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	<title>Baroni Rampanti &#187; Centroterra</title>
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		<title>Baroni Rampanti &#187; Centroterra</title>
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		<title>L&#8217;assedio al giorno d&#8217;oggi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:37:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinquemila persone a Triora per l'Halloween Gothic Fest. Il Borgo delle Streghe ancora sotto assedio. <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=544&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Il borgo ha più volte conosciuto l&#8217;assedio e il saccheggio.<br />
Dapprima nel 641 con i Longobardi di Rotari e poi nel 730 dai pirati saraceni.<br />
Ma fu quello dell&#8217;Anno Domini 1498 uno dei più terribili. Le truppe francesi di Carlo VIII, al comando del duca Serranono, saccheggiarono e incendiarono le case, violentarono le donne, misero a ferro e fuoco l&#8217;intero paese, mentre straordinaria fu la risposta dell&#8217;intera popolazione all&#8217;assedio posto il 7 agosto 1625 dalle truppe franco-piemontesi comandate dal commendatore francese Dandelot e da don Felice di Savoia: una resistenza ad oltranza terminata con l&#8217;arrivo dei rinforzi da Taggia, Porto Maurizio e Sanremo che sgominarono gli assedianti proprio quando il borgo era al collasso.<br />
Per tutto il 1672 ci furono sanguinosi scontri tra piemontesi e genovesi. La città e il territorio circostante vennero saccheggiati più volte.<br />
Triora fu poi evacuata in modo coatto nel 1940 quando l&#8217;Italia dichiarò guerra alla Francia e molte furono le pene che afflissero i suoi abitanti durante l&#8217;occupazione nazi-fascista.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma gli annali non mancano di registrare un ulteriore assedio, non meno deleterio, quello del 31 ottobre 2009, quando per la Halloween Gothic Fest Triora è stata invasa da orde di vampiri, nosferati, non-morti; golem, zombie, frankenstein o Fester; streghe, fattucchiere, Herminone; diavoli, demoni, succubi; master, slave, voyeur; dark, metal, death, gothic; Morticie, Harry Potter, Edward Cullen, Freddy Krueger e quant&#8217;altro.<br />
A differenza che nelle invasioni del passato, le orde si sarebbero organizzate con messaggi su Facebook e sms e poi si sarebbero dirette nel borgo medievale per intagliare zucche e ricattare gli ormai 420 abitanti, in gran parte ultrasessantacinquenni, al grido di dolcetto o scherzetto. L&#8217;afflusso dei più di cinquemila mostri avrebbe provocato l&#8217;intasamento della già congestionata statale 548, con code e rallentamenti da fare invidia a Barberino del Mugello.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;assedio per fortuna sarebbe durato una sola notte, il tempo di farsi &#8220;buh&#8221; tra un vicolo e l&#8217;altro o di un autoscatto in posa vampiresca alla Cabotina, la mitica casa delle streghe, per spedire il tutto via MMS alle creature dell&#8217;Ade che non sono riuscite a venire.<br />
Il giorno successivo gli zombi si sarebbero trasformati in geometri, architetti, benzinai; le streghe in segretarie, banchiere e commesse.<br />
Nel paese è tornato il silenzio delle Alpi.</p>
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		<title>Apocalipse rinviata per impraticabilità del campo</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/10/30/apocalipse-rinviata-per-impraticabilita-del-campo/</link>
		<comments>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/10/30/apocalipse-rinviata-per-impraticabilita-del-campo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 11:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Piano Casa della Regione Liguria scontenta i costruttori. L'apocalisse è rinviata a dopo le elezioni<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=539&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Tutta questa storia del Piano Casa della Regione Liguria, mi fa venire in mente l&#8217;incipit de &#8220;La Guida Galattica per gli autostoppisti&#8221; di Douglas Adams.<br />
La storia inizia con il protagonista, Arthur Dent, che scopre che la sua casa e il pianeta Terra intiero verranno presto demolite per fare spazio a una nuova superstrada intergalattica dalle astronavi Vogon.<br />
Impossibile salvarsi. Per fortuna incontrerà un suo caro amico, Ford Prefect, che gli rivelerà essere originario di Betelgeuse e insieme chiederanno un &#8220;passaggio&#8221; ad una delle astronavi demolitrici. Arthur vedrà il suo pianeta esplodere dallo spazio.</p>
<p>Ecco, ieri, giovedì 29 ottobre, mattina, ho chiamato casa.<br />
Mamma, guarda un po&#8217; dalla finestra. Non è che vedi alcune astronavi gialle che tracciano segni, prendono misure?<br />
No.<br />
Ma come? Sei sicura?<br />
Sì. Si vede solo l&#8217;insegna del&#8217;Euronics, le &#8220;Torri di Colombo&#8221;, il Le Clerk e il grattacielo dell&#8217;ex Hotel Vittoria.</p>
<p>Ah. Mi sono sentito subito. Il solito vecchio caro Hotel Vittoria invece di astronavi aliene. Che bello.<br />
Però non so, mi pareva anche di non essere contento. Noi apocalittici siamo un popolo di frustrati. Passata un&#8217;apocalisse ne cerchiamo subito un&#8217;altra.<br />
Io me le sono fatte tutte: quella di Nostradamus nell&#8217;84 (la Liguria inondata da uno tsunami: andai a scuola con le pinne e il boccaglio); quella dell&#8217;86 con la Cometa di Haley; la fine del mondo della Grande Fratellanza Bianca nel&#8217;93; il &#8220;mille e non più mille&#8221; del 2000; il millennium bug, l&#8217;11 settembre nel 2001. Recentemente ho sperato nell&#8217;infuenza aviaria, suina, maiala, nella crisi economica. Niente, nemmeno un temporale.<br />
Ora attendo con ansia il 21 dicembre del 2012 o, tuttalpiù, l&#8217;asteroide Apophis nel 2036.</p>
<p>Ora ci siamo salvati anche dal Piano Casa di Regione Liguiria. La verità è che ci siamo salvati dalle astronavi Vogon grazie allo stesso sistema che le ha chiamate: l&#8217;intruglio di interessi privati che affligge la politica moderna.<br />
Però forse, per la prima volta, nella votazione in consiglio regionale, qualcuno non ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità di una nuova ennesima, cementificazione. E questo perchè, come dice <a target="_blank" href="http://preve.blogautore.repubblica.it/2009/10/29/piano-casa-stoppata-la-colata/">Marco Preve</a>, qualcuno &#8211; noi cittadini &#8211; ha alzato la testa, s&#8217;è fatto sentire.</p>
<p>In questi giorni ho visto il video di quel bimbo caduto nell&#8217;intercapedine in Cina e salvato dopo 6 ore. (<a href="http://it.notizie.yahoo.com/46/20091028/video/vwl-cina-salvo-bimbo-incastrato-tra-due-df14a31.html" target="_blank">qui</a>). Ho pensato: beh, se continuano a costruire così una cosa del genere può accadere anche da noi. Adesso sono un pochino più tranquillo.</p>
<p>Ma come apocalittico non posso ancora rassegnarmi a sperare. So che l&#8217;apocalisse ligure è stata solo rinviata per impraticabilità del campo.</p>
<p>Sì, i &#8220;tr-emendamenti&#8221; dell&#8217;ex sindaco di Cogoleto Cola non sono passati, l&#8217;assessore Abbundo, grande stratega del Portland, s&#8217;è addirittura astenuto. Quelli dell&#8217;UDC se ne sono lavati le manine dicendo che preferivano fare tutto dopo le elezioni (il costruttore Caltagirone è il cogliato di Casini, con una giunta di centro destra sarebbe tutto più facile). Il PDL vuole addirittura ricorrere al TAR. Un grosso sospiro di sollievo l&#8217;ho tirato quando ho letto che alla fine non era contento nessuno: nè chi non voleva il Piano Casa, nè, soprattutto, i costruttori. Evviva!</p>
<p>Ma come apocalittico non posso ancora rassegnarmi a sperare. So che l&#8217;apocalisse ligure è stata solo rinviata per impraticabilità del campo.</p>
<p>Noi liguri l&#8217;apocalisse ce l&#8217;abbiamo dentro. Cascasse un ateroide davanti a Bussana, forse, l&#8217;accoglieremmo come una manna. Troveremmo il modo per cementificare anche quello.</p>
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		<title>Apocalipse updated</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/10/22/apocalipse-updated/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>

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		<description><![CDATA[Piano Casa: occhio ai numeri<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=519&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Per dovere di cronaca, e per evitare confusione, è giusto seguire il percorso del Piano Casa che la Regione Liguria approverà il 28 ottobre.</p>
<p>La prima proposta è uscita a luglio 2009. Il piano casa del Governo delega alle regioni le questioni di pianificazione edilizia e questo è il <a target="_blank" href="http://www.regione.liguria.it/MenuSezione.asp?Page=diariodellagiunta.asp&amp;idTipologiaContenuto=2&amp;Contenuti=1&amp;idContenutoMateriale=0&amp;idContenutoProgetto=92&amp;idContenuto=1162&amp;Action=7&amp;dettaglio=1&amp;rlGiorno=0&amp;rlMese=07&amp;rlAnno=2009">comunicato</a> che annuncia le intenzioni di Regione Liguria. </p>
<p><a target="_blank" href="http://baronirampanti.files.wordpress.com/2009/10/piano-casa-10-07-09.pdf">Questa</a> è invece la bozza del piano Casa della Regione Liguria che andrà effettivamente in giunta,  occorre fare un confronto per evitare confusione e inesattezze e seguire ciò che effettivamente verrà approvato. Il documento porta la data del 12/10/2009, circostanze e cifre riguardanti gli ampliamenti sono molto più restrittive di quanto appaiano nell&#8217;articolo di Bruno Lugaro sul <a target="_blank" href="http://www.genovaweb.org/doc/pianocasa_liguria_60percento_secoloxix.pdf">Secolo XIX</a> il 17 ottobre.</p>
<p>Per chi avesse una speculazione in corso o fosse interessato a farne una, consiglio di leggere le pratiche &#8220;F.A.Q. sul Piano Casa della Regione Liguria &#8221; pubblicate da Gianni Oggiana sul sito del <a target="_blank" href="http://www.centrosinistrataggia.com/2009/10/21/f-a-q-sul-piano-casa-della-regione-liguria/">Centro Sinistra Taggia</a>.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/519/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=519&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Apocalipse tomorrow</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:41:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[burlando]]></category>
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		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 ottobre la Giunta Regionale della Liguria varerà il nuovo piano casa. Rischia di essere una nuova mazzata al territorio ligure.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=512&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Il 28 ottobre 2009, non sarà un mercoledì come tutti gli altri.<br />
Accadrà qualcosa, nella nostra piccola Liguria, che ne condizionerà per sempre il destino. Un piccolo Armageddon, una piccola Apocalisse locale. E, come tutte le apocalissi, pochi o nessuno prima si rende conto dei sintomi, delle avvisaglie. Anzi, quei pochi vengono tacciati di cialtroneria e rimangono voci che urlano nel deserto. Di questi tempi, con l&#8217;informazione galoppante, le agenzie che bombardano di dettagli sui singhiozzi e le loffie dei politici, si perde di vista ciò che lentamente ma inesorabilmente ci coinvolge. Una di queste cose è la macchina delle istituzioni. Basta distrarsi un attimo ed ecco fatto, il danno è servito. Così, mentre la stampa nazionale è impegnata a tessere i vari lodi del Premier e quella ligure intorta i lettori con le cene del sindaco di Imperia o il dibattito &#8220;nuovo stadio sì/no&#8221; a Genova, ecco che un decreto decisivo per il territorio, l&#8217;ambiente e la qualità della vita stessa in Liguria sta per passare inosservato.</p>
<p>Il 28 ottobre (a tre giorni dalle primare del PD) la Regione Liguria varerà il piano casa realizzato dalla giunta Burlando bipartizan con l&#8217;opposizione del PDL.</p>
<p>Qualche dato: gli immobili residenziali sotto i 150 metri cubi potranno essere ampliati dal 60 % fino al 75%; del 40% quelli sotto i 200 mq. Gli insediamenti agricoli potranno ingrassare fino al 20%. E se i centri storici forse si salveranno (ci vorrà il parere del comune), in altre zone di grande valore paesaggistico, il piano prevede volumi ampliati fino al 60%.<br />
Qui la creatività dei vari redattori ed emendatori s&#8217;è espressa al meglio: queste zone (presumibilmente i parchi costieri, ma anche zone paesaggistiche di valore) vengono definite &#8220;zone-anima&#8221;, nel senso che rappresentano l&#8217;immagine stessa della Liguria nel mondo. Bene, così grande è l&#8217;amore per l&#8217;anima ligure che pure qui si potrà ampliare fino al 60%, purchè le costruzioni si trovino almeno a 300 metri dal mare.</p>
<p>La cosa assume toni eretici. Speriamo che almeno venga impugnata dalla CEI: è lecito o no che l&#8217;anima venga estesa per decreto?</p>
<p>Per fortuna qualcuno s&#8217;è accorto dell&#8217;Apocalisse imminente. Sono i soliti noti, i bastian contrari, i signori no, i &#8220;rompicoglioni&#8221; (così disse Scajola tempo fa di chi non la pensava come lui), quelli in fondo al banco, che non si adeguano alla classe. Marco Preve e Ferruccio Sansa, autori de &#8220;<a title="Recensione su Baroni Rampanti" href="http://baronirampanti.wordpress.com/2007/10/02/liguria-il-noir-del-cemento/" target="_blank">Il partito del cemento</a>&#8220;, hanno inviato una lettere al blog di <a title="Lettera di Preve e Sansa a blog di Beppe Grillo" href="http://www.beppegrillo.it/2009/10/italiani_piu_fessi_che_furbi.html#comments" target="_blank">Beppe Grillo</a> e invitano tutti a scrivere al presidente Burlando e agli estensori del decreto (presidente.giunta@regione.liguria.it; Sandro Biasotti, deputato PDL: biasotti_s@camera.it; Luigi Cola, deputato del Pd: luigi.cola@regione.liguria.it; Nicola Abbundo, consigliere regionale PdL: nicola.abbundo@regione.liguria.it) una mail con oggetto &#8220;No al nuovo piano casa della Regione Liguria&#8221; e testo &#8220;Non distruggete ulteriormente la Liguria. Il prossimo 28 ottobre, non approvate il piano casa.&#8221;</p>
<p>Salviamoci l&#8217;anima, almeno.</p>
 Tagged: burlando, liguria, piano casa, speculazione edilizia, territorio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/512/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=512&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più?</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/09/29/ancora-tu-ma-non-dovevamo-non-vederci-piu/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La visita dell'onorevole Borghezio a Triora. Come usare le tradizioni per far passare xenofobia e fascismo.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=470&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Non è mai stata una storia d&#8217;amore. Come fai a innammorarti di un ciccione vestito di verde che vomita cazzate.  Sarà perchè lui è così insistente. Ci prova e ci riprova. E adesso lo sdoganano come cultore delle tradizioni locali.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualche anno fa s&#8217;è già presentato a Sanremo (è arrivato in treno, come il duce) e, assieme ad altri tre sfigati &#8220;padani&#8221; con il sostegno di altri due scagnozzi della destra matuziana s&#8217;erano messi in testa di scacciare &#8220;i negri&#8221; dalla Pigna.<br />
Un proposito da Cinegiornale Luce. Naturalmente &#8220;negri&#8221; per loro è un concetto molto allargato. Ci stanno dentro quelli nati da Sarzana in giù e tutti i possibili mezzosangue, anche quelli abbronzati.<br />
Non trovando &#8220;negri&#8221; in giro, disperati per il fallimento di quella loro ronda ante-litteram, prima di convertirla nel solito puttan-tour, han giocato l&#8217;ultima carta:<br />
- Camerati! Ai citofoni!</p>
<p style="text-align:justify;">I nostri arditi si sono messi a perlustrare così i portoni. A scandagliare i nomi sui citofoni. Grande la fatica, d&#8217;inverno, al buio, con gli accendini. Ma il loro ardore venne infine premiato. Eccolo! Ecco l&#8217;agnello, il capro espiatorio, ecco il nome contro cui levarsi per difendere i &#8220;nostri&#8221; (loro) valori. Interno 5: Ahmed. Uno dei 99 nomi di Maometto.<br />
E giù a suonare, giù a pigiare quel bottone, nemmeno cercassero Gigi e la cremeria. S&#8217;affaccia qualcuno. E&#8217; nero. Di pelle e di rabbia. E&#8217; quasi mezzanotte e lui domattina si deve svegliare alle 3 per fare il mercato della frutta.<br />
- Scendi abissino!, gli urlano i prodi, Scendi! Padroni a casa nostra!<br />
Lui scende, tranquillo. Non ho mai visto un senegalese incazzato, ma preferirei evitare l&#8217;esperienza.<br />
- Te ne devi andare, hai capito?<br />
- Chi, chi se ne deve andare?, dice lui.<br />
- Tu e tutti i tuoi amici africani. Questa è casa nostra.<br />
- No, vi sbagliate amici, forse c&#8217;è un errore &#8211; per fortuna Ahmed l&#8217;ha presa sul ridere.<br />
- No, devi tornare a casa tua.<br />
- Ma ci sono già, risponde lui.<br />
Il manipolo è spaesato. Non sa più che pesci pigliare. L&#8217;onorevole Borghezio si ritira, cerca un bar. Forse deve cambiare il pannolone. Avevano beccato un italiano, uno che lavora nel nostro paese da anni, s&#8217;è comprato casa e manda i suoi figli a scuola in Via Zeffiro Massa.</p>
<p style="text-align:justify;">In un&#8217;altra delle sue avventure, l&#8217;eurociccione si permise di prendere gli interregionali con il vetril per pulire i vagoni dove dormivano le nigeriane.</p>
<p style="text-align:justify;">E per poco non c&#8217;eravamo di nuovo. Ancora lui. Domenica 4 ottobre alle ore 11, l&#8217;&#8221;onorevole&#8221; Borghezio doveva essere a Triora all&#8217;hotel &#8216;Colomba d&#8217;Oro&#8217; per aprire e chiudere il convegno &#8220;La montagna e la tradizione, simboli, riti&#8230; e streghe&#8221;, organizzato dalla &#8220;Fondazione federalista per l&#8217;Europa dei popoli&#8221; di cui è presidente.<br />
Certo non è difficile indovinare quali sarebbero state le tradizioni esaltate da quel convegno. Sicuro indovinarle se si ha la pazienza di seguire questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lk8vpuajKGc&amp;hl=it">video</a> pubblicato su youtube e diffuso dai media nazionali anche qualche mese fa.<br />
In un convegno simile a Nizza, Borghezio si abbandonò a qualche consiglio, qualche pratico aiutino ai giovani nazi per proseguire la loro carriera. Strategie di infiltrazione politica per ricreare cellule naziste e fasciste facendole passare come partiti di tutela delle tradizioni locali e addirittura di orientamento cattolico.</p>
<p style="text-align:justify;">Il convegno è stato annullato a causa di presunte minacce no-global: <a href="http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=99979">http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=99979</a></p>
<p style="text-align:justify;">Nella sua nota da Bruxelles Borghezio parla di no-global, di minacce, idiozia e paura.  Noi preferiamo pensare che i nostri valori sono lontanissimi dai suoi.  Noi crediamo che non si possa andare in giro a seminare odio e ignoranza come fa lui. Tanto più in una valle che ha subito le vessazioni dei nazifascisti. E conosco decine di persone che la pensano come me e non hanno mai spaccato una vetrina o bruciato un&#8217;Audi in via Tolemaide.<br />
E se questo significa essere no-global, allora siamo tanti, signor Borghezio. Per fortuna.</p>
 Tagged: borghezio, fascismo, lega nord, resistenza <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/470/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=470&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Alla sagra del marketing territoriale</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 14:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruire a tavolino una tradizione popolare? Con il marketing territoriale oggi si può. Ecco come. <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=443&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">E&#8217; proprio difficile essere un prodotto tipico al giorno d&#8217;oggi.<br />
Te ne stai lì tranquillo, avvolto nella farina dei secoli prima che in quella  codificata sulla ricetta (guai a sbagliare); decanti ammuffisci stagioni buono buono tutto l&#8217;anno in cantina finchè un giorno d&#8217;estate, qualcuno ti osanna e ti festeggia in qualche sagra o festa paesana, di te fanno mattanza e si sollazza ogni tipo di pancia, fior di g-astronomi ti scoprono e ti iscrivono nel firmamento del gusto e sembra che non ci sia altra cosa più buona al mondo che il tuo speciale sistema di cottura, o quel ricciolo donatoti dalle ultime nerborute mani delle massaie locali, o quell&#8217;erbetta misteriosa che cresce solo all&#8217;ubago del tal monte; insomma proprio quando hai superato i tuoi complessi d&#8217;inferiorità con la grande distribuzione o, nei casi più gravi, una vera e propria crisi esistenziale, guai a sedersi sugli allori (soprattutto se non sono compresi nella ricetta, ovviamente), ti tocca a lottare, a combattere, a fare a pugni con altri tuoi simili per difendere un prestigioso vessillo locale.</p>
<p style="text-align:justify;">Si chiama &#8220;marketing territoriale&#8221;.<br />
Dicesi &#8220;Marketing territoriale&#8221;: quel complesso di attività che hanno quale specifica finalità la definzione di progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un comprensorio territoriale nel lungo periodo. (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_territoriale" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
<p style="text-align:justify;">In pratica, il marketing territoriale vuole arginare gli effetti della globalizzazione attraverso la valorizzazione delle risorse, usando le tecniche del marketing strategico maturate in ambito aziendale, valutanto gli <em>assets</em> locali e la possibile <em>audience </em>del prodotto e definendo poi un <em>plan </em>adeguato alla <em>segmentazione </em>del mercato (niente parura, non sono impazzito, ma bisogna abituarsi, questo è il linguaggio che sentirete in bocca a politici e amministratori per giustificare le loro scelte).</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, esistono molti esempi, consapevoli o no di marketing territoriale. Lo è, di per sè, tutto il sistema attorno a un prodotto tipico che ha raggiunto un certo livello di notorietà, come il pesto genovese, ad esempio, che garantisce un certo ritorno, oltre che ai produttori di Basilico di Prà, anche a ristoratori, alle aziende che lo producono e dunque, rappresenta una &#8220;risorsa&#8221; importante per l&#8217;assetto economico di tutta la provincia di Genova.</p>
<p style="text-align:justify;">Altri prodotti, invece, beneficiano di una storia, una leggenda più o meno vera, capace di esaltarne il gusto o le qualità: è il caso della famosa &#8220;Michetta&#8221; di Dolceacqua. (Sospetta invenzione del maestro Barbadirame).</p>
<p style="text-align:justify;">E come questi ci sono moltissimi altri esempi in cui condizioni storiche, culturali, sociali, metereologiche e antropologiche hanno portato alla nascita di un modo di mangiare piuttosto che di dire o di fare. In ciò, pure, ci distinguiamo noi esseri umani: nei costumi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma oggi è possibile &#8220;inventare&#8221; un piatto tipico da zero. Lo hanno appena fatto a Diano Marina con i &#8220;Dian&#8221; (<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/imperia/2009/08/31/AMPUqXsC-stemma_pasta_creato.shtml" target="_blank">Il Secolo XIX 31 agosto 2009</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217;, il Dian, &#8220;una sorta di medaglione di pasta di forma ovoidale, con impresso nel centro il grifone dello stemma di Diano Marina contornato dal nome della località balneare&#8221;, nato &#8220;per dare ulteriore impulso al settore del turismo&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Dian è dunque, a tutti gli effetti, una pura operazione di marketing territoriale, una strategia pianificata a tavolino per far passare, letteralmente, il nome di Diano Marina di bocca in bocca. Ed è già agguerritissimo, competitivo sul mercato, avendo già ottenuto la prestigiosa De.Co., attestazione che i suoi pari (ops, pardon, &#8220;competitors&#8221;) come il salame di Sant’Olcese, il turtun di Castelvittorio, la michetta di Dolceacqua e i battoli di Uscio hanno faticato non poco a conquistare. Deve avere qualche santo in Paradiso, questo Dian.</p>
<p style="text-align:justify;">Si capisce già in che direzione stiamo andando. Tra poco i Corzetti della Val Polcevera sgomiteranno con la Frandura di Montalto, i fagioli di Pigna con i loro terribili cugini cinerini della Val di Vara  e la Susina &#8220;bale d&#8217;anse&#8221; se la dovrà vedere per forza con il Brandacujun di Badalucco. La cartina della Liguria si riempirà di bandierine e zone colorate a seconda della tal De.Co. o Igp o Doc.; andare a mangiare nell&#8217;entroterra diventerà una partita di risiko gastronomico, oltre che un salasso al portafogli, visto che, con la scusa delle sigle, i prezzi dei prodotti tipici lievitano a dismisura.<br />
Ma tant&#8217;è. E&#8217; il marketing territoriale baby.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Dian ha già sconfitto i Sugeli, antico piatto tipico di Realdo, ma, ahiloro, molto meno tutelati mediaticamente e, a quanto mi risulta, privi di sigle e epitteti.</p>
<p style="text-align:justify;">Segno dei tempi? Tra cinquecento anni ricorderanno l&#8217;antica storia del Dian nato per competere con il Salame di Sant&#8217;Olcese?<br />
Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.</p>
 Tagged: marketing, piatti tipici, tradizioni popolari <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/443/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=443&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;arma da Stoia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 12:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[filmati amatoriali]]></category>
		<category><![CDATA[ponente ligure]]></category>
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		<description><![CDATA[Da ZemiaFilm un progetto per acquisire e conservare i filmati amatoriali trasformandoli in memoria collettiva <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=427&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;immagine è chiaramente platonica, con la famosa caverna e tutti quanti dentro a chiedersi che cosa sono quelle ombre che scorrono sul muro, sono uomini, sono dei, siamo noi, le nostre rappresentazioni&#8230;</p>
<p>Niente di meglio però per suggerire l&#8217;idea di un progetto che raccolga ciò che è debordato dalla nostra memoria e s&#8217;è trasformato in una registrazione, un filmato, in qualsiasi formato, dal super 8 al VHS, pellicola, nastro e perchè no, anche DVD.</p>
<p>L&#8217;Arma da stoia (la grotta della storia) è un po&#8217; il luogo ideale in cui si possono ritrovare i nostri ricordi. Oggi conservarli è più facile, con le nuove tecnologie. Ma anche prima c&#8217;era puntualmente qualcuno con la cinepresa ai matrimoni e si andava con le prime telecamere su per i monti o alle feste di paese. Se non siamo stati noi produrre i ricordi, magari lo hanno fatto i nostri nonni, i nostri padri e adesso giacciono dimenticati in qualche cassetto o scatolone in soffitta. </p>
<p>L&#8217;Arma da stoia è stato studiato da ZemiaFilm per realizzare un archivio della memoria popolare delle Alpi liguri organizzato attraverso la ricerca e la rimasterizzazione di vecchi filmati amatoriali e non.</p>
<p>Quindi chiunque abbia vecchi filmati di quando era bambino o riprese di gite e feste popolari, con immagini di paesi, monumenti, persone, cose, situazioni, contatti Zemiafilm. Ogni contributo, anche il filmino del matrimonio, o la festa di compleanno della nonna degli anni &#8216;80, può essere prezioso per la nostra eredità.<br />
Conserva una traccia di che cosa siamo e come eravamo. Tutti i filmati verranno digitalizzati e poi restituiti ai legittimi proprietari.<br />
Info: <a href="http://zemiafilm.wordpress.com/2009/08/13/larma-da-stoia-la-grotta-della-storia/">http://zemiafilm.wordpress.com</a></p>
 Tagged: filmati amatoriali, ponente ligure, tradizioni popolari <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baronirampanti.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baronirampanti.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baronirampanti.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baronirampanti.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baronirampanti.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baronirampanti.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baronirampanti.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baronirampanti.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baronirampanti.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baronirampanti.wordpress.com/427/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=427&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Addio, lavoro nero</title>
		<link>http://baronirampanti.wordpress.com/2009/06/25/addio-lavoro-nero/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 13:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[valle argentina]]></category>

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		<description><![CDATA[Annunciata la chiusura delle cave di ardesia nell'alta valle Argentina. E se fosse un'opportunità?<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=397&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Niente più lavoro nero nel Ponente Ligure. Lo si legge oggi sul giornale, lo dice la TV. Che bello, era ora, dirà qualcuno. Ma la notizia rischia di essere fuorviante. Perché, purtroppo, non sarà la piaga del lavoro “nero” a scomparire dalla Riviera. Quella, anzi, con il perdurare della crisi e un certo lassismo nei controlli, durerà ancora a lungo, nell’edilizia, nel sociale, nella floricultura.<br />
Per trovare il lavoro nero che scomparirà bisogna abbandonare le spiagge e le seconde case, superare il ponte dell’A 10 che divide in due la valle Argentina, salire fino alle pendici del Saccarello.<br />
Le principali aziende d’estrazione di ardesia della Valle Argentina hanno annunciato che chiuderanno a breve. Si capisce che di lavoro vero si tratta, lavoro che di nero ha solo il colore della materia prima, l’ardesia.</p>
<p>Lassù, tra Realdo e Verdeggia, hanno sempre usato la pietra nera. Le “ciappe” le usano da anni per coprire i tetti, per fare scalini, tavoli, altari, per cuocere tome e salsiccie. C’erano delle persone che s’erano specializzate ad estrarla e a lavorarla: i ciapinée. Conoscevano la montagna, la sfogliavano come un libro e ne estraevano il necessario, senza impoverirne le “vene”. E’ solo con gli anni ‘’60-‘70 che è arrivata la dinamite. Lo sfruttamento intensivo delle cave ha cominciato a far tremare i monti. I camion carichi di pietra a percorrere la statale 548 diretti in val Fontanabuona. Le acque di lavaggio dei cantieri, riversate nel torrente, scartavetravano via ogni forma di vita durante le alluvioni. L’acqua arrivava a Taggia blu, schiumosa come il dixan. Le falde che inevitabilmente incrociavano gli scavi venivano chiuse con la calce.<br />
Pochi o nessuno dei ciapinée realdesi vennero assunti a lavorare nelle cave. L’alta valle andava spopolandosi, la gente preferiva scendere in Riviera e lavorare nei fiori, o nei cantieri. Spaccarsi per spaccarsi la schiena, tanto valeva farlo al mare. Gli operai spesso arrivavano da Genova. E la “ciapa” cambiò nome, divenne “lavagna”.</p>
<p>Per anni s’è scavato sotto il Redentore. Da una parte si tirava fuori la pietra più grezza, buona per l’edilizia. Dall’altra, nell’<em>Ubagu du sprit</em>, un buco che la neve d’inverno trasformava in un inferno di ghiaccio, quella preziosa e liscia, destinata ai tavoli da biliardo, da esportare in America. Dicono che pure il biliardo di Paul Newman e Tom Cruise ne “Il colore dei soldi” fosse fatto con l’ardesia di Realdo.</p>
<p>Ora, come altrove, è arrivata la crisi. Brasile, Cina, offrono ardesia di buona qualità a prezzi minori. Funziona così per tutto. Per la gomma, per le lavatrici, le automobili. E anche per l’ardesia. E’ il mercato, baby.</p>
<p>E’ strano come in alta valle Argentina si possano trovare date esatte per la fine delle attività umane. E’ successo per la pastorizia: i vecchi di Realdo conoscono il giorno esatto in cui l’ultima pecora è andata in bandìa. Adesso succede anche per l’ardesia.</p>
<p>Però, non tutti i momenti di crisi arrivano per nuocere. L’ardesia in Valle Argentina, se rappresentava una fonte di reddito per molti, non era certamente esente da problemi di sostenibilità. Se le cave chiuderanno davvero, oltre ai problemi legati alla perdita dei posti di lavoro e ad un’alternativa al sistema economico-sociale che avevano creato, occorrerà reintegrarle con l’ambiente, riducendo il più possibile l’impatto che per anni hanno avuto, senza perdere le competenze legate all&#8217;artigianato e le maestranze.</p>
<p>Tutto passa per il rilancio dell’entroterra. Il neonato Parco Regionale delle Alpi Liguri può essere la giusta alternativa. Un ecomuseo? Un percorso di recupero sul modello delle Miniere di Gambatesa in Val Graveglia? (<a href="http://www.minieragambatesa.it/">http://www.minieragambatesa.it/</a>)? La scommessa è aperta.<br />
Mai come oggi il futuro dell’alta valle Argentina è stato incerto. Per fortuna, forse, non sarà più “nero”.</p>
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		<title>Gli archeologi dell&#8217;altro ieri</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 13:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache del Sol Ponente]]></category>

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		<description><![CDATA[Una giornata di volontariato a ripulire il bosco dalla spazzatura. Uno scavo archeologico vero e proprio. Ma quale cività ne viene fuori? <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=375&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I reperti si nascondono sotto le foglie di castagno, sono incastrati tra le radici dei carpini. Basta scavare un po&#8217;, con la dovuta attenzione, e subito si viene a contatto con il passato.<br />
Siamo in Liguria, a Ponente, ma l&#8217;emozione non è però la stessa di chi scavò quaranta e più anni fa, tra le arene dei Balzi Rossi o, per non andare troppo lontano, nelle felci a Campo Marzio, tra Taggia e Badalucco. </p>
<p>Chi ha partecipato sabato mattina alla 1° edizione di Puliamo il mondo nel Vallone dei Morti, promossa dal Comitato pro Valle Oxentina con la collaborazione di Legambiente e dell&#8217;associazione Praugrande, nonchè la partecipazione del comune di Badalucco, non ha rinvenuto monili d&#8217;osso d&#8217;antilope o pugnali d&#8217;ossidiana. C&#8217;è voluta mezza giornata solo per tirare fuori dalla morsa del bosco copertoni usati, pentole, bottiglie, laterizi, bottiglie di plastica, scarponi e parecchie, sottolineo &#8220;parecchie&#8221; cucine economiche.  </p>
<p>Per far affiorare l&#8217;altro ieri basta sollevare le foglie cadute lo scorso autunno. Subito appare la testimonianza di una civiltà sconociuta, che suscita nella mente dei volontari una marea di dubbi tutt&#8217;altro che scientifici: perchè mai qualcuno debba essere salito fin quassù per gettare via la propria immondizia quando ci sono cassonetti regolarmente svuotati poco più in là, a Badalucco? E chi erano, chi sono questi signori, ci chiediamo, con un piglio degno di Alberto Angela, mentre frughiamo le mani tra i loro escrementi?</p>
<p>Sì, perchè il bello di fare il &#8220;Rumenta Jones&#8221;, ovvero l&#8217;archeologo dell&#8217;altro ieri, come ognuno di quelli che ha partecipato all&#8217;iniziativa ha dichiarato di sentirsi, è che non si entra in contatto con un&#8217;antica civiltà scomparsa. Tutt&#8217;altro, questo popolo misterioso non si è mica estinto, magari, anzi prospera, e si nasconde tuttora tra noi. Le ragioni che ne consentono la sopravvivenza sono oscure quanto quelle che hanno provocato la sparizione dei Neanderthaliani, dei Neander-italiani. </p>
<p>Dai dati emersi (letteralmente), risulta che il Vallone dei morti è stato per anni la sede preferita delle loro scorribande. La comoda statale, la fitta boscaglia, l&#8217;assenza quasi completa di controlli, deterrenti, diciamo anche divieti, ha favorito il loro moltiplicarsi. Con l&#8217;andar del tempo il numero di quelli che passavano nei pressi del bivio della Madonna della Neve e buttavano giù la spazzatura è cresciuto a notevolmente, come pure, dunque, la qualità e la quantità dei detriti.</p>
<p>L&#8217;età degli oggetti rinvenuti è varia. In superficie sono state rivenuti lattine di coca o vasetti di yougurt poco lontani dalla data di scadenza, ma scavi più approfonditi (non senza l&#8217;uso di guanti, zappe e vanghe) hanno rinvenuto materiali databili all&#8217;incirca a metà anni &#8216;90. Lo si deduce dalle etichette: per fortuna i prodotti della grande distribuzione le variano spesso ed è facile risalire al periodo di produzione. Ma non si esclude che in alcuni punti, nelle curve più ripide e scure, ci siano vasetti, arbanelle, piatti, flaconi di detersivi, dentifricio e tv color risalenti direttamente ai mitici anni &#8216;80, pacchetti di patatine e big babol consumati ai tempi del Drive In.</p>
<p>Ritrovati anche un sacco contenente giochi per bambini e un casco asciugacapelli anni &#8216;60 con relativa poltrona. </p>
<p>Se quella che abbiamo incontrato sia una civiltà superiore o inferiore non possiamo ancora affermarlo. Se saremo noi a soccombere sotto i loro rifiuti o loro a cedere al nostro buon senso è difficile dirlo.<br />
Trattando la nostra disciplina di un passato così vicino a noi, la nostra archeologia può da un giorno all&#8217;altro trasformarsi in attualità, cronaca e infine degenerare in politica. Ma con oltre 500 kg di rifiuti annui prodotti a testa, nesuna politica di riciclo e riuso, tra poco in provincia di Imperia non solo non ci saranno più archeologi della rumenta, ma nemmeno un futuro.</p>
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		<title>La vita, le ciliegie e tutto quanto</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 16:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giarevel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centroterra]]></category>
		<category><![CDATA[riviera di ponent]]></category>
		<category><![CDATA[taggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensieri in libertà sulla raccolta delle ciliegie<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baronirampanti.wordpress.com&blog=4093891&post=373&subd=baronirampanti&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;albero è là, in regione Licheo, sulla strada per Badalucco, poco dopo il ponte dell&#8217;A 10.<br />
Vicino alla serra, tra gli orti di ruscus, nella campagna che mio nonno ha sottratto alla montagna 40 anni fa.<br />
Ci si arriva dalla strada, facendo attenzione ad attraversare, perché la curva è cieca. Si prende a salire per un sentiero che con il tempo è diventato una mulattiera, ma rimane severo come un tratturo.<br />
A due passi c&#8217;è un casone in cui i miei tengono concimi, fertilizzanti, veleni. Dalla chioma spunta un palo d&#8217;alluminio voluto dall&#8217;Enel. Ai tempi, ricordo che mio nonno non ne fu per niente contento. Ma tant&#8217;è. </p>
<p>Se non le avessi già raccolte tutte, non direi mai dov&#8217;è il mio albero delle ciliegie. Ne sono geloso come di un amore. Invece, adesso che il matrimonio è stato consumato, me ne vanto come un latin lover.</p>
<p>Ci sono andato domenica sera. Attento a non rovinarmi gli innesti, mi ha detto mio padre. Lui è diverso da me, di quelli che preferiscono innestare, potare, concimare, cercare la perfezione nella pianta stessa intesa come macchina vegetale. Il “coltivare” in assoluto insomma. Io mi esprimo meglio nel raccogliere, piluccare, assaggiare i suoi risultati.</p>
<p>C&#8217;è un momento della primavera in cui essa degenera rapidamente nell&#8217;estate. E spiace sempre, perché, effettivamente, la primavera è la stagione più corta, soffocata sul nascere dal freddo e incalzata sul più bello dalla canicola.<br />
E&#8217; in quell&#8217;attimo di passaggio, in cui il sole, l&#8217;aria, tutto è già diverso, che sento di dovermi addentrare tra i rami, di farmi accarezzare dalle foglie, una inesplicabile voglia di raccogliere, tirare, tastare, mangiare le ciliegie.</p>
<p>L’albero non è vecchio, ma nemmeno giovane. Avrà sì e no la mia età. E se li porta più o meno come me.<br />
Il ciliegio è l’albero che vorrei essere. Non è sottile e nodoso come un pesco o esile come un albicocco. Non è ruffiano come un fico. Né smagliante come un limone. E’ solido, verboso a volte. Sulla corteccia che lo avvolge si possono leggere poesie. Ha una chioma folta, sorretta da rami nerboruti. Sotto i ciliegi si sta bene, c’è ubago e fresco.<br />
Ma è anche un albero delicato. E’ bastata una malattia per farne fuori molti nella piana di Taggia. Era qualcosa che se li mangiava dentro, nel midollo.</p>
<p>Lo vedo muoversi. Non c’è vento, solo una certa aria di attesa. Più mi avvicino più, tra le foglie che vibrano, comincio a notare i suoi richiami. Sono piccole, lucide e nere come la notte. La natura conosce i nostri desideri e li dispone nei suoi frutti, gioca con noi per i suoi scopi, invano cerchiamo di non farne parte.<br />
In una ciliegia c’è già tutto: il rosso carnoso avanzato dalle labbra; la piccola tenerezza di un viso, inventata prima dell’uomo; la ricerca del piacere segreto, l’antidoto matematico alla solitudine. Un software perfetto.</p>
<p>Il ciliegio del Licheo ha gonfiato i suoi piccoli doni. A quelli più in basso arrivo immediatamente. Due le mangio, una la butto nel cavagno. In breve mi trasformo. Divento una bocca con due braccia. Per ogni ciliegia che raggiungo, ce n’è un’altra più in là, che pare più buona. Non ho la scala. Mi allungo, la colgo, arriva assieme ad un’amica. Poi ecco, dietro a una foglia ne vedo una ancora più tonda e scura. Mi rizzo sulle dita dei piedi e la prendo. Per un’altra ancora più netta e paffuta ci vuole un saltino. Ma il gioco si fa duro, il ciliegio è furbo, solo ora mi scopre i rami più alti ricchi di grappoli prelibati. Salto, rimbalzo, non ci arrivo. L’albero mi prende in braccio. Salgo quanto basta per arrivare alle prime. Qualcuna l’han già pittata gli uccelli. Ma le più buone sono ancora oltre, le illumina il sole. Il ramo oscilla, l’orizzonte si muove.<br />
Forse la vita è un po’ come la ricerca alla ciliegia più buona. Trovatane una che sembra il massimo, ce n’è sempre un’altra un po’ più in là che sarà meglio. Mangiare ciliegie è, in un certo senso, cercare di rimediare all’insoddisfazione dei nostri sensi. L’accorgersi, volenti e dolenti, che siamo incompleti. </p>
<p>A quelle due rosse che pendono nell’azzurro sull’ultimo ramo non arriverò mai. Ho la pancia che gorgoglia e mi trattiene anche la memoria remota di un’indigestione fatta in gioventù. E, poi, dovrei raccoglierle per la marmellata. Sposto lo sguardo. Sul ponte dell’A 10, sparato nella canicola, passa un autoarticolato. C’è chi sta peggio di me.</p>
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