poco. Leggo sul giornale che, cessata l&#8217;attività sportiva, il comune di Taggia vuole oggi utilizzare lo sferisterio, il campo di pallone elastico, come parcheggio. Vorrei in qualche modo spiegare agli assessori competenti, che così facendo, calpesterebbero anni di storia gloriosa di uno sport che ha dato tanto alla nostra città e che proprio ora che sta attraversando un momento di crisi, andrebbe rivalutato anzichè demolito del tutto. </p>
<p>Spero che i nostri amministratori abbiano presente che cos&#8217;è uno sferisterio. Sferisterio: dal greco sphairistērion, campo per il gioco della palla. Già dal nome, ha qualcosa di più sacro che un banale campo di calcio. Indica un terreno su cui, sì, certo, alcuni giocatori s&#8217;affrontano colpendo qualcosa che è sferico e dunque vola, rotola, corre e si può definire una palla, ma tutto ciò va ben oltre la banale competizione, ha creato nel tempo una religione.<br />
Una partita di pallone elastico, è qualcosa che ha più a che fare con un rito, una liturgia condivisa da tutta un&#8217;area culturale che va dalla Provenza al Monferrato. Veniva gente da lontano a vedere le partite, parcheggiavano sull&#8217;Argentina le loro Alfe targate CN, sapevano di mucca anzichè di plumosus, dicevano &#8220;balòn&#8221; invece di &#8220;balùn&#8221;.</p>
<p>Una 126 con un doppio altoparlante montato sul tetto, annunciava la partita a passo d&#8217;uomo. La voce rimbalzava tra i condomini: &#8220;Questa sera ore 17.30 allo sferisterio di Taggia, grande incontro di pallone elastico, serie A, la taggese di Pirero contro la&#8230;&#8221;</p>
<p>Nella sua struttura, nelle sue fasi di gioco, la pallapugno ha quel tanto di definito e regolato che hanno i messali della Chiesa o il lavoro in campagna. Il campionato comincia in primavera e finisce quasi con la vendemmia. I giocatori sono contadini, viticultori, geometri, idraulici, muratori. Gente comune, ma sacerdoti incaricati del rito.<br />
Già la battuta era un tuffo al cuore: Pirero strofinava il pallone nel borotalco, un ragazzino lo serviva come un chierichetto. Poi lo alzava come a mostrarlo al pubblico che in quel momento esatto taceva. Incominciava la rincorsa, accorciava la falcata poco prima della fine dell&#8217;area e poi, con una torsione del busto e un pugno violento, scaraventava la palla di caucciù dall&#8217;altra parte. Dopo poteva accadere di tutto: di là rispondevano al rimbalzo, o cercavano la caccia, ma non era così facile: i mediani sapevano bene quando lasciare la palla a Pirero. Quello arrivava e faceva quello che tutti volevamo: la buttava di là con tutta la forza, fino a superare l&#8217;estremo uomo avversario. Tutti allora gridavamo &#8220;Cielo!&#8221; &#8220;Cielo!&#8221;. Andasse bene, andasse male, non esiste altro sport in cui si invocava così solennemente Dio. Tutto era un rito, anche i friscioi di gé alla fine del primo tempo.</p>
<p>So di per certo che a Dogliani, storica rivale della taggese di Pirero, si duolerebbero moltissimo se sapessero che lo sferisterio di Taggia è diventato un parcheggio.<br />
Si pensi che una volta si giocava a pallone elastico nei carruggi e ne pativano grondaie e gerani. Per quello si costruì lo sferisterio. Quando le nostre tradizioni e i nostri riti saranno scomparsi restaranno solo le automobili. Di parcheggi allora ne avremo, ma non troveremo dove posteggiare la nostra anima.</p>
 Tagged: pallone elastico, parcheggi, sport, taggia, tradizioni <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/340/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/340/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/340/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=340&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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