<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Baroni Rampanti &#187; Letture</title>
	<atom:link href="http://baronirampanti.wordpress.com/category/letture/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://baronirampanti.wordpress.com</link>
	<description>Il Ponente Ligure di ramo in ramo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 03 Jan 2010 17:51:11 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='baronirampanti.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/581cb8ab441206937f25c92008b1d01a?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Baroni Rampanti &#187; Letture</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://baronirampanti.wordpress.com/osd.xml" title="Baroni Rampanti" />
		<item>
		<title>Il teorema di Porchia</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/12/17/il-teorema-di-porchia/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/12/17/il-teorema-di-porchia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 14:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[imperia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ventimiglia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=613</guid>
		<description><![CDATA[Da mister B. a King Zocc" di Claudio Porchia. La geometria della Riviera da Imperia a Ventimiglia<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=613&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La geometria euclidea non attribuisce al punto altra caratteristica che non sia la sua posizione. Il punto non ha area nè volume, non è nemmeno una grandezza. Però, di infiniti punti sono fatte le linee e tra due punti passa una e una sola retta.</p>
<p>Chi volesse applicare, con la compiacenza di Euclide, queste proprietà fondamentali alla geometria del Ponente Ligure, troverebbe un manuale perfetto in &#8220;Da mister B. a King Zocc&#8221; di Claudio Porchia.</p>
<p>Si tratta degli articoli che Porchia ha scritto per la sua rubrica su Sanremonews, &#8220;Il punto&#8221;, appunto, selezionati e trasferiti dal web sulla carta assieme alle vignette di Tiziano Riverso. Un manuale per capire la geometria politica ed economica della Provincia di Imperia, attraverso l&#8217;ironia e il sarcasmo, senza mai sconfinare nell&#8217;invettiva personale.<br />
Tant&#8217;è che nessuno o quasi si è sentito offeso dalla penna di Porchia, tutt&#8217;al più lo è rimasto chi, nel nostro piccolo mondo antico, non è stato chiamato in causa, mentre altri sgomitano per esserlo.</p>
<p>La presentazione di ieri sera alla Federazione Operaia di Sanremo è stata una vera e propria lectio magistralis di questa nuova disciplina.<br />
Il manuale è stato illustrato da cinque luminari della materia: Gianni Giuliano, Presidente della Provincia di Imperia, Maurizio Zoccarato, Sindaco di Sanremo, Gaetano Scullino, sindaco di Ventimiglia, e Alessio Saso, consigliere regionale PdL. Un primo teorema Porchia lo ha dimostrato subito: difficile infilare tanti nomi tutti assieme uno dopo l&#8217;altro in un colpo solo. Quasi come in una riunione ATO o una convention del PdL.<br />
Assente Claudio Borea, il mister B. del titolo, che nel libro tanta parte ha nell&#8217;enunciazione di assiomi su parallele, secanti e soprattutto bisettrici. Ma a ragione: di fatto a Sanremo ultimamente imperano le geometrie &#8220;non boree&#8221;. </p>
<p>Vedere ognuno di loro con il libro in mano, fa subito venire in mente le vignette di Riverso:<br />
- Gianni Giuliano lo sfoglia a mo&#8217; di breviario. Autore della prefazione, con la sua solida ecclesialità, esplora le pagine alla ricerca dei punti che lo riguardano come per intonare un salmo del Deuteronomio.<br />
- Il neoeletto sindaco sanremese Maurizio Zoccarato è più pragmatico: lo apre all&#8217;indice analitico. D&#8217;impulso cerca &#8220;Abs&#8221;, &#8220;Airbag&#8221;, &#8220;Sonda Lambda&#8221;. Poi trova &#8220;King Zocc&#8221;, si riconosce e ritorna in sè.<br />
- Gaetano Scullino è entusiasta come se avesse trovato la propria foto sulla rubrica &#8220;I nostri bimbi&#8221; di Telesette. Ci sono anch&#8217;io!<br />
- Alessio Saso ammette di volerlo leggere a casa quella sera stessa appena finiti i Fratelli Karamazoff.</p>
<p>Tutti si sono detti entusiasti della loro presenza nelle pagine de Il Punto e hanno invitato caldamente l&#8217;autore a proseguire. </p>
<p>Ma il libro di Porchia è un manuale importante soprattutto per chi vuole fare satira nella Liguria Occidentale. Di questi tempi, è facile come risolvere un problema di geometria. Prendete due rette parallele, ma lunghe, come le rotaie del treno. Da qualche parte dovranno pur incontrarsi. Magari in un punto.</p>
 Tagged: imperia, libertà d'espressione, sanremo, satira, umorismo, Ventimiglia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/613/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=613&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/12/17/il-teorema-di-porchia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Dell&#8217;approvvigionamento idrico della città di Genova</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/11/28/dellapprovvigionamento-idrico-della-citta-di-genova/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/11/28/dellapprovvigionamento-idrico-della-citta-di-genova/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 22:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=597</guid>
		<description><![CDATA[Frilli Editori di Genova manda in libreria il mio "ultimo" romanzo.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=597&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Mi si perdoni il tono promozionale di questo post, ma accade che a volte le strade dell&#8217;editoria corrano parallele a quelle della cronaca, anche se in modo del tutto involontario.</p>
<p style="text-align:justify;">Proprio in questi giorni, in cui l&#8217;approvazione del contestato Decreto Ronchi ha fatto letteralmente emergere la situazione della gestione pubblica dell&#8217;acqua, una risorsa data da tutti come scontata e assolutamente necessaria per il benessere della nostra civiltà, la Frilli Editori manda nelle librerie il mio romanzo, &#8220;Dell&#8217;approvvigionamento idrico della città di Genova&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di un noir, ovviamente, e i puristi della letteratura non me ne vogliano se ho ceduto anch&#8217;io alle leggi del mercato. Mah, segno dei tempi: oggi se vuoi essere pubblicato, devi ammazzare qualcuno. E io l&#8217;ho fatto perchè volevo raccontare la storia tutta particolare degli acquedotti di Genova, una città che, dai tempi dei romani, passando per il medioevo fino all&#8217;epoca moderna, ha sempre cercato l&#8217;acqua potabile con sistematica avidità, trovandola nei sistemi montuosi alle sue spalle, ricchi d&#8217;acqua quasi al pari del Mediterraneo che le sta di fronte. E ha praticato questa ricerca trovando soluzioni ingegneristiche d&#8217;avanguardia, applicando regolamenti e strategie di autocontrollo, costruendo una vera &#8220;Grande Opera&#8221;, un acquedotto pubblico lungo 27 km che ha dissetato donne, uomini, marinai e carugi per quasi 5 secoli e che ora &#8211; dopo che dalla seconda metà dell&#8217;ottocento a Genova sono nati i due grandi acquedotti privati Nicolay e De Ferrari Galliera &#8211; è un monumento a cielo aperto.<br />
La storia più recente narra di due &#8220;cordate&#8221; di impresari, di industriali, commercianti, armatori, grandi famiglie borghesi che si contendono la città in via di sviluppo via su via. Ancora oggi camminando per i carugi, non è difficile trovare tombini Nicolay vicini a tombini DFG (De Ferrari &#8211; Galliera). Lo stesso numero civico può essere servito da due acquedotti diversi. La mia storia prende avvio proprio da questa peculiarità.</p>
<p style="text-align:justify;">Trova qui la scheda del romanzo:<br />
<a href="http://www.frillieditori.com/books/approvvigionamento.htm">http://www.frillieditori.com/books/approvvigionamento.htm</a><br />
Sul sito <a href="http://www.frillieditori.com">http://www.frillieditori.com</a> c&#8217;è il primo capitolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualcosa sta cambiando nei nostri rubinetti. Ora, soprattutto ora, è importante parlarne.<br />
Per tornare nel ponente ligure, segnalo martedì 1 dicembre alle 21 la riunione del forum imperiese per l&#8217;acqua, presso il circolo dell&#8217;ARCI &#8220;Faustini&#8221; di Armataggia.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/597/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/597/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=597&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/11/28/dellapprovvigionamento-idrico-della-citta-di-genova/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Le parole, la lotta</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/10/26/le-parole-la-lotta/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/10/26/le-parole-la-lotta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 14:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=525</guid>
		<description><![CDATA[Le parole di Francesco Biamonti come modo per arrestare il degrado del nostro paesaggio<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=525&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Non esistono parole per tutte le stagioni. Nessuno di quelli che si mettono dietro a riempire uno o più fogli bianchi può sperare di andare bene sempre.<br />
Ho questa idea della letteratura, che più che una libreria, io, nel soggiorno, possieda un armadio pieno di parole con cui vestire i giorni che passano.<br />
Così l&#8217;inverno lo trascorro di solito con i russi, Kafka, ma anche coi postmoderni americani (a parte Natale che lo dedico a Buzzati). La primavera con Giono, impossibile farne a meno, Malerba, Ballard e Sheckley. L&#8217;estate la passo con qualche Urania, e poi Calvino, Bianciardi, Tondelli, Cortàzar. A volte Hemingway, Sciascia.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma se dovessi indicare le parole giuste per questo periodo, certamente sarebbero quelle di Francesco Biamonti.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è solo per il suo stile, così adatto, a mio parere, alla luce che scema dell&#8217;autunno, quando si ha ancora in mente l&#8217;abbacinante chiarore dell&#8217;estate (e qui, chi meglio di Montale), ma più che altro per i temi, gli argomenti, le cose che racconta.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;immagine che associo di più alla scrittura di Biamonti è quella dei maxei, dei muretti a secco. Il muretto a secco ha in sè qualcosa di liturgico, prima che pratico. Serve a frenare l&#8217;inevitabile trasformazione del paesaggio, ma ha anche un valore che sorpassa la sua stessa funzione architettonica.<br />
Oggi si potrebbe risolvere il problema con due ferri, una pattumiera e un po&#8217; di zetto (e in molti casi è così, salvo poi ricoprire il tutto con &#8220;pietra naturale&#8221;, per pulirsi la coscienza). Ma sarebbe, è, una solida bestemmia.<br />
I maxei sono il sistema che migliaia di anonimi agricoltori hanno usato per superarsi, trasmettersi alle generazioni successive, nell&#8217;eterna lotta contro lo scorrere del tempo, nella continua lotta con il paesaggio.<br />
La realizzazione di un muretto a secco deve prima passare dall&#8217;analisi delle caratteristiche di ciò che lo comporrà. Prima i sassi più piccoli, le scaglie, poi quelli più pesanti e grossi, alla base, infine tutti gli altri, a seconda della loro forma e dimensione, uno sopra l&#8217;altro, incastrati senza cemento, senza altro legante che l&#8217;esperienza e l&#8217;intelligenza dell&#8217;autore. Il cemento esclude il contatto con la terra, una saggezza così intensa derivata dal fatto di toccarla, maneggiarla, rispettarla tutti i giorni.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è una religione nei muretti a secco. Dico religione perchè è tipico di ogni religione puntare oltre l&#8217;uomo attraverso le proprie azioni, attraverso la liturgia, per entrare in contatto con qualcos&#8217;altro di cui non si ha percezione. Per intenderci, c&#8217;è chi ha costruito piramidi, zikkurat, templi di marmo. Noi abbiamo costruito i maxei.</p>
<p style="text-align:justify;">Le parole di Biamonti sono come i muretti a secco: precarie, instabili, continuamente bisognose di cure per arginare i danni della nostra continua lotta con il paesaggio. Ma lui è stato più forte: ora che non c&#8217;è più, i muretti delle sue fasce di mimose o di olive continueranno a gonfiarsi e a cadere per le piogge, l&#8217;edera li spaccherà con le radici, ma gli altri, invece, quelli che ha costruito nei suoi libri non cadranno mai, rimarranno sempre lì a proteggere la sua terra. Le parole di Biamonti sono i maxei della nostra letteratura.<br />
Francesco Biamonti ha trasfigurato sé stesso nel suo paesaggio, ha scelto la via della metafisica come un ultimo estremo tentativo di salvarlo (e di salvarsi).</p>
<p style="text-align:justify;">Dalle sue parole può trarre consiglio chi questa Liguria se l’è trovata già decomposta e non può far altro che constatarne l&#8217;inarrestabile decomposizione. Se, ai tempi di Biamonti (solo 10 anni fa), era ancora possibile immaginare che la lotta tra uomo e paesaggio finisse con un generale armistizio, oggi la guerra sembra definitivamente persa. Non passa giorno che non si infieriscano nuovi colpi al territorio.<br />
Ma anche muri armati e le fondamenta profonde prima o poi soccomberanno, è solo questione di tempo. L&#8217;edera troverà il modo di infilarvi le radici.<br />
Invece i maxei che ricostruiremo con le nostre parole si salveranno e ci salveranno.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/525/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/525/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/525/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=525&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/10/26/le-parole-la-lotta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Legal thriller de nuiautri</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/02/05/legal-thriller-de-nuiautri/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/02/05/legal-thriller-de-nuiautri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 13:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Nostre]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[beirutizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[il partito del cemento]]></category>
		<category><![CDATA[ponente ligure]]></category>
		<category><![CDATA[processo barla]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di imperia]]></category>
		<category><![CDATA[riviera di ponente]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[taggia]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>
		<category><![CDATA[valle argentina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/2009/02/05/legal-thriller-de-nuiautri/</guid>
		<description><![CDATA[Le utlime del processo Barla. Tagenti, concussioni e minacce. Pure quella di una rivolta contadina<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=196&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dal processo Barla arrivano sempre novità esilaranti. Dichiarazioni fasulle, spionaggi, intercettazioni, tradimenti, agnizioni, soldi che compaiono e subito spariscono inghiottiti da portafogli rapaci. Ce n’è sempre una.<br />
Ormai aspetto più le udienze del processo Barla &amp; Bianchi che i legal thriller di Grisham o le puntate di Law &amp; Order. Uno Scott Turow de nuiautri non potrebbe fare di meglio.</p>
<p>Premessa: gli attici delle Torri di Colombo, la Miami taggiasca, regalati ai politici in cambio di favori. Le case di Borgo San Martino edificate su zona soggetta a rischio alluvionale. Tangenti e concussione per il centro commerciale Shopville.</p>
<p>Sceneggiatura: Piani sequenza di uomini incravattati che discutono in corridoi angusti per poi scendere lo scalone davanti al palazzo della Provincia. Inquadrature di assessori che si allentano la cravatta e si fanno un bicchiere di buon Bourbon con la segretaria.</p>
<p>Poi la scena cambia. Siamo al casinò di Montecarlo. Un noto imprenditore fa la sua ultima puntata alla roulette. Non gli è rimasto molto, quelli che ha messo sul tappeto nel 13 rosso erano i soldi destinati a qualche sindaco locale. Rien ne vas plus! Esce il 17 nero. Vabbè, per fortuna quelli per lo champagne e l’escort di lusso li aveva messi da parte. Basterà limare qualche fatturina. E poi, con il sindaco ci s’arrangerà in qualche modo, semu boi cumpagni.</p>
<p>Ma spunta il solito PM. Questa faccenda del centro commerciale gli puzza d’imbroglio. Non sarebbe la prima volta a Ponente. Il fiuto lo porta a verificare conti e addebiti. Una voce amica gli ha detto che c’è un geometra pronto a parlare. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Il geometra parla: partono gli avvisi di garanzia. Scandalo al sole: comune commissariato e sindaco che dalla Valle Argentina finisce in Valle Armea, in carcere. L’assessore s’avvale dell’immunità e va ai domiciliari. L’imprenditore lo beccano a Milano e si fa qualche mese in quarantena a San Vittore.</p>
<p>Ci sono le elezioni. Il paese, ferito, decide di dare una svolta. La nuova amministrazione decide di costituirsi parte civile contro l’ex sindaco e gli speculatori. Questi ultimi intanto escono di prigione. Cambiano vita. L’ex sindaco, dimessi i panni di avvocato, diventa agente immobiliare. Tutti comunque rimangono nel ramo dell’edilizia. E’ la sola cosa che sanno fare. L’unico a cambiare è il geometra che apre un bar.</p>
<p>Ma non è finita. Arriva il bello. Il processo. Qui Barla dà il meglio. Minaccia d’avvalersi della facoltà di non rispondere, poi parla, ma è criptico. Il geometra parla, poi ritratta, poi parla di nuovo. Si vogliono allungare i tempi. C’è un concreto rischio di prescrizione, grazie anche ad una serie di indulti e provvedimenti governativi in materia di giustizia: ce n’è uno puntualmente dopo ogni tornata elettorale politica.<br />
Ma il bravo PM non si da per vinto. Accumula una mole di dati impressionante. Documenti, ricevute, fatture, intercettazioni telefoniche e ambientali. Poi trova un nuovo personaggio per sbloccare la situazione. Un teste chiave, a sorpresa. Non è una femme fatale. Purtroppo qui la fiction cede alla realtà. Non è Julia Roberts o Sharon Stone. E’ bruttina, ha una voce terribile e ha la cellulite. Ma è sveglia e denuncia la concussione subita: una tangente da 60 mila euro.</p>
<p>Era il luglio del 2003, Aurora De Iuliis è un&#8217;immobiliarista di Sanremo, all&#8217;epoca dei fatti socia al 50 per cento con Bianchi nella A&amp;G Sviluppo che deve realizzare il centro commerciale Shopville. A fine mese scadevano i termini per ottenere le autorizzazioni alla costruzione del centro commerciale. Trascorso quel termine, sarebbe entrato in gioco il nuovo Piano commerciale della Regione con il rischio che la pratica non ottenesse il nulla osta di Genova, mentre con la vecchia normativa era sufficiente l&#8217;autorizzazione del Comune. Per ottenerla era necessario fare un atto unilaterale d&#8217;obbligo, che qualsiasi studio legale civile può fare. Invece qualcuno suggerisce alla De Iulis di rivolgersi a Barla. S’incontrano nel parcheggio del municipio. Lui è anche il sindaco che dovrà approvare il documento che accetta di scrivere. Ma questo non è un problema. Naturalmente Barla non si pone il problema del conflitto d’interesse. Anzi, tutto compreso fanno 60 mila euro. La De Iuliis s’impunta. Barla scende a 40 mila. Ma in contanti e in nero. La parcella di un avvocato per quella prestazione non arriva a 4 mila.</p>
<p>L’ultimo colpo di scena è davvero incredibile. Qui si sorpassano Grisham, Turow  &amp; C. e si sconfina nella grande letteratura russa, in Gogol, Leone Tolstoji o, se volete, anche in quella sudamericana, Jorge Amado. Barla dichiara che la De Iuliis lo aveva minacciato di organizzare una “rivolta contadina” se non avesse firmato il documento appena scritto.<br />
Una “rivolta contadina”. A Taggia, poi. Già m’immagino le orde di contadini con il forcone sotto i balconi Bauhaus del municipio di Levà. Vedo i proprietari terrieri arrivare di notte nelle case dei braccianti per fomentarli contro il sindaco. Vedo la signora De Iuliis con il suo tailleur floscio tirare pomodori e frustare col plumosus il sindaco Barla. </p>
<p>A questo punto, che cosa accadrà? Non so che immaginarmi ancora. Lo sceneggiatore di questa storia saprà stupirci nuovamente, ne sono certo. Aspetto la prossima puntata. Forse ci sarà uno sbarco di venusiani che si cibano solo di ruscus. Rapiranno l&#8217;ex sindaco perché al posto degli orti ha messo una colata di cemento.</p>
 Tagged: beirutizzazione, bianchi, corruzione, il partito del cemento, ponente ligure, processo barla, provincia di imperia, riviera di ponente, speculazione edilizia, taggia, tangenti, valle argentina <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=196&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/02/05/legal-thriller-de-nuiautri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>DWF</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/09/17/dwf/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/09/17/dwf/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 22:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache del Sol Ponente]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[david foster wallace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=44</guid>
		<description><![CDATA[Ho conosciuto David Foster Wallace in treno.
Era un sabato di maggio e stavo tornando a Ponente da Genova (ancora conservo dentro la mia copia di &#8220;Oblio&#8221; il biglietto obliterato). Viaggiando spesso, non è strano per me conoscere grandi scrittori in treno; così m&#8217;è accaduto, ad esempio, per Salinger, Biamonti, Hesse, Buzzati, Maupassant, McCarty, Sciascia, Bianciardi. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=44&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho conosciuto David Foster Wallace in treno.</p>
<p>Era un sabato di maggio e stavo tornando a Ponente da Genova (ancora conservo dentro la mia copia di &#8220;Oblio&#8221; il biglietto obliterato). Viaggiando spesso, non è strano per me conoscere grandi scrittori in treno; così m&#8217;è accaduto, ad esempio, per Salinger, Biamonti, Hesse, Buzzati, Maupassant, McCarty, Sciascia, Bianciardi. DFW, come tutti gli altri, è stato un mio compagno di viaggio.</p>
<p>Naturalmente non li ho incontrati. Se fosse così, la tratta Genova-Ventimiglia sarebbe un salotto letterario, un sofà delle muse. Invece, come sappiamo, è un purgatorio. Ma con la loro compagnia anche un viaggio di tre ore per tornare a casa a trovare i miei diventa piacevole, tanto che quando arrivi finalmente alla tua stazione ti sei abituato e vorresti che continuasse ancora.</p>
<p>Eppure, tra tutti gli scrittori che ho conosciuto in treno, DFW è quello che più probabilmente potrei aver incontrato, quello a cui sarebbe piaciuto davvero fare quel viaggetto e immagazzinarlo nella sua mente ( e poi magari c&#8217;avrebbe scritto una cosa delle sue, tipo &#8220;Quel bellissimo treno per Sanremo che non prenderò mai più&#8221;). Ho conosciuto infatti orde di americani in viaggio in Riviera, il diretto 610 da Nizza a Roma nella bella stagione ne era pieno. C&#8217;erano quelli ciccioni e lentigginosi che leggevano Dan Brown e andavano a Firenze. Coppie di ragazze dai polpacci sodi che leggevano Loney dell&#8217;Italia e mangiavano Pringles. E poi ce n&#8217;erano altri che con il vino o la marijuana diventavano incredibilmente loquaci, verbosi, del tipo che riescono a raccontarti la loro vita in 150 chilometri perché sanno che poi tanto non ti vedranno mai più. Ecco, quelli sono i miei preferiti. E chi lo sa, magari DFW, può essersi confuso tra loro.</p>
<p>Purtroppo ora so che ciò non potrà più accadere. Non solo perché il diretto 610 da Nizza le Ferrovie dello Stato lo hanno cancellato e gli americani si arrangiano come noi italiani. Non soltanto perché  qualche soldo con i  suoi romanzi se lo sarà fatto e potrebbe certo permettersi un aereo dalla California fino a Roma. No, David Foster Wallace, scrittore simbolo di una generazione a cavallo tra gli anni &#8216;90 e gli &#8216;00, si è ucciso il 12 settembre scorso nella sua casa di Clermont, sud California<a title="http://www.corriere.it/" href="http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_14/scrittore_foster_wallace_0a1e2d12-8228-11dd-9b8b-00144f02aabc.shtml" target="_blank"> (http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_14/scrittore_foster_wallace</a>).</p>
<p>David Foster Wallace ha una scrittura che ti colpisce immediatamente. Sul breve non ha eguali o quasi: un inizio criptico, quasi come un racconto amputato dell&#8217;incipit; ti trovi dentro una situazione e ti devi aggrappare per forza alla storia (lui e suo zio davanti a dei professori che dovrebbero iscriverlo alla loro Università per i suoi meriti sportivi &#8211; Infinite Jest; lui che aiuta il patrigno della moglie a rifugiarsi nel circolo del golf mentre scoppia un temporale &#8211;  Oblio;  lui a quell&#8217;assurdo concerto  punk &#8211; La  ragazza dai capelli strani). Poi ti accorgi che quella è soltanto una delle punte dell&#8217;iceberg e che la vera storia sta sotto, cupa e cinica, come solo lui riesce a fartela emergere, piena di tutti i particolari assurdi e pop sulla vita quotidiana, dalla farmacologia al fast food a formule pseudoscientifiche, roba che hai già sentito da qualche parte e ti sembra di capire, davanti alla quale ti senti come un idiot savant.<br />
E poi c&#8217;è il suo grandissimo talento pop. DFW, ecco, a volte, quando lo leggo, mi pare di vedere certi film e certe foto degli anni &#8216;60, ma del giorno d&#8217;oggi, contemporanee a me. Per questo se proprio lo si vuol classificare, la definizione che a mio parere gli calza meglio è quella di <em>avant-pop: </em>DFW ha affiancato De Lillo, Pynchon e i postmoderni, li ha raggiunti sullo stile, e secondo me, li ha superati di molto sulla creatività. E poi è uno di quelli che sa restare sempre in gioco, non scrive per un ristretto gruppo di aficionados del genere o un&#8217;avanguardia di critici, non si atteggia, continua sempre e comunque a farti sentire un lettore e non un consumatore di libri. Questo forse a causa della sua infinita tristezza: è infatti impossibile salvarsi dalla  sua inquietudine. In un&#8217;intervista DFW diceva &#8220;<span class="testonero">Credo che sia il momento migliore per essere al mondo e forse il miglior momento possibile per fare lo scrittore. Certo, dubito che sia il più facile&#8221;.  La sua era una vera e propria missione: non gli interessava altro che scrivere. Anche l&#8217;ultimo suo gesto è stato scrivere: ha scritto la sua fine. Da uno laureato in logica non ti puoi aspettare che creda nel destino.</span></p>
<p>Stasera, invece, mentre scrivo, a me accade una cosa stranissima.  Ho voglia di prendere il treno.  Ormai è tardi, guardo l&#8217;orario FS, il primo passerà per le 4. Vorrà dire che sabato andrò un po&#8217; a trovare i miei. Ho davanti a me le 1200 e passa pagine di Infinite Jest. Sarò in buona compagnia.<br />
Grazie DFW.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/baronirampanti.wordpress.com/44/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/baronirampanti.wordpress.com/44/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=44&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/09/17/dwf/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La versione di Cosimo</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/06/28/hello-world/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/06/28/hello-world/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 17:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache del Sol Ponente]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/2008/06/28/hello-world/</guid>
		<description><![CDATA[Il 15 di giugno del 1767 Cosimo Piovasco di Rondò decise, a causa un disgustoso piatto di lumache, di salire su un albero. Non scenderà mai più, ma imparerà a vedere prima la nativa Ombrosa, poi il mondo, da una prospettiva diversa.
Già nel 1957, quando scrisse Il Barone Rampante, Italo Calvino invitava ad abbandonare i luoghi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=1&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il 15 di giugno del 1767 Cosimo Piovasco di Rondò decise, a causa un disgustoso piatto di lumache, di salire su un albero. Non scenderà mai più, ma imparerà a vedere prima la nativa Ombrosa, poi il mondo, da una prospettiva diversa.</p>
<p>Già nel 1957, quando scrisse Il Barone Rampante, Italo Calvino invitava ad abbandonare i luoghi comuni e osservare le cose da un punto di vista diverso dal solito. Già da allora aveva capito che nella sua &#8220;Ombrosa&#8221;, così simile a Sanremo e al Ponente Ligure, occorreva vedere le cose da un punto di vista diverso, non ragionare soltanto secondo le logiche del profitto, ma soprattutto su quelle del delicato equilibrio tra attività umane e natura che è proprio di questa terra.</p>
<p>Da allora sono passati 50 anni e l&#8217;invito di Calvino sembra l&#8217;abbiano colto in pochi. Anzi, sono pian piano diminuiti gli alberi e oggi al posto di pini, castagni, abeti, olmi, gelsi, è più facile trovare plinti, pilastri e tralicci.</p>
<p>Molti sono anche i piatti di lumache che ci tocca ingoiare: le nostre colline sono devastate dalla mancanza di un piano regolatore edilizio, sulle coste si aggirano come pericolosi avvoltoi gli architetti dei porti turistici, la floricoltura e il turismo dopo aver modificato profondamente il territorio subiscono una crisi sempre più grave. </p>
<p>Ma noi vogliamo provarci lo stesso. Questo blog è dedicato a chi vuole vedere le cose da un punto di vista diverso. Servirà a fare sentire la voce di chi la pensa in un altro modo, non necessariamente in disaccordo, ma tanto da far sollevare un confronto tra chi ama la propria terra e chi ad essa preferisce i propri interessi, oppure, nei casi peggiori, a smascherare chi dietro il bene collettivo nasconde il proprio tornaconto.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/baronirampanti.wordpress.com/1/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/baronirampanti.wordpress.com/1/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/1/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=1&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/06/28/hello-world/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Francesco Biamonti, scritti e parlati</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/02/04/francesco-biamonti-scritti-e-parlati/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/02/04/francesco-biamonti-scritti-e-parlati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 10:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Biamonti]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio della Cima]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=8</guid>
		<description><![CDATA[Una raccolta di testi editi e inediti dello scrittore di San Biagio della Cima. Racconti, interviste e discorsi. La recensione
Tutti gli articoli che mentelocale.it ha dedicato a Francesco Biamonti
Stanno per fiorire le mimose di Francesco Biamonti, da qualche parte, lassù in una delle fasce attorno a San Biagio della Cima. Deve certamente averne tenuto conto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=8&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Una raccolta di testi editi e inediti dello scrittore di San Biagio della Cima. Racconti, interviste e discorsi. La recensione</p>
<p>Tutti gli articoli che mentelocale.it ha dedicato a Francesco Biamonti<br />
Stanno per fiorire le mimose di Francesco Biamonti, da qualche parte, lassù in una delle fasce attorno a San Biagio della Cima. Deve certamente averne tenuto conto l&#8217;Einaudi che dello scrittore ligure ha appena pubblicato Scritti e parlati, una raccolta di scritti editi e non, racconti, interviste e trascrizione di discorsi curata da Gian Luca Picconi e Federica Cappelletti, con prefazione del filosofo Sergio Givone.</p>
<p>Francesco Biamonti, scomparso nel 2001, è stato lo scrittore della necessità, del silenzio, dell&#8217;attesa, del lampo improvviso tra i rami d&#8217;ulivo. Nei suoi romanzi troviamo una Liguria di Ponente in cui una civiltà contadina millenaria vive il suo lungo crepuscolo e dove, pur una realtà locale fatta delle consuetudini e dei tempi della natura, è rintracciabile il segno del passaggio della storia montalianamente intesa, quella che lascia sottopassaggi, cripte, buche, nascondigli e sopravvissuti.<br />
Una scrittura di grandi tensioni liriche, ma anche di strappi, periodi brevi, macerie, come i maixei (dal latino maceries, appunto), i muretti a secco tra cui si muovono i suoi personaggi: uomini con un passato di mare tornati nel microcosmo da cui erano partiti senza rinunciare al loro nomadismo intellettuale; donne austere e diafane che si sono indurite a forza di aspettare, di una bellezza ossuta, mai regolare, come la terra che abitano. Biamonti è stato uno scrittore che ha saputo unire al proprio intimismo le vicende di un&#8217;Europa in cui esistevano ancora molte frontiere e, proprio lui, è stato uno dei passeurs che ci ha permesso di oltrepassarle.</p>
<p>Mancavano, per completarne il ritratto, alcuni dettagli che ne rendessero più chiara l&#8217;officina letteraria: i ritagli di giornale della sua attività di critico e teorico d&#8217;arte, le note per le presentazioni dei suoi libri, gli appunti presi spesso sul lavoro, sollevando lo sguardo tra scaglie di oliveti o mimose. Mancava, soprattutto, tutto ciò che riguardava il suo modo inconfondibile di parlare, la sua oralità. La raccolta di Einaudi colma queste lacune, arricchendole con una serie di scritti che coprono trent&#8217;anni di attività, dagli anni &#8216;60 al 2001 e un&#8217;intervista inedita fatta allo scrittore da Giovanni Turra.</p>
<p>Gli argomenti sono eterogenei: si va da meditazioni su letteratura e idea d&#8217;arte, a recensioni di libri e mostre. Da essi però emergono indicazioni preziose per capire il mondo intellettuale di Biamonti in cui nulla era lasciato isolato. Il suo mestiere di scrivere: per rendere l&#8217;atmosfera delle nostre colline bisognava rarefare la scrittura, renderla il più possibile cristallina, portarla tra il sogno e l&#8217;agonia. La sua filosofia: l&#8217;uomo è l&#8217;essere delle lontananze, perché, come sottolinea Sergio Givone nell&#8217;introduzione, non coincide mai con sé stesso, ma trova il proprio sé nella mancanza e nel vuoto, in lui l&#8217;esistenza viene prima dell&#8217;essenza. Notevole l&#8217;attenzione alla luce, al colore, alla forma del Biamonti pittore: Per me il mare è questo contraltare luminoso alla terra, questa poetica della lontananza e della luce.</p>
<p>Diceva Calvino, che di Biamonti fu lo scopritore (fu lui a voler pubblicare L&#8217;angelo di Avrigue nel 1983), che i liguri si dividono in due specie, in due tipologie: c&#8217;è chi parte, lascia la sua terra e torna solo ogni tanto, e chi invece vi rimane per tutta la vita e ne diventa parte. Sono due modi di sopravvivere in una terra difficile, continuamente corrosa dalla natura e dall&#8217;uomo: chi parte decide di conservarla almeno nella propria memoria descrivendola intatta e nitida; chi resta cerca di adeguarsi al suo progressivo degrado facendone una metafisica.<br />
Categorie che possono essere utili anche per definire analogie e differenze tre i due scrittori ponentini: l&#8217;uno eremita a Parigi, l&#8217;altro solitario coltivatore di mimose a San Biagio; scrittore dall&#8217;opaco uno, amante degli aprichi e dei cupi lampi di tenebra il secondo; razionalista, sperimentatore, scienziato della pagina Calvino, mentre Biamonti è lucido coltivatore delle parole di Mallarmé, Flaubert, Valéry.</p>
<p>Entrambi hanno amato profondamente la propria terra e ne hanno constatato l&#8217;inarrestabile scempio. Ma se Calvino ne denuncia le speculazioni e le soleggiate-tricamere-servizi, Biamonti ha assistito impotente al tramonto di una civiltà, quella dell&#8217;ulivo e canta l&#8217;addio ad una Liguria che si addentra nell&#8217;Erebo accecata dalla luce del Mediterraneo. Perciò, nella cronaca del suo incontro con Calvino, Biamonti si chiede il perché del distacco definitivo di Calvino da Sanremo e lo spiega solo ammettendo che questa città, come ormai sta accadendo a tutta la Liguria di Ponente, ha perso la sua anima, il suo nucleo originario.</p>
<p>Francesco Biamonti ha trasfigurato sé stesso nel suo paesaggio, ha scelto la via della metafisica come un ultimo estremo tentativo di salvarlo (e di salvarsi). Dalle sue parole può trarre consiglio chi questa Liguria se l&#8217;è trovata già decomposta e non ne ha nessuna colpa. Eppure ha già imparato e continua ad amarla.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.mentelocale.it">www.mentelocale.it</a> il 4 febbraio 2008</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/baronirampanti.wordpress.com/8/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/baronirampanti.wordpress.com/8/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/8/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=8&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2008/02/04/francesco-biamonti-scritti-e-parlati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Liguria, il noir del cemento</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2007/10/02/liguria-il-noir-del-cemento/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2007/10/02/liguria-il-noir-del-cemento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 17:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose Nostre]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[baia verde]]></category>
		<category><![CDATA[ospedaletti]]></category>
		<category><![CDATA[riviera di ponente]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=11</guid>
		<description><![CDATA[La speculazione edilizia uccide il ponente ligure. Domenica scorsa l’ultimo atto: posata prima pietra di Baia Verde, il porto di Ospedaletti. Tutto come in un romanzo giallo
 
 
C’è il ministro, barbone bianco e occhialetti tondi e scuri (vedi Totò, lo iettatore) abbacinato, nella luce della Riviera. Ha un mattone in mano, è pronto a pucciarlo in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=11&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;">La speculazione edilizia uccide il ponente ligure. Domenica scorsa l’ultimo atto: posata prima pietra di Baia Verde, il porto di Ospedaletti. Tutto come in un romanzo giallo</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">C’è il ministro, barbone bianco e occhialetti tondi e scuri (vedi Totò, lo iettatore) abbacinato, nella luce della Riviera. Ha un mattone in mano, è pronto a pucciarlo in catino di purissimo cemento Portland, preparato per l’occasione. Attorno a lui politici, assessori e imprenditori esultanti: il sindaco con la giacca un po’ larga e la cravatta troppo corta sulla pancia, il presidente della Provincia con le mani giunte come raccolto in preghiera, l’impresario, con quel fare da commenda che noi da queste parti conosciamo bene.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Mancavano solo la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare e l’Arcivescovo domenica 30 settembre 2007 alla cerimonia della posa della “prima pietra” di “Parco &amp; Marina di Baia verde” il progetto che in 48 mesi cambierà i connotati della costa di Ospedaletti: 400 posti barca, hotel, residence, case (per vacanze) per 1000 posti letto ristoranti, lounge bar, negozi.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">C’erano tutti: il Presidente della Provincia Giuliano, l’assessore regionale Vesco, l’attuale sindaco di Ospedaletti Crespi (e dietro, nascosto, quello “trombato” Parrini). Dulcis in fundo il barbone bianco del Ministro dei Trasporti Bianchi.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Se il calendario non indicasse “2007” si potrebbe pensare che il tempo nel ponente ligure si sia fermato: 1957. E’ cambiato davvero poco dagli anni della Speculazioni edilizia di Calvino, pubblicata proprio nel ‘57, 50 anni fa. Anche allora si posavano prime pietre. Anche allora si costruivano “case vacanze”. Uguali, quasi anastatiche, le fotografie sui giornali: le strette di mano, i sorrisini, gli applausi. Facile anche indovinare i sermoni: “E’ ora di riqualificare le nostre città arrivando ad una fruizione estetica dei ciò che ci circonda” dichiara il Ministro Bianchi. “Dobbiamo recuperare il divario con la vicina Costa Azzurra”, il Presidente della Provincia Giuliano. “Baia Verde creerà almeno 500 nuovi posti di lavoro”, Mauro Mannini, amm. delegato di Fin.Im, l’impresa costruttrice.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Come tutti i grandi, Calvino è stato un precursore. Il suo libro è già un noir, il vero noir ligure.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">La Liguria continua a rivestirsi di una spessa crosta di cemento. Anzi, in 50 anni, i meccanismi delle speculazioni edilizie, anziché fermarsi si sono perfezionati e dalla terraferma ci si è spostati sul mare: per dirla come lo scrittore sanremese, dalle “soleggiate-tricamere-servizi” si è passati agli “exclusive-yacht-villages”, o simili. Se un tempo i commenda padani colavano cemento sulle colline di Imperia, Taggia, Sanremo, Bordighera e Ventimiglia, oggi i loro eredi li emulano gettando pilastri e solette direttamente in mare. Ci troviamo nella gattopardesca situazione delle cose che cambiano per restare sempre uguali. E’ come se improvvisamente, 50 anni fa, in provincia di Imperia si fosse aperta la bocca di un grande vulcano che, invece di lava, continua a eruttare cemento.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Si chiamano Baia Verde. Cala del Forte. Oppure “Marina di qualche cosa”, “Marina di quest’altro”. Hanno nomi pittoreschi, corsari o esotici, da “Lost” o da Isola dei Famosi i nuovi porti turistici che sorgeranno sulle coste della Liguria di Ponente.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">E’ la trama, la sceneggiatura dell’ennesimo noir ligure, di cui si conosce già tutto: la vittima, strangolata, soffocata dalle possenti<span>  </span>braccia e dalle benne dei caterpillar; il movente: gli interessi economici di un gruppo di imprenditori, vero e proprio cartello del cemento (non occorre citarli, basta leggere i giornali per trovarli); il luogo del delitto: oggi Ospedaletti e Imperia, domani Bordighera, Ventimiglia (ma nelle menti dei serial killer ci sono anche i progetti di Diano Marina, Alassio, Loano, Savona, Albissola, Arenzano, Santa Margherita, Portovenere); lo scenario: un tessuto sociale, economico e culturale allo sbando in cui l’assassino può agire indisturbato.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Ma se in letteratura c’è sempre un detective, un ispettore, un commissario che fermerà il mostro, qui, invece, sappiamo già come andrà a finire, il delitto resterà impunito: la Liguria, a detta dello stesso Presidente Claudio Burlando “è lo sbocco sul mare per quindici milioni di persone”. Non stupiscono quindi i numeri dei progetti approdati in regione: 9.807 posti barca, 37.882 metri cubi di edilizia residenziale, 51.601 di uffici e negozi, 19.122 di alberghi, 33.918 per l&#8217;artigianato, 11.007 posti auto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Dopo questi interventi gran parte della costa occidentale della Liguria non sarà più riconoscibile e, di certo sarà lontanissima dal declamato modello Costa Azzurra. Nei plastici montati ad hoc dagli ingegneri panorami di loft asettici si alternano a posti barca ordinati e puliti, campi golf al posto dei vetusti uliveti, spazi verdi piantumati tra le case come muschi da presepe. Ma chi pagherebbe per “parcheggiare” la barca in un luogo in cui tutto ciò che c’era di naturale è stato soffocato e si è spento? Forse qualche architetto post-moderno alla ricerca di modelli da non imitare.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Dalla Riviera non sembrano levarsi voci di disaccordo. I 500 posti di lavoro di Baia Verde, con il turismo in crisi, la floricoltura quasi agonizzante (e sempre più praticata da immigrati che da italiani), fanno gola a tutti e tengono buoni i sindacati. Le amministrazioni locali hanno ormai perso ogni cognizione della differenza tra progresso e sviluppo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">I comitati Calandre S.O.S.di Ventimiglia e “Un altro porto è possibile” a Imperia, non godono di nessun sostegno da parte dei mezzi di comunicazione e di stampa.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Un nuovo incipit è stato scritto. Il nostro noir tutto ligure, continua. Ma non sarebbe ora di cambiare genere?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Pubblicato su <a href="http://www.mentelocale.it">www.mentelocale.it</a> il 2 ottobre 2007</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/baronirampanti.wordpress.com/11/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/baronirampanti.wordpress.com/11/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/11/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/11/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/11/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=11&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2007/10/02/liguria-il-noir-del-cemento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Siamo tutti baroni rampanti</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2007/07/26/siamo-tutti-baroni-rampanti/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2007/07/26/siamo-tutti-baroni-rampanti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 19:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache del Sol Ponente]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://baronirampanti.wordpress.com/?p=3</guid>
		<description><![CDATA[I boschi bruciano. I canadair si tuffano senza posa. Gli incendi non sottraggono solo aria. Ci privano di una parte della nostra cultura 
 
È estate. Sei al mare. Il sole è alto e caldo, ma una brezzolina ti coccola sul bagnasciuga. In cielo non c&#8217;è una nuvola. D&#8217;improvviso, un aeroplano giallo e rosso sbuca dalle colline, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=3&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I boschi bruciano. I canadair si tuffano senza posa. Gli incendi non sottraggono solo aria. Ci privano di una parte della nostra cultura <br />
 <br />
È estate. Sei al mare. Il sole è alto e caldo, ma una brezzolina ti coccola sul bagnasciuga. In cielo non c&#8217;è una nuvola. D&#8217;improvviso, un aeroplano giallo e rosso sbuca dalle colline, si avvicina paurosamente, si tuffa, precipita in mare. Plana qualche istante a pelo dell&#8217;acqua, poi riprende quota e sparisce dietro ai tetti. Ma che succede, ti chiedi. Ah, c&#8217;è un incendio, lassù, da qualche parte, risponde un signore, seduto tranquillo a leggere la cronaca di Torino, sotto l&#8217;ombrellone.<br />
La scena si ripete un&#8217;altra volta, pressoché identica, un po&#8217; come quella del World Trade Center. Un altro aereo, un altro elicottero. E poi ancora. Dieci, quindici, venti volte. Tutto il pomeriggio, fino a sera, un aereo si tufferà in mare e un elicottero farà la puccetta nell&#8217;acqua con un secchio. Così tanto che alla fine danno fastidio, non se ne può più, anche i bambini ormai quasi li ignorano e i bagnanti più sonnacchiosi si lamentano con il bagnino.</p>
<p>Quante volte vi sarà accaduto? Se abitate o venite abitualmente in vacanza in Liguria, quel rombo soffocato dei motori dei Canadair, il battere apocalittico delle pale degli AB 212, magari anche le sirene delle camionette dei pompieri sull&#8217;Aurelia saranno ormai un&#8217;abitudine. Più delle canzoni di Shakira, più delle suonerie dei cellulari, sono quei rumori il vero tormentone dell&#8217;estate. Ma per i più, gli incendi boschivi restano, comunque, un pericolo lontano, cui gli stessi giornali dedicano i trafiletti rimasti vuoti nei menabò. Per un po&#8217; divertono: si ammira la temerarietà dei piloti, l&#8217;avanguardia dei mezzi, ci si bea della sensazione un po&#8217; sospesa creata dai casi di emergenza, dall&#8217;essere per un secondo dentro la notizia, in una puntata di Real Tv. Ma spesso nessuno sa davvero cosa brucia, dove brucia, perché brucia. A questo punto si potrebbe anche pensare che non ha senso nemmeno andare a spegnerlo quel fuoco se, tanto, da una collina salterà ad un&#8217;altra, come per magia.<br />
Ben diverso sarebbe se a bruciare fossero le nostre città, le nostre piazze, le autostrade. Se dei nostri monumenti, dei ponti, delle chiese dopo un incendio, magari doloso, restasse solo un cumulo di cenere e nessuno potesse ricostruirli per almeno trent&#8217;anni. Se ci trovassimo a doverci spostare per andare a lavorare in mezzo a ceppi fumanti di carbone. Se, insomma, per un momento indossasimo la marsina, il tricorno e le ghette di Cosimo Piovasco di Rondò, il Barone Rampante.</p>
<p>Italo Calvino scrisse Il Barone Rampante nel 1957, ma ai suoi tempi la situazione dei boschi non era già più quella che descrive nel suo libro. Quando Cosimo Piovasco di Rondò, il 15 di giugno del 1767, decise, causa un disgustoso piatto di lumache, di ritirarsi per sempre a vivere sulle piante, si poteva andare dall&#8217;Italia alla Francia, fino addirittura in Spagna, passando d&#8217;in ramo in ramo, senza mai toccare terra. Centonovant&#8217;anni dopo Calvino sa che non era più così: in Riviera le ruspe si portavano via i giardini in cui era cresciuto. Al posto delle foreste venivano su grattacieli, condomini, villette, svincoli e viadotti. Oggi, cinquant&#8217;anni dopo il suo libro, mentre i Canadair fanno il pelo ai nostri tetti per raccogliere l&#8217;acqua da buttare sui boschi in fiamme, siamo qui a constatare il decesso di un mondo che aveva alimentato non solo la fantasia di un grande scrittore, ma anche l&#8217;economia, la tradizione e la cultura di intere generazioni fino all&#8217;età moderna.<br />
I boschi erano, ancora nell&#8217;800, fondamentali per la sussistenza di intere comunità. La Liguria stessa, regione tra tutte in Italia, con la più alta percentuale di territorio boschivo, per la maggior parte steso a due passi dal mare, deve a questa sua conformazione le sue più note qualità. Molti di quei castagni, di quei lecci e anche qualche quercia hanno assistito a tappe fondamentali della nostra storia: dalla Repubblica di Genova all&#8217;invasione dell&#8217;esercito del Bonaparte, alla più recente lotta partigiana, che, senza l&#8217;ombra degli alberi, non sarebbe stata nemmeno immaginabile.</p>
<p>Oggi gran parte dei boschi non c&#8217;è più, un&#8217;altra sta lentamente andando in fumo, a colpi di centinaia di ettari all&#8217;anno, una sola ancora ne rimane, ma più nel nostro immaginario che nella realtà: è quella necessaria ad alimentare le suggestioni delle reclame delle APT o di qualche SUV. Senza molti sforzi possiamo immaginare i rami degli alberi sottrarsi alla presa del nostro eroe, Cosimo, che si troverebbe confinato in qualche riserva, in un&#8217;Ombrosa sempre meno ombrosa e sempre più arsa dal sole ed esposta alle intemperie. Come passare da una parte all&#8217;altra del mondo se non esistono più le piante? Sono cambiati i tempi e le persone. La maggior parte della gente vive stretta nella fascia costiera, in città affollate e sempre più inquinate. Ci si sposta in maniera pressoché orizzontale quando, invece, fino a poco tempo fa la Liguria era una regione completamente verticale. Si frequenta l&#8217;entroterra poco e male, qualche sagra, un aperitivo, una visita al paese delle streghe, un po&#8217; di dialetto, ma poi subito giù alla spiaggia, giù al mare. Non c&#8217;è più alcun contatto con le piante, che non sia quello della cronaca degli incendi sui giornali. Si legge di incendi dolosi, di ettari di vegetazione bruciati. Ma sono fatti che sembrano lontani, imputati alla responsabilità di psicopatici piromani, gli &#8220;untori&#8221; del momento. Ma la verità è che la gente non sa più che cosa siano i boschi, nessuno conosce più la differenza tra un ettaro di verde e un etto di focaccia.</p>
<p>Forse questo bisognerebbe fare, prima di dare la caccia agli untori con nuove leggi: far riappropriare la gente della foresta, insegnare ai bambini e ai grandi che cosa sono i boschi, quanto ci mettono per crescere e quanto ci vuole per distruggerli, organizzare dei tour, delle visite guidate, anche nei boschi bruciati, mostrarli ai turisti come le rovine di un grande impero di cui s&#8217;ignorava l&#8217;esistenza.<br />
E istituire una giornata, magari proprio il 15 giugno, in cui si rifiutano le lumache e si sale davvero nei boschi, sugli alberi, per imparare le piante, saltando da un ramo all&#8217;altro, per dire a Cosimo che non è più da solo e tornare un po&#8217;, tutti, baroni rampanti.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.mentelocale.it">www.mentelocale.it</a> il 26 luglio 2007</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/baronirampanti.wordpress.com/3/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/baronirampanti.wordpress.com/3/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/3/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=3&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://baronirampanti.wordpress.com/2007/07/26/siamo-tutti-baroni-rampanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">giarevel</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>