L’annuncio campeggia da settimane sulla Rete bolscevica, ma poi le affissioni in città hanno portato la nuova anche al popolo sprovveduto che l’ignorava: stasera, martedì 21 aprile, i Natali di Roma verranno celebrati a Castelvittorio.
Erano anni che nessuno tentava l’impresa. Svanito il sogno dell’Impero, le menti s’eran chiuse nel miraggio borghese e nel lassismo liberal democratico. Ma ora, nell’anno XV del nuovo duce, tutto è permesso e fermarsi significa retrocedere. E’ di nuovo possibile convincere i pigri, radunar le masse: non più sventolando bastoni, è bastato innalzare antenne. Ma occorrono nuovi aratri per tracciare i solchi e spade per difenderli. E se non son baionette, son forchette: per ora van bene lo stesso. Chi si ferma è perduto.
Il manipolo d’arditi si ritroverà al Ristorante Italia. Quale miglior sede per l’impresa d’un desco chiamato come l’amata Patria in una rocca il cui nome è già fausto augurio. Maschia gioventù, romana volontà li muove: non resisteranno molto le pietanze.
Armati solo di posate e bavagli littori, affronteranno ogni portata rimembrando i fasti del ventennio.
Tireranno dritto sugli antipasti, nulla potranno certo le ardue lasagne, e se le loro fiere camice nere si macchieranno nuovamente di rosso, sarà solo tocco. Per ora.
Poi spezzeranno le reni alla capra e fagioli, oseranno sul coniglio con le olive (nere), sfideranno chi l’arrosto, chi il selvatico cinghiale. Molti rutti, molto onore.
Qualche dubbio sul dolce? Guai a chiamarlo dessert: Dio stramaledica i francesi. Caffè? Me ne frego!
Certo, ci vorrà uno spunciacaffè categorico: credere, obbedire, digerire!
Su una cosa, forse esiteranno. Forse si risparmieranno l’olio di ricino. Di questi tempi, meglio un pieno di colza. C’è la crisi.
4 Commenti
Martedì, 21 Aprile, 2009 alle 12:22 pm
Ieri abbiamo fatto la proiezione del film “Un pomeriggio con Libereso” a ospedaletti. Libereso, che compiva 84 anni, ha dichiarato di essere stufo di vedere monumenti alle baionette e ai guerrieri e che il solo monumento che biosgna fare in Liguria è al magaiu e al muro a secco……
Alla faccia delle pancette nere.
Una cosa è certa: con meno moschetti e più magaii il mondo avrebbe funzionato e funzionerebbe meglio.
Martedì, 21 Aprile, 2009 alle 12:35 pm
Me ven da refregnì…
Martedì, 21 Aprile, 2009 alle 1:38 pm
Purtroppo non ci sono, altrimenti tenterei un reportage come quella volta.
Martedì, 21 Aprile, 2009 alle 1:57 pm
Io nemmeno ci sono, altrimenti farei qualcos’altro…
ma Alberto, quanto c’è di cenetta in trattoria tra amici e quanto di politica? voglio dire, questa gente con il braccio teso che hai ritratto, avrebbe veramente il coraggio, oggi, nel 2009, di approvare leggi razziali, bastonare chi non la pensa come loro, mandarci in guerra? Oggi che il fascismo è mediatico e i bastoni veri sono le antenne questi sono la caricatura di loro stessi