Aragiaive!

Un consiglio comunale in provincia di Imperia sciolto per “forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”. Ma non succedevano altrove queste cose? Invece.

Un sindaco invitato più volte a mettersi da parte per rispetto dell’istituzione che ricorre al T.A.R. e parla dello scioglimento ordinato da un ministro della repubblica come di un “atto abnorme, inspiegabile, illegittimo”. (Ma non ha giurato sulla costituzione?)  E’ accadduto anche questo.

Il presidente di una squadra di calcio locale arrestato per minacce ai suoi giocatori. Che cos’è? Un sequel polizziottesco dell’”Allenatore nel pallone”?

Un “porticciulo”, quello di Imperia, partito con l’ambizione di essere il più grande d’Europa diventato invece più grande la bufala degli ultimi anni.

Un ex ministro dimessosi già due volte per clamorose gaffe che dichiara che da quando non c’è più lui “ci si accanisce contro il ponente” e va a tirar la sottana del presidente del consiglio, minacciando di formare una corrente. Ma quando “c’era lui” le cose erano diverse?

Se unite tutto questo al deficit Area 24, alla pista ciclabile senza luce, all’Amaie che rischia la privatizzazione, all’autocombustione di negozi in pieno centro, alla crisi della floricoltura, dei trasporti, alle discariche abusive, perfino della spazzatura e ai morsi del cemento sulla costa e sulle colline ce n’è abbastanza: Aragiaive! Per i foresti: Indignatevi!
In Francia, un libretto scritto da un vecchio partigiano di 94 anni, Stéphane Hessel, sta scuotendo le coscienze civili del paese. Si chiama “Indignez-vous!”, costa pochissimo e in quattro mesi ha venduto più di 650mila copie.
L’abbiamo letto: non è il solito mugugno di un vecchio nostalgico, nè il suo canto del cigno prima di affidarsi alla grande consolatrice. Chiama in causa le idee, i valori, gli stessi che hanno ispirato la resistenza contro il nazismo, il male assoluto. Dov’è finito tutto ciò per cui i nostri nonni solo 60 anni fa hanno combattuto e tanti sono morti? Potrebbe sembrare la retorica a cui ci siamo abituati nei discorsi da 25 aprile, invece no: in Hessel, ex allievo di Sartre, si legge la nausea per il mondo di oggi e si schiera contro il male principale che lo affligge: l’indifferenza. E’ l’indifferenza che gradino, dopo gradino, ci porterà ad accettare tutto, ingiustizie economiche, sociali, spostando il limite sempre più in là, fino alle discriminazioni razziali e religiose, finchè diverrà nouveau regime.

Questo libretto, come scrive anche Le Monde, “non è certo un programma di governo. Ma è un serio avvertimento al governo”. E’ un avvertimento alla sinistra perchè torni a suscitare speranze, alternative, argomenti. Tra pochi mesi in Francia ci sono le presidenziali. Non è un caso infatti che Sarcozy abbia dichiarato di voler bombardare Gheddafi: speculazioni elettorali. Da noi in Italia le elezioni sembrano lontanissime e non sembrano rappresentare più una soluzione, la classe politica nel frattempo si è decomposta. L’Italia è il paese dove la politica è più distante dalla realtà, un vero parassita di privilegi.
Gli stessi privilegi che nel Nord Africa islamico, tanto condannato da noi puristi occidentali, hanno provocato uno tsunami di rivolte e rivoluzioni. Dietro i paraventi messi su dai governi trentennali di Ben Ali, Gheddafi e dagli emiri sauditi, c’è chi non ne può più, chi s’è indignato, s’indigna.

E allora, perchè confinare l’indignazione a Ponte San Ludovico? Anche in Italia, anche in provincia di Imperia abbiamo i nostri buoni motivi, ce ne accorgiamo tutti i giorni.
Ma che fare? Abbiamo visto che non serve scendere in piazza. Sindaci, presidenti, politici stanno a guardare (magari partecipano pure, come Bosio alla manifestazione contro le mafie), al limite offrono cappuccino e brioche al popolo, come Maria Antonietta. Non serve sbraitare, insultare sul web: scatenano solo azioni legali e risarcimenti. Ma indignarsi è fondamentale per cambiare le cose. Serve uscire da questa indifferenza in cui siamo finiti, annebbiati, anestetizzati da un benessere di base e dai modelli della TV. Cominciamo con lo spegnere quella e verrà di conseguenza indignarsi, “aragiase”. La soluzione può essere politica o no, ma deve arrivare da una giusta incazzatura.

Questi sindaci amici su facebook di camorristi, ci rappresentano?
Questi politici che non si mettono mai da parte ma hanno l’arroganza dei salvatori della patria, hanno migliorato il nostro territorio in tutti questi anni?
Questo ambiente una volta straordinario e invidiato da tutti e oggi colonizzato dai cementieri e imprenditori con la cazzuola, ci piace?

Questa è una resistenza, una nuova resistenza.

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1 commento

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Una risposta a “Aragiaive!

  1. Sì, sì, una nuova Resistenza. Del libro di Hessel c’è anche la traduzione in italiano.

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